Crisi climatica, il sondaggio: l’eco-ansia tocca sette italiani su dieci
Antonio NotoNon sono solo i giovani a soffrire di eco-ansia. Il 72% degli italiani dichiara di essere pessimista per il futuro ed è convinto che la situazione ambientale peggiorerà nei prossimi anni. Il neologismo è entrato a far parte del dibattito pubblico degli ultimi giorni dopo il confronto fra la giovane Giorgia Vasaperna e il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, sui timori delle conseguenze della crisi climatica. È vero però che la percentuale dei “pessimisti” sul futuro, relativamente a un possibile aumento del disastro ambientale, tra i giovani arriva al 79% mentre diminuisce con l’aumentare dell’età, cioè il 65% tra gli adulti ed il 60% tra gli anziani.
I ragazzi esternano di più l’angoscia
Con queste percentuali è chiaro che si tratta di un allarme che coinvolge tutte le fasce della popolazione, ma dall’analisi dell’Istituto Noto Sondaggi emerge che sono prevalentemente i giovani che riescono a rendere pubblica l’angoscia collettiva, auspicando che il racconto delle…
Non sono solo i giovani a soffrire di eco-ansia. Il 72% degli italiani dichiara di essere pessimista per il futuro ed è convinto che la situazione ambientale peggiorerà nei prossimi anni. Il neologismo è entrato a far parte del dibattito pubblico degli ultimi giorni dopo il confronto fra la giovane Giorgia Vasaperna e il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, sui timori delle conseguenze della crisi climatica. È vero però che la percentuale dei “pessimisti” sul futuro, relativamente a un possibile aumento del disastro ambientale, tra i giovani arriva al 79% mentre diminuisce con l’aumentare dell’età, cioè il 65% tra gli adulti ed il 60% tra gli anziani.
I ragazzi esternano di più l’angoscia
Con queste percentuali è chiaro che si tratta di un allarme che coinvolge tutte le fasce della popolazione, ma dall’analisi dell’Istituto Noto Sondaggi emerge che sono prevalentemente i giovani che riescono a rendere pubblica l’angoscia collettiva, auspicando che il racconto delle proprie emozioni possa influire su un cambiamento delle politiche internazionali. La modalità di porre all’attenzione della pubblica opinione la questione del cambiamento climatico, iniziata con Greta Thunberg, oggi è come se si fosse trasformata da “lotta politica” ad “emozione collettiva”. Con il contestuale riscontro che il racconto delle proprie paure ha una forza di comunicazione maggiore di ogni protesta. È così che le lacrime e le parole di Giorgia hanno colpito anche chi doveva essere la sua controparte, cioè il ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin.
Pessimismo per il domani
Insomma, un dialogo che ha assunto una rappresentatività molto più forte di qualsiasi manifestazione ambientale, con la consapevolezza che in quel particolare momento a soffrire di eco-ansia non era solo la giovane Giorgia ma anche l’adulto ministro. Così come i risultati di questo sondaggio dimostrano, cioè il pessimismo sul futuro coinvolge la maggioranza della popolazione italiana, indipendentemente dall’età.
D’altronde, bisogna fare i conti anche con il “popolo negazionista”. Nonostante che i dati ufficiale dimostrino il contrario, il 18% degli italiani nega che sia in atto un cambiamento climatico. Una minoranza in confronto al netto 77% che invece ritiene il contrario, ma pur sempre una percentuale di rilievo. La quota maggiore di negazionisti si ritrova fra chi vota Lega (23%) e Fratelli d’Italia (22%).
Le colpe a livello mondiale
Secondo gli italiani le colpe sono di tutti (61%) a livello mondiale. L’opinione pubblica tende a non dare maggiori responsabilità né ai Paesi che non sono disposti a rispettare gli obiettivi di riduzione delle emissioni, in quanto in pieno sviluppo economico in base a paradigmi fortemente inquinanti, né ai Paesi occidentali, che hanno già vissuto un’ampia parabola industriale contribuendo in maniera significativa al riscaldamento globale attuale.
Ma poi è ai governi nazionali che si chiede di agire, lo reclama il 48% della popolazione italiana, anche all’interno degli elettorati dei partiti che sostengono la maggioranza, in particolare fra coloro che votano Forza Italia (67%) e Lega (54%). Per quanto riguarda i sostenitori di Fratelli d’Italia spicca la percentuale del 31% di quelli che ritengono sia dovere dell’Unione europea proporre politiche adeguate di riduzione dell’impatto ambientale. Un’opinione condivisa anche da chi sostiene (55%) Carlo Calenda (Azione) e Matteo Renzi (Italia viva).
Il Paese diviso a metà su Meloni
Se invece si chiede agli italiani se l’emergenza climatica sia fra le priorità del governo Meloni, l’opinione pubblica si spacca a metà, con percentuali assolutamente invertite fra coloro che sostengono la maggioranza e quelli che votano i partiti dell’opposizione.
Eco-ansia e negazionismo sono, dunque, concetti opposti che convivono nella popolazione. Il primo è prevalente e non condizionato dalle ideologie, il secondo è marginale e più influenzato dall’appartenenza politica.