Domande e risposte: il significato di Sos e qual è stato il baco nel sistema dei dati della Banca d’Italia
a cura della redazione Cronaca nazionaleCosa sono le Sos?
Sono segnalazioni che gli istituti di credito sono tenuti a fare a Banca d’Italia quando «sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo o che comunque i fondi, indipendentemente dalla loro entità, provengano da attività criminosa».
Il sospetto, dice la norma, si può desumere «dalle caratteristiche, l’entità e la natura delle operazioni» tenendo conto «delle capacità economiche dei soggetti» a cui fanno riferimento. Per esempio: bonifici che arrivano dall’estero, importanti versamenti in contanti oppure cifre superiori rispetto ai normali movimenti economici del soggetto in questione.
Che accade dopo la Sos?
L’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia effettua l’analisi finanziaria delle segnalazioni ricevute in modo da «ricostruire il percorso dei flussi finanziari segnalati come sospetti» e identificare le possibili fina…
Cosa sono le Sos?
Sono segnalazioni che gli istituti di credito sono tenuti a fare a Banca d’Italia quando «sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo o che comunque i fondi, indipendentemente dalla loro entità, provengano da attività criminosa».
Il sospetto, dice la norma, si può desumere «dalle caratteristiche, l’entità e la natura delle operazioni» tenendo conto «delle capacità economiche dei soggetti» a cui fanno riferimento. Per esempio: bonifici che arrivano dall’estero, importanti versamenti in contanti oppure cifre superiori rispetto ai normali movimenti economici del soggetto in questione.
Che accade dopo la Sos?
L’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia effettua l’analisi finanziaria delle segnalazioni ricevute in modo da «ricostruire il percorso dei flussi finanziari segnalati come sospetti» e identificare le possibili finalità sottostanti. A quel punto la Uif fornisce i risultati degli studi effettuati alle forze di polizia e altri enti istituzionali.
Nello specifico si rivolge «alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo per la verifica dell’eventuale attinenza a procedimenti giudiziari in corso». Così come, sempre alla Direzione investigativa antimafia (Dia) e al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza, «trasmette le segnalazioni che presentano rischi di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo e i risultati delle analisi svolte mantenendo comunque evidenza per dieci anni delle segnalazioni non trasmesse, mediante procedure che consentano la consultazione agli organi investigativi».
Che fanno le forze di Polizia?
Analizzano i dati arrivati da Banca d’Italia, li incrociano con eventuali informazioni in loro possesso e se lo ritengono inviano tutto alla procura di competenza per dare l’input a un’indagine giudiziaria.
Qual è stato il baco del sistema?
La Dna aveva un protocollo che non regolamentava le modalità di ricerca delle Sos e delle informazioni finanziarie dando così molta libertà alla polizia giudiziaria che se ne occupava. Il nuovo procuratore, Giovanni Melillo, ha cambiato i protocolli. Oggi nulla può essere lasciato al libero arbitrio. Ogni interrogazione deve essere fatta non a caso ma sulla base di una motivata esigenza d’indagine. Di più: tutte le procedure devono essere tracciate e dietro ogni interrogazione alla banca dati ci deve essere una richiesta motivata, per iscritto. Se per ragioni di velocità la richiesta è fatta a voce, gli agenti di polizia giudiziaria devono rispondere per iscritto spiegando che fanno riferimento a un’indicazione ricevuta oralmente.