✕

Dossier abusivi, indaga il Copasir. Il ministro Crosetto: “È un attacco alla democrazia”

Accessi illeciti alle banche dati. Dopo la procura di Perugia, si muove anche il comitato parlamentare per la sicurezza Il ministro che ha denunciato: “L’inchiesta non si fermi”. Renzi: “È killeraggio politico” Urso: “Anch’io ho subito intrusioni”
2 minuti di lettura

Il caso dei presunti dossieraggi con accessi abusivi al database delle Segnalazioni di operazioni sospette della Banca d’Italia e a dati fiscali riservati avrà un seguito politico. La vicenda sulla quale indaga la procura di Perugia sarà oggetto di verifiche anche da parte del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica: organismo presieduto da Lorenzo Guerini del Partito democratico. Mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha fatto scattare l’indagine denunciando un presunto dossieraggio ai suoi danni dopo alcune informazioni apparse in un articolo pubblicato sul Domani, alza i toni: «È emersa l’esistenza di un tentativo di condizionare la composizione del nuovo governo attraverso l’acquisizione illecita e la diffusione strumentale di notizie false per attaccarmi — dice — Considero gravissimo che pezzi dello Stato possano aver lavorato deliberatamente per indebolire le istituzioni e perseguire interessi opachi». Crosetto teme comunque che la fuga d…

Il caso dei presunti dossieraggi con accessi abusivi al database delle Segnalazioni di operazioni sospette della Banca d’Italia e a dati fiscali riservati avrà un seguito politico. La vicenda sulla quale indaga la procura di Perugia sarà oggetto di verifiche anche da parte del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica: organismo presieduto da Lorenzo Guerini del Partito democratico. Mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha fatto scattare l’indagine denunciando un presunto dossieraggio ai suoi danni dopo alcune informazioni apparse in un articolo pubblicato sul Domani, alza i toni: «È emersa l’esistenza di un tentativo di condizionare la composizione del nuovo governo attraverso l’acquisizione illecita e la diffusione strumentale di notizie false per attaccarmi — dice — Considero gravissimo che pezzi dello Stato possano aver lavorato deliberatamente per indebolire le istituzioni e perseguire interessi opachi». Crosetto teme comunque che la fuga di notizie sull’indagine possa creare un danno ulteriore: «Spero che questa cosa non infici il lavoro serissimo fatto prima dalla procura di Roma e ora da quella di Perugia. Però sono contento che, grazie alla mia denuncia si sia scoperchiato questo attacco alla democrazia».

L’indagine

L’indagine coordinata dal procuratore di Perugia Raffaele Cantone ruota attorno alla figura di un finanziere distaccato alla Direzione nazionale antimafia che avrebbe fatto più accessi alla banca dati delle Segnalazioni bancaria sospette e ad altri file sulla situazione fiscale di alcuni soggetti: le nuove norme, soprattutto la Spazzacorrotti ma non solo, prevedono l’avvio di segnalazioni da parte della Banca d’Italia per movimentazioni finanziarie che coinvolgono soggetti sensibili come politici, imprenditori e professionisti legati al mondo delle istituzioni. Le segnalazioni vengono girate quindi alla Direzione nazionale antimafia, alla Finanza e ai servizi segreti per le verifiche del caso e l’eventuale sospetto di illeciti. L’indagine nasce per alcuni accessi del finanziere che però non avrebbe avuto alcuna delega formale per fare le verifiche chieste dalla Banca d’Italia: nel mirino politici, imprenditori, professionisti e anche sportivi. In alcuni casi queste informazioni sarebbero state veicolate a soggetti esterni o ad alcuni giornalisti.

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi è il primo a esprimere solidarietà al ministro Crosetto: «Chi utilizza segreti e dossier come forma di killeraggio politico contro avversari politici?», si chiede l’ex presidente del Consiglio, mentre il suo capogruppo al Senato Enrico Borghi, componente del Copasir, chiede di rivedere le norme sulle segnalazioni sospette che «stanno creando un grande database molto poroso perché un qualsiasi maresciallo può accedervi e poi passare informazioni a soggetti terzi». Spiega Borghi: «A seguito di una serie di legge varate dal Parlamento in anni recenti, oggi l’ufficio di vigilanza della Banca d’Italia viene investito da una serie di informazioni su ogni movimentazione anche di piccole somme di alcuni soggetti. Questo da un lato determina l’esistenza di un big data che nella porosità delle procedure rischia di essere poi una tentazione per tutti. Dall’altro lato questo sistema ci porta ad avere di fronte un monitoraggio costante della classe dirigente del Paese al di fuori di un chiaro sistema di garanzia e controllo come la vicenda che ha coinvolto il ministro Crosetto dimostra». Borghi comunque ha chiesto formalmente di affrontare la vicenda al Copasir.

A Palazzo Chigi al momento non c’è all’ordine del giorno alcuna proposta di cambiare le norme in materia, anche se il partito di maggioranza, Fratelli d’Italia, esprime «grande preoccupazione» per quanto sta emergendo dall’indagine di Perugia: «Assicuriamo di vigilare con la massima attenzione su questo tema, in quanto l’eventuale esistenza di una centrale di dossieraggio lede le libertà fondamentali di tutti i cittadini e condiziona l’esercizio democratico», dicono i capigruppo di Camera e Senato di FdI, Tommaso Foti e Lucio Malan confermando «piena solidarietà» al ministro Crosetto. Intanto un altro ministro afferma di aver denunciato il rischio dossieraggi nei suoi confronti: «Anch’io ho subito la violazione della mail durante la presidenza del Copasir e ne ho fatto oggetto di una denuncia alla procura di Roma», dice il ministro Adolfo Urso.

Leggi i commenti