Per Cosimo Ferri nessun processo al Csm. Lascia la Giustizia, ora diventerà giudice tributario
di Giuliano FoschiniA sorvegliare la nuova stagione del fisco italiano, declinato secondo il governo Meloni-Salvini, ci sarà un uomo che di stagioni se ne intende, avendole trascorse tutte: Cosimo Ferri, l’ex deputato di Italia Viva, potentissimo leader della corrente di Magistratura indipendente, e oggi influente dirigente al ministero della Giustizia in qualità di “fuori ruolo”, sta infatti per diventare un giudice tributario.
Nei giorni scorsi è stata pubblicata la graduatoria dei magistrati idonei a fare il “salto” dal ministero della Giustizia a quello dell’Economia e il nome di Ferri è tra i primi della graduatoria dei 27 che faranno il passaggio che dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno. Per il mondo della magistratura si tratta di un evento epocale essendo Ferri, 52 anni appena, considerato da sempre uno degli uomini più potenti del circuito della giustizia.
Le intercettazioni e l’hotel Champagne
Inciampato nella vicenda dell’hotel Champagne – l’incontro nell’albergo del 9 gennaio del 2019 in…
A sorvegliare la nuova stagione del fisco italiano, declinato secondo il governo Meloni-Salvini, ci sarà un uomo che di stagioni se ne intende, avendole trascorse tutte: Cosimo Ferri, l’ex deputato di Italia Viva, potentissimo leader della corrente di Magistratura indipendente, e oggi influente dirigente al ministero della Giustizia in qualità di “fuori ruolo”, sta infatti per diventare un giudice tributario.
Nei giorni scorsi è stata pubblicata la graduatoria dei magistrati idonei a fare il “salto” dal ministero della Giustizia a quello dell’Economia e il nome di Ferri è tra i primi della graduatoria dei 27 che faranno il passaggio che dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno. Per il mondo della magistratura si tratta di un evento epocale essendo Ferri, 52 anni appena, considerato da sempre uno degli uomini più potenti del circuito della giustizia.
Le intercettazioni e l’hotel Champagne
Inciampato nella vicenda dell’hotel Champagne – l’incontro nell’albergo del 9 gennaio del 2019 in cui il parlamentare discuteva con componenti togati del Csm, Luca Palamara e il l’onorevole Luca Lotti della nomina del procuratore di Roma – Ferri ha prima perso il seggio di deputato (eletto nel Pd) dopo essere stato portato da Matteo Renzi in Parlamento. E ora rischiava anche per il suo posto in magistratura: proprio per i fatti dell’hotel Champagne è in corso un disciplinare al Consiglio superiore della magistratura che si sarebbe potuto concludere con sanzioni durissime.
Il Csm ha appena ottenuto dalla Corte costituzionale l’autorizzazione a utilizzare le registrazioni di quell’incontro all’hotel Champagne, inizialmente negate dalla Camera. Un problema grosso per Ferri che, però, ora non esiste più. Con il passaggio dei ruoli, infatti, il disciplinare cade automaticamente, finendo l’ex deputato sotto un’altra giurisdizione: secondo alcuni potrebbe valere comunque un’eventuale sanzione sulla perdita di anzianità, che incide su un abbassamento dello stipendio, ma eventualmente si tratta di una sanzione che non dovrebbe avere impatto anche perché i meccanismi previsti dalla giustizia tributaria sono migliori. Ferri guadagna già il massimo e non dovrebbe perdere un euro.
Di più: abbandonato il Csm superiore, è già pronto a sbarcare nell’organo di autogoverno della giustizia tributaria, il Consiglio di presidenza, dove infatti è già cominciata una battaglia sotterranea per cambiarne i meccanismi di selezione. La norma prevede infatti che ci sia una posizione bloccate per chi arriva dalla magistratura militare e uno per la magistratura contabile, e i posti sarebbero già stati occupati perché due soli magistrati avrebbero quelle caratteristiche. Nel consiglio ci sarà poi anche una vecchia conoscenza della politica italiana: l’ex ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, scelto ad aprile scorso dal Parlamento.
Gli altri “reduci”
Ferri, si diceva, è nella lista dei 27. E non è l’unico “reduce” dell’hotel Champagne: nell’elenco c’è anche il nome di Antonio Lepre, allora membro del Csm, da cui poi si dimise dopo lo scandalo, che è stato già sottoposto a un procedimento disciplinare dal Consiglio. Il numero di “idonei” è però assai minori rispetto alle previsioni: la riforma della giustizia tributaria, fatta per adeguarsi a una serie di paletti previsti dal Pnrr, prevede infatti che al posti degli attuali 1360 giudici “part time” (magistrati in servizio che nel tempo libero si occupano delle sentenze tributarie) ci siano la metà di giudici a tempo pieno. Di questi 100 dovevano essere reclutati nel passaggio (offrendo uno stipendio migliore) e gli altri con concorsi nei prossimi anni. Alla chiamata hanno però risposto in pochi, o meglio in pochi sono risultati idonei visto che in molti sono stati “bocciati” per una questione di requisiti, o invece hanno deciso di ritirarsi durante la selezioni. Tra gli altri, un altro dei partecipanti della cena all’Hotel champagne, Gianluigi Morlini, anche lui ex componente del Csm.