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Incendi Sardegna, inizia la conta dei danni: “Dopo siccità, grandine e nubifragi, i piromani hanno devastato la nostra terra”

(ansa)
Il fuoco è stato spento, lasciando solo distruzione. I sindaci delle zone colpite: “Manca l’acqua, i turisti scappano e chissà quando arriveranno i ristori”
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La tempesta di fuoco è passata, lasciando macerie. Poche zone della Sardegna sono state risparmiate dagli incendi degli ultimi giorni, 42 solo domenica, la metà ieri, tra focolai nuovi e fiamme che riprendevano vigore. È iniziata la conta dei danni, le associazioni agricole regionali denunciano danni economici e ambientali che si aggiungono ad una situazione del settore già drammatica. “Dopo siccità, ondate di pioggia e grandine della primavera, seguite dal grande caldo delle scorse settimane, si abbatte sull’agricoltura e l'allevamento sardo la piaga degli incendi – sottolinea Coldiretti Sardegna -, non c’è pace per il mondo agropastorale isolano che continua a fare la conta dei danni nelle aziende colpite dagli eventi calamitosi susseguiti negli ultimi mesi e settimane.

L’ultimo, solo in ordine cronologico, è proprio il problema dei roghi che hanno devastato ettari di vegetazione e colpito numerose aziende e coltivazioni.” Tra Posada, Siniscola, La Caletta e Gairo, nel Sarrabus, nel…

La tempesta di fuoco è passata, lasciando macerie. Poche zone della Sardegna sono state risparmiate dagli incendi degli ultimi giorni, 42 solo domenica, la metà ieri, tra focolai nuovi e fiamme che riprendevano vigore. È iniziata la conta dei danni, le associazioni agricole regionali denunciano danni economici e ambientali che si aggiungono ad una situazione del settore già drammatica. “Dopo siccità, ondate di pioggia e grandine della primavera, seguite dal grande caldo delle scorse settimane, si abbatte sull’agricoltura e l'allevamento sardo la piaga degli incendi – sottolinea Coldiretti Sardegna -, non c’è pace per il mondo agropastorale isolano che continua a fare la conta dei danni nelle aziende colpite dagli eventi calamitosi susseguiti negli ultimi mesi e settimane.

L’ultimo, solo in ordine cronologico, è proprio il problema dei roghi che hanno devastato ettari di vegetazione e colpito numerose aziende e coltivazioni.” Tra Posada, Siniscola, La Caletta e Gairo, nel Sarrabus, nel Sud Sardegna sono andati in fumo centinaia di ettari di vegetazione, con foraggere e agrumeti, e si registrano i primi danni su infrastrutture, recinzioni, macchine agricole e impianti di irrigazione, pompaggio ed elettrici.

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“Rivedere con urgenza i ristori”

“La conta dei danni causati dagli incendi di questi ultimi giorni, dal nord al sud della Sardegna, è in corso e sarà lunga – afferma Paolo Mele, il presidente regionale di Confagricoltura -. Tantissime aziende agricole hanno perso colture, strutture e scorte alimentari per gli animali allevati. Un disastro inimmaginabile su cui è necessario che Regione e Governo intervengano rapidamente con provvedimenti di aiuto finanziario da mettere in campo subito e non fra tre o quattro anni”. Per Mele però “le procedure di erogazione dei ristori, in ambito regionale e nazionale, vanno riviste con urgenza poiché il problema non è stanziare le risorse, ma farle arrivare nel minor tempo possibile alle aziende colpite dalle numerose calamità naturali, sempre più frequenti a causa della crisi climatica in corso, e in questo caso alle nostre imprese danneggiate dai roghi. Non è più accettabile che gli impegni delle istituzioni verso il sistema produttivo e i privati cittadini siano rallentati da una macchinosità della burocrazia che rende tali promesse spesso irrealizzabili. O si snelliscono i tempi di risposta o si rischia di vanificare la bontà e l’efficacia degli interventi, che devono essere a vantaggio delle imprese vitali”.

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Il sindaco di Posada

A Posada, dove l’incendio ha danneggiato il potabilizzatore, ancora non è possibile utilizzare l’acqua per cucinare o da bere: “Abbiamo tutte le cisterne danneggiate o svuotate – spiega il sindaco Salvatore Ruiu -, i tecnici di Abbanoa hanno fatto un primo intervento e mi hanno assicurato che entro Ferragosto verranno sostituiti tutti i serbatoi e la situazione tornerà alla normalità, ma ad oggi l’acqua che riusciamo a pompare esce molto lentamente e soprattutto non è potabile, certamente non deve essere utilizzata per cucinare. A questo enorme disagio, si aggiunge un danno di immagine ed economico per la nostra comunità, perché tanti hanno lasciato le zone di villeggiatura e ci risulta che in molti stiano dando disdetta, vista l’attuale situazione”.

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In giornata il primo cittadino presenterà l’esposto querela contro ignoti: “l’incendio è stato appiccato, le fiamme sono arrivate da due fronti, a sinistra e a destra del paese, dalla statale 131 e dalla parte opposta tra la 131 e la statale 125. Siamo stati chiusi da due fronti opposti e il forte vento ha fatto il resto. Non ci vedo una matrice speculativa, almeno per che ci riguarda abbiamo da anni tutti gli strumenti urbanistici (Puc, Pul, vincoli Ramsar) che pongono limiti ben definiti a edificazioni e volumetrie”. Di certo, secondo Ruiu, è indispensabile investire in prevenzione e dotare i Comuni di uomini e mezzi che ora mancano: “domenica le vedette hanno segnalato le fiamme alle 14, meno di 15 minuti dopo eravamo sul posto, io con 24 uomini della Protezione civile, 10 barracelli e i tre mezzi che abbiamo a disposizione, uno del Comune, uno della Regione e il terzo che dividiamo con Siniscola. Ovviamente abbiamo potuto fare ben poco, mentre aspettavamo i mezzi aerei”.

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