Venezia cerca 10 medici di base e rispondono in 254. Ci sono anche le donne iraniane che vogliono uscire dal loro Paese
di Vera MantengoliVenezia ha chiamato, il mondo ha risposto. Si è chiusa con successo la campagna per la richiesta urgente di medici di base, lanciata dall’azienda sanitaria Serenissima lo scorso 8 luglio. Sono state infatti 254 le candidature arrivate: 123 italiane, 13 europee, 2 asiatiche, una egiziana, 29 dall’America Latina, una dagli Stati Uniti, una dall’Iraq, una da Israele e 62 dall’Iran, in prevalenza donne.
«Stiamo procedendo a vagliare tutte le richieste, ma abbiamo trovato già i 10 medici disponibili che stavamo cercando e basterebbe un ventesimo delle candidature arrivate a saturare l'intero fabbisogno di medici di base in Laguna dei prossimi anni» ha detto il direttore generale della Ulss 3 Veneto Edgardo Contato. «Per adesso ci sono 11 idonei con tutti i titoli richiesti, ma non abbiamo scartato le altre candidature, anzi. Faremo una graduatoria e se ci saranno altri idonei, magari disponibili a venire a lavorare anche in terraferma o in altri posti in Veneto, glielo faremo presente…
Venezia ha chiamato, il mondo ha risposto. Si è chiusa con successo la campagna per la richiesta urgente di medici di base, lanciata dall’azienda sanitaria Serenissima lo scorso 8 luglio. Sono state infatti 254 le candidature arrivate: 123 italiane, 13 europee, 2 asiatiche, una egiziana, 29 dall’America Latina, una dagli Stati Uniti, una dall’Iraq, una da Israele e 62 dall’Iran, in prevalenza donne.
«Stiamo procedendo a vagliare tutte le richieste, ma abbiamo trovato già i 10 medici disponibili che stavamo cercando e basterebbe un ventesimo delle candidature arrivate a saturare l'intero fabbisogno di medici di base in Laguna dei prossimi anni» ha detto il direttore generale della Ulss 3 Veneto Edgardo Contato. «Per adesso ci sono 11 idonei con tutti i titoli richiesti, ma non abbiamo scartato le altre candidature, anzi. Faremo una graduatoria e se ci saranno altri idonei, magari disponibili a venire a lavorare anche in terraferma o in altri posti in Veneto, glielo faremo presente».
Operativi da settembre
Da settembre, come annunciato, tre di queste 11 figure idonee prenderanno subito servizio con le agevolazioni promesse, in particolare il costo dell’ambulatorio a un prezzo simbolico. I candidati scelti sono italiani, inclusi un paio di europei che sanno comunque la lingua perfettamente, tra i requisiti richiesti. Dei 123 italiani 63 provengono dal Nord Italia, 25 dal Centro e 35 dal Sud. «Abbiamo cambiato il sistema di comunicazione e siamo riusciti a trovare un tesoro» prosegue Contato. «Ora il problema principale per le altre candidature sarà quello di capire come e se si possono uniformare i titoli, ma sicuramente la campagna è stata efficace».
Il medico anti Ebola
Alcune figure spiccano pe la professionalità: «Ho visitato 68 Paesi, molti dei quali per lavoro» ha scritto un medico nato in Italia e al lavoro all’estero, presentando la sua candidatura. «Sono stato inserito tra le «persone dell’anno» dal Time (2014, Combattenti dell’Ebola) e sono attualmente Medico Operativo presso la nave della Croce Rossa Italiana ‘Splendid’. Ho ricevuto un riconoscimento Oms per il mio impegno contro l’Ebola».
Le donne medico iraniane
Tra le donne che hanno inviato il curriculum dall’Iran ce ne sono molte di iper-qualificate che, al telefono, hanno confidato di volersene andare dal clima opprimente del loro Paese. «Il reclutamento deve essere uguale per tutti perché il nostro appello è stato fatto per coprire una carenza sul fronte sanitario» ha detto il direttore generale. «La candidatura delle donne iraniane è stata una scoperta anche per noi che fa sicuramente pensare e si inserisce in un dibattito già in atto sulle modalità di migrazione, sulla carenza di medici, sulla situazione di alcuni popoli e sulla condizione femminile in certe realtà». Nel corso della presentazione dei risultati della campagna sono state condivise le richieste delle donne iraniane, mantenendo ovviamente la privacy sul nome. «Lavoro da tre anni come medico di famiglia in Iran. Parlo fluentemente inglese. Amo Venezia» ha detto una dottoressa. «Sono specialista e professoressa universitaria. La mia esperienza potrebbe essere preziosa per il lavoro da voi» ha detto un’altra, e infine: «Sono sposata e madre di una bambina. Sono un medico generico iraniano e interessata a lavorare da voi».
I requisiti e l’emergenza
I requisiti richiesti erano: laurea in Medicina, Specialità o titolo comparabile e l’aver fatto e passato il corso per diventare medici di base. Oltre ai tre che prenderanno posto a settembre, ce ne saranno altri sette che andranno a coprire il fabbisogno di medici nelle isole, posizioni che si apriranno entro il 2025. L’emergenza però è destinata a durare anche dopo ed è per questo che la campagna potrebbe essere di aiuto anche in futuro. Se risulteranno altre idoneità verrà fatto presente alle persone che ci sono altre opportunità nella Regione Veneto o che ce ne saranno in futuro. Intanto dalla prima scrematura è emerso che ci sono dei cervelli in fuga, una coppia di medici marito e moglie che si è resa disponibile a venire a vivere a Venezia e molti altri, entusiasti di cambiare vita e di ripopolare la Serenissima.