Cronaca

Arriva il ciclone che fa scappare l’estate fino a lunedì: “Ma non chiamatelo Circe: è Petar”

Arriva il ciclone che fa scappare l’estate fino a lunedì: “Ma non chiamatelo Circe: è Petar”
Lo spiega Daniele Izzo, meteorologo di Meteo Expert: “E’ un vortice che attraverserà l’Italia da nord a sud, aria fresca che andrà in contrasto con l’aria calda che in questi giorni c’è sul Mediterraneo e sull’Italia”
4 minuti di lettura

“Circe è un nome giornalistico improprio e un po’ fantasioso, come del resto Caronte per l’anticiclone nordafricano: in realtà il ciclone che venerdì e sabato attraverserà l’Italia è stato battezzato Petar da Eumetnet, il servizio meteorologico dell’Aeronautica Militare, e questo è il solo nome ufficiale riconosciuto dalla comunità dei meteorologi italiani”, puntualizza Daniele Izzo, meteorologo di Meteo Expert, spiegando a Repubblica cosa possiamo aspettarci per i prossimi tre giorni.

D’accordo, dimentichiamoci di Circe. Cos’è Petar?

"È un vortice di bassa pressione, particolarmente intenso, che nelle prossime ore colpirà il nostro Paese scivolando da nord verso sud, e interessando quindi tutta l’Italia. Essendo un vortice ricolmo di aria fresca in quota, andrà in contrasto con l’aria calda che in questi giorni c’è sul Mediterraneo e sull’Italia (al Centro-Sud abbiamo visto nei giorni scorsi punte di 35-37 gradi, e in Sardegna abbiamo toccato i 38-39). Il problema, ogni volta che si presenta questa situazione con l’aria più fresca, di origine atlantica, che irrompe nel Mediterraneo, è l’instabilità atmosferica che si crea a causa del contrasto tra l’aria calda preesistente al suolo, e anche particolarmente umida, con l’aria più fresca in quota portata da questi vortici di bassa pressione”.

Quali effetti avrà sull’Italia questa instabilità atmosferica?

“Vedremo qualche fenomeno violento. Venerdì c’è il rischio di forti temporali sul Nord Italia, grandinate e forti raffiche di vento. Poi il ciclone scivolerà verso sud, dove l’aria è particolarmente calda e umida, e quindi si rischiano forti temporali”.

"Questi temporali potrebbero dare luogo, localmente, anche a trombe d’aria e trombe marine. Quindi quella di venerdì, e quella di sabato poi, sono due giornate in cui l'estate avrà una brusca interruzione con forti temporali e fenomeni localmente violenti. Non ha senso citare regioni in particolare, perché un po’ tutte sono a rischio di forti temporali"

Quali sono i rischi per chi si trova al mare?

"Venerdì e sabato saranno giornate ventose. Chi si trova al mare – in molte zone, soprattutto nella parte tirrenica: le isole maggiori, tutta la fascia tirrenica e le coste tirreniche, troverà parecchio vento e quindi mare molto agitato e molto mosso. Farà anche relativamente fresco: in media avremo un calo di 5/7 gradi nella temperatura, con punte anche di 10 gradi. Ad esempio in località dove nei giorni scorsi abbiamo toccato 37-38 gradi potremo averne 27-28 tra venerdì e domenica. Quindi un calo brusco, con temperature sotto alla norma. La norma per il Nord venerdì avrebbe dovuto essere 30-32 gradi, mentre invece ne avremo 25-26”.

E al Centro-Sud?

"L'aria fresca arriverà a fine giornata di venerdì anche al Centro e poi subito al Sud, tant'è che sabato e domenica saranno due giornate con temperature sotto la media”.

Quando finirà il ciclone Petar?

"La buona notizia è che poi già da lunedì torniamo alla normalità, quindi le temperature saliranno e il vento si attenuerà. Da lunedì torniamo insomma a una classica estate mediterranea, gradevole, con temperature senza troppi eccessi”.

Dove potrebbero colpire le eventuali trombe d’aria e trombe marine di cui parlava prima?

"Sia le trombe d’aria che quelle marine – termini entrambi corretti – sono quello che negli Stati Uniti si definisce tornado. Vengono generati da nuvole temporalesche: se ho un tornado, c’è di sicuro un temporale in atto, e anche violento. Mentre se ho un temporale non è detto che ci sia per forza la tromba d’aria. Il problema con i tornado che è sono difficili da prevedere. È certo che siano più probabili quando i fenomeni temporaleschi sono particolarmente intensi, e tra venerdì e sabato il rischio di temporali violenti è generalizzato su tutto il Paese. Quindi non è da escludersi che un tromba d’aria possa verificarsi nel Veneto, ad esempio, o in Puglia o in Sicilia: ovunque si formeranno dei forti temporali, ci sarà la possibilità che si inneschi un tornado. Però non è facilmente prevedibile la localizzazione geografica e il momento in cui su formeranno questi temporali: i modelli fisico-matematici che abbiamo oggi non sono in grado di prevedere fenomeni così limitati nello spazio, anche se così violenti, come i tornado. Essendo sia il Nord che il Centro-Sud a rischio di forti temporali, localmente qualcuno di questi temporali potrebbe dar luogo a un tornado”.

Quali sono le sue raccomandazioni per gli italiani?

"Direi solo questo: venerdì e sabato sono due giornate a rischio. Quindi se vedo nero in lontananza, e sento alzarsi il vento, non devo rimanere in spiaggia o all’aperto, ma mi devo avvicinare a un riparo. Nel caso in cui poi il temporale arrivi realmente, devo avere un riparo dove potermi rifugiare, per non rischiare di essere colpito dalla grandine o dai fulmini”.

E per chi si trovasse in montagna, sorpreso dal maltempo?

"In montagna diventa più complicato, perché ovviamente lì i rifugi sono pochi. Però è anche vero che generalmente chi va in montagna tende a informarsi prima sulle condizioni del tempo. Se comunque se si è sorpresi dal temporale, bisogna evitare di rifugiarsi sotto gli alberi, visto che potrebbero attirare fulmini. Ed è pericoloso anche rimanere in un prato erboso aperto, dove chi è in piedi sarebbe un punto di attrazione per il fulmine. Più in generale in questi due giorni sarebbe bene evitare le escursioni”.

È normale un ciclone a inizio agosto?

"È normale perché i temporali violenti si hanno proprio in questa stagione. Quello che però è importante sottolineare è che questi fenomeni stanno diventando sempre più frequenti e sempre più violenti. Vediamo sempre più spesso fenomeni meteo estremi, che creano vittime e molti danni economici. E questa frequenza aumentata ci indica che il clima si sta surriscaldando. Ai negazionisti climatici che dicono ‘Ma trenta o quarant’anni fa a Roma avevamo già toccato i 39 gradi’, io rispondo che certamente sarà successo così, ma la differenza è che negli anni ’60 e ’70 le temperature in Italia difficilmente raggiungevano quelle che oggi sono la norma. La prima volta che a Milano si sono superati i 35 gradi, negli anni ’70, ci furono i titoloni sui giornali. Adesso - e quasi tutti gli anni – vediamo 36 gradi a Milano. In Sicilia nel 2021 abbiamo toccato 48,8 gradi, ovvero la temperatura più alta mai registrata in Europa. E quest’anno, pochi giorni fa, abbiamo toccato i 48,2 gradi in Sardegna – record che ci rende quest’anno il Paese più caldo d’Europa - durante un’ondata di caldo durata tantissimo. L’ondata di caldo di fine luglio in Sadegna è durata quasi 15 giorni: per una settimana le temperature – nelle zone interne, lontane dal mare – sono rimaste incollate ai 45-46 gradi. E per 15 giorni la temperatura è stata sopra i 40 gradi. Insomma le temperature sono nettamente salite, e probabilmente tra qualche anno toccheremo anche i 50 gradi.

I commenti dei lettori