Giovanni Soldini “Finora l’acqua ci ha salvato. Ora ha smesso di sopportarci”
di Massimo Minella«Finora gli oceani ci hanno salvato. Ma ora anche gli oceani non ne possono davvero più di noi». Giovanni Soldini spiega che ormai non si sorprende nemmeno più. Lui che ha passato la vita a sorprendersi da velista e navigatore, spesso in solitaria, fra i mari del mondo, di fronte alla cronaca di «una tragedia quotidiana» che passa dalle bombe d’acqua alle onde di calore, dai fiumi di grandine alla morte progressiva delle biodiversità, aveva già documentato da tempo l’innalzamento delle temperature degli oceani, mai così caldi come adesso, al punto da sfiorare i 21 gradi in superficie. Soldini e il suo team, infatti, hanno messo nelle mani degli scienziati la loro esperienza sportiva. «Navighiamo in tutto il mondo, spesso nei posti più sperduti, e abbiamo iniziato a raccogliere dati che trasferiamo alla comunità scientifica».
A bordo del trimarano Maserati Multi 70 che fa base ala Spezia ma si sposta in tutti gli oceani del pianeta, Soldini gareggia, quasi sempre vince, ma soprattutto…
«Finora gli oceani ci hanno salvato. Ma ora anche gli oceani non ne possono davvero più di noi». Giovanni Soldini spiega che ormai non si sorprende nemmeno più. Lui che ha passato la vita a sorprendersi da velista e navigatore, spesso in solitaria, fra i mari del mondo, di fronte alla cronaca di «una tragedia quotidiana» che passa dalle bombe d’acqua alle onde di calore, dai fiumi di grandine alla morte progressiva delle biodiversità, aveva già documentato da tempo l’innalzamento delle temperature degli oceani, mai così caldi come adesso, al punto da sfiorare i 21 gradi in superficie. Soldini e il suo team, infatti, hanno messo nelle mani degli scienziati la loro esperienza sportiva. «Navighiamo in tutto il mondo, spesso nei posti più sperduti, e abbiamo iniziato a raccogliere dati che trasferiamo alla comunità scientifica».
A bordo del trimarano Maserati Multi 70 che fa base ala Spezia ma si sposta in tutti gli oceani del pianeta, Soldini gareggia, quasi sempre vince, ma soprattutto incamera dati che poi condivide con gli scienziati. Adesso il trimarano è a Honolulu, nelle Hawai, in attesa che il team guidato da Soldini salga a bordo in autunno per una regata nel Mar della Cina. Così il velista si gode qualche giorno di vacanza, ovviamente in barca nel Mar Egeo. Ed è qui che gli arriva la notizia del nuovo record di temperatura degli oceani.
Sorpreso?
«Ma figuriamoci, era inevitabile. È un segnale molto preoccupante, ma altrettanto chiaro, quello che ci arriva dagli oceani».
E quale sarebbe?
«Gli oceani finora hanno assorbito una grande quantità di calore, salvando così la Terra. Ma non ce la fanno più e si sta realizzando quello che gli scienziati ci stanno dicendo da tempo, che le acque si innalzano e le onde di calore sono sempre più violente. Inoltre stiamo assistendo alla progressiva perdita di biodiversità. Ma insomma, anche i coralli si stanno sbiancando. Nemmeno questo basta a far capire quello che sta accadendo?».
Evidentemente no.
«E allora prepariamoci al peggio, perché la Terra non si è mai scaldata così velocemente. Con questo ritmo nessuno è in grado di resistere, né la natura, né l’uomo».
"Around the blue", il viaggio di Giovanni Soldini per proteggere il mare
Soldini, lei, con il trimarano Maserati Multi 70, ha trasformato la sua esperienza sportiva in un qualcosa di più ampio, monitorando in tempo reale la situazione dei nostri mari. Perché?
«L’aspetto sportivo è sempre centrale per noi, gareggiamo per vincere, nulla è cambiato e nulla cambierà. Ma in parallelo abbiamo deciso di mettere a bordo della barca una centralina che registra dati sulla CO2, sulla temperatura in superficie, sulla salinità. Noi percorriamo un sacco di miglia, spesso in luoghi quasi del tutto sperduti, e credo che mettere a disposizione della comunità scientifica le nostre informazioni sia una cosa intelligente. Maserati Multi 70 si è già completamente liberata da ogni tipo di motore a scoppio, registra e trasferisce dati».
Che cosa significa incontrare questi scienziati?
«Ne ho conosciuto tantissimi, sono persone pazzesche, super appassionati, si battono da 20-30 anni su questi temi, ce la mettono tutta, ma sono sincero, sono disillusi, delusi da una società come la nostra che non è disposta ad ascoltare quello che loro continuano a dire».
Cosa dovrebbe accadere, invece?
«Dovrebbe esserci un cambiamento radicale, da parte di tutti noi, nessuno escluso. O cambiamo davvero oppure a un certo punto la natura farà a meno di noi. Certo che finché ci sarà qualcuno che dice che fa caldo perché siamo in estate, allora passi avanti non ne faremo mai. Il problema è che di baggianate come queste se ne sentono ormai un sacco, ogni giorno».
La sua esperienza in barca è diventata anche un docufilm. Ma lei è anche molto attivo sui social. Vuole parlare alle nuove generazioni, a quelle che erediteranno il mondo che stiamo lasciando loro?
«Io voglio parlare a tutti, non solo ai giovani, ma anche a quelli vecchi come noi. Non stiamo parlando di un problema che peserà su quelli che verranno dopo di noi, ma di un problema che tocca già tutti quanti adesso. E ne vedremo presto delle belle».
Lei parla con gli scienziati. E con i politici ci hai mai provato?
«Ah, i politici. Ci vorrebbero politici illuminati, se si può ancora usare questa parola. Ma in tutta sincerità non colgo in loro grande sensibilità verso ciò che sta accadendo».
Quando tornerà in mare con Maserati?
«Ora la barca è nelle Hawai, la andremo a riprendere verso metà settembre. Da lì andremo in Giappone e poi a Hong Kong e da qui nel Mar della Cina, dove avremo una regata e ovviamente faremo altri incontri con gli scienziati. Documenteremo tutto, sperando che questo nostro interesse possa essere condiviso il più possibile con gli altri».
Non pare molto ottimista.
«Sinceramente non riesco a capire come si possa restare fermi davanti a quello che la cronaca ci mostra tutti i giorni. Qualcuno si è già scordato della Romagna poche settimane fa? Lo scorso anno, poi, ho visto una cosa che non immaginavo di vedere, la mia barca sradicata da terra, sul molo di Marina di Carrara, e spinta da una raffica in mezzo al mare. Potrei andare avanti ancora a lungo. Io sono di Milano, ma quello che è successo due settimane fa non l’avevo mai visto, alberi secolari sradicati, fiumi di ghiaccio. Negare che tutto questo non sia conseguenza del cambiamento climatico mi sembra una grandissima presa in giro».