Evade poi si pente e versa al Fisco 1,6 milioni di tasse non pagate: rischia lo stesso fino a sei anni di carcere
di a cura della redazione Cronaca nazionalePrima la verifica fiscale della Guardia di Finanza, poi il conto minuzioso presentato dall’Agenzia delle Entrate. Scoperto, ha preso atto mettendo subito mano al portafoglio. E restituendo spontaneamente 1,6 milioni di euro di imposte evase per cinque anni. Una scelta controcorrente per un imprenditore trevigiano di 60 anni, che opera nel settore dell’installazione degli impianti termoidraulici, che gli ha garantito uno sconto di circa 200mila euro. Le Fiamme Gialle di Treviso hanno scoperto una rilevante frode tributaria e hanno denunciato l’imprenditore. Per cinque anni ha contabilizzato operazioni inesistenti per quasi tre milioni di euro.
L’indagine
Tutto parte dai sospetti degli impiegati della banca in cui il 60enne operava. Decine di operazioni da migliaia di euro ogni settimana. Fatture incassate e succesivi prelievi di pari importo. Diecimila euro oggi, diecimila domani e sono scattate le segnalazioni per riciclaggio. Le indagini hanno portato a scoperchiare il vaso di pandora dell’industria di impianti termoidraulici. Per cinque anni, tra il 2014 e il 2019, nelle dichiarazioni fiscali erano presenti fatture per acquisto di beni e servizi scoperti inesistenti. Con la compiacenza di altre aziende operanti nel territorio trevigiano.
Il procedimento penale
L’ammissione di colpa e il relativo bonifico da 1,6 milioni resta aperto il procedimento penale a suo carico. La Procura della Repubblica di Treviso ha disposto la conclusione delle indagini preliminari a cui seguirà la richiesta di rinvio a giudizio. Unica consolazione per l’imprenditore, che ha estinto ogni pendenza con l’Agenzia delle Entrate, sarà quella di far valere sul piano penale la restituzione delle imposte evase. Tutto questo non basterà comunque ad estingue il reato, visto che il 60 enne rischia comunque fino 6 anni di carcere