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Gaetano Del Mauro 

L’eco-ansia dei giovani: “Siamo senza futuro, ascoltate il nostro grido per il pianeta”

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Dopo le lacrime di Giorgia, le voci dei ragazzi dal Giffoni Film Festival “Non è uno scontro fra generazioni: questa battaglia riguarda tutti”
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Giffoni Valle Piana — Dietro le lacrime di Giorgia ci sono l’indignazione e la rabbia di una generazione intera. «Le nostre preoccupazioni sono basate su dati scientifici, ma invece di riflettere e farsi qualche domanda, ci rispondono con frasi del tipo: “Pensate a lavorare, pagate un affitto, fate la spesa”. Ebbene, io lavoro, l’affitto lo pago e faccio anche la spesa. Ma vivo nell’ansia per il futuro: ho paura svegliarmi e di leggere, un giorno, che il mio paese è stato colpito da una frana o da un allagamento», dice Carmela Simmarano, 27 anni, di Montescaglioso in provincia di Matera, dottoranda in Lingue e traduzione a Siviglia e a Bari. È riduttivo, oltre che ingeneroso, liquidarli come “i ragazzi dell’eco-ansia”. «Perché bisogna dare il giusto nome alle cose e parlare di surriscaldamento climatico», sottolinea Laura Coppi, 22 anni, romana, studentessa di Economia alla Sapienza.

La paura di diventare madre

Dal palco del Giffoni Film Festival, l’accorata confessione di Giorgia Va…

Giffoni Valle Piana — Dietro le lacrime di Giorgia ci sono l’indignazione e la rabbia di una generazione intera. «Le nostre preoccupazioni sono basate su dati scientifici, ma invece di riflettere e farsi qualche domanda, ci rispondono con frasi del tipo: “Pensate a lavorare, pagate un affitto, fate la spesa”. Ebbene, io lavoro, l’affitto lo pago e faccio anche la spesa. Ma vivo nell’ansia per il futuro: ho paura svegliarmi e di leggere, un giorno, che il mio paese è stato colpito da una frana o da un allagamento», dice Carmela Simmarano, 27 anni, di Montescaglioso in provincia di Matera, dottoranda in Lingue e traduzione a Siviglia e a Bari. È riduttivo, oltre che ingeneroso, liquidarli come “i ragazzi dell’eco-ansia”. «Perché bisogna dare il giusto nome alle cose e parlare di surriscaldamento climatico», sottolinea Laura Coppi, 22 anni, romana, studentessa di Economia alla Sapienza.

La paura di diventare madre

Dal palco del Giffoni Film Festival, l’accorata confessione di Giorgia Vasaperna, 27enne scrittrice catanese, ha commosso il ministro Gilberto Pichetto Fratin: «In questi giorni la mia Sicilia brucia. Io non so se voglio avere figli… E lei, ministro, non teme per i suoi nipoti?», ha detto Vasaperna. Le sue parole hanno lasciato il segno dentro e fuori la platea della rassegna che mette insieme giovani provenienti da tutto il mondo. «Se Giorgia non avesse usato il termine eco-ansia non ci sarebbe stata attenzione su questi temi neppure stavolta», sottolinea Maria Sole Suriano, 18enne di Lecce. E Beatrice Bonaparte, 22enne di Battipaglia, in provincia di Salerno, che studia Economia del governo e dell’amministrazione, racconta: «Ho letto tanti commenti negativi dinanzi al video di una ragazza che ha deciso di esprimere a cuore aperto le sue paure davanti a un ministro».

Sensibilità per l’ambiente a partire dalle scuole

Il clima che cambia dovrebbe chiamarci tutti a una mobilitazione, ripetono questi ragazzi. «Serve un cambiamento radicale — evidenzia Ermanno Cerruetto, 22enne studente di Economia alla Federico II di Napoli — bisogna eliminare i combustibili fossili e di puntare su energie rinnovabili, in parte anche sul nucleare a patto di smaltire le scorie». Chiede un cambio di passo anche Alessandra Controne, 21 anni, studentessa di Economia, e una maggiore sensibilizzazione a partire dalle scuole. E tutti vorrebbero essere ascoltati dagli adulti, non giudicati: «Le generazioni che ci hanno preceduto hanno l’abitudine di sminuire i più giovani», scuote il capo Giulia Rita Amato, studentessa ventenne, che scorre il cellulare e aggiunge: «Ecco, sta circolando un post con informazioni private di Giorgia al solo scopo di denigrarla. Abbiamo espresso i nostri sentimenti e ci attaccano. Ma nessuno di loro saprebbe rispondere con argomenti efficaci». Annuisce Felixia Iovino, studentessa di Economia anche lei, di Cicciano in provincia di Napoli: «Serve una sensibilizzazione ambientale a partire dalle scuole. Invece ci tacciano di vittimismo». Felixia ha raccolto in una poesia il suo stato d’animo: «Senza prospettive,/ Senza futuro / Mi sento affogare, / Il cuore è un tamburo», scrive. E ancora: «Ma io/ rimango qui:/ Senza prospettive,/ Senza futuro/ Chi ascolterà / Il mio pianto insicuro?».

La società individualista

Se il dialogo fra generazioni manca, avverte Laura Coppi, «non è per colpa nostra. Non siamo stati noi a creare una società individualista, dove nei posti chiave i giovani non riescono ad arrivare. Non mi sento rappresentata da questa politica: spettava a chi ci ha preceduto portare avanti le battaglie per il lavoro, la casa, il sussidio per chi sta male e mettere in campo interventi se la Campania e la Sicilia bruciano e le zone paludose si allagano. Caterina Villani, studentessa 22enne di Economia con indirizzo ambientale, rileva: «Mancano informazione, conoscenza e consapevolezza di queste problematiche. Se ne dovrebbe discutere di più a cominciare dalle scuole. Dobbiamo ragionare del cambiamento, sperando che non sia troppo tardi». Ma invece, secondo Carmela Simmarano, «prevale il timore di perdere diritti e privilegi anche basici come la possibilità di usare bottiglie di plastica, senza capire che un cambiamento per aiutare l’ambiente può aiutare tutti noi». Vogliono lottare, come ripete Ermanno Cerruetto: «Dobbiamo far valere i nostri diritti: bisogna scendere in piazza e protestare». Beatrice Bonaparte invita a «smettere di mettere sempre il denaro al primo posto. Profitti e guadagno hanno rovinato il mondo». Ma lo scontro generazionale non interessa: «Questa battaglia deve essere comune, non si deve trasformare in un “noi contro voi”», spiega Carmela Simmarano. Felixia, nonostante quei versi carichi di amarezza, prova a guardare oltre: «Chissà, forse le lacrime di Giorgia aiuteranno noi giovani ad essere ascoltati». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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