Notte di San Lorenzo, fino a cento stelle cadenti ogni ora. Ecco come osservarle e fotografarle
di Matteo MariniFoto NASA/Bill Ingalls
Si preannunciano giornate perfette per ammirare lo spettacolo delle stelle cadenti d’agosto. Il meteo, nonostante l’afa, promette cieli sereni.
Non ci sarà la Luna quest’anno a rovinare lo spettacolo delle Perseidi con il suo bagliore, a impreziosire il cielo ci saranno invece due dei pianeti più affascinanti, Giove e Saturno, soprattutto il secondo che si
avvicina al suo picco di luminosità.
Perseidi, il picco tra 11 e 13 agosto
Le meteore agostane, le Perseidi (altrimenti “Lacrime di San Lorenzo” di pascoliana memoria) sono già “accese” dalla fine di luglio. Da quando cioè la Terra ha iniziato ad attraversare, nella sua orbita attorno al
Sole, la nube di polveri lasciata dalla cometa Swift-Tuttle lungo il tragitto che la porta ogni 133 anni a entrare nel Sistema solare interno. Questi frammenti entrando in atmosfera ad altissima velocità, bruciano dando origine alle “stelle cadenti”. Da tempo, ormai, l’attività più intensa non cade più il dieci agosto (San Lorenzo) ma è ‘scivo…
Si preannunciano giornate perfette per ammirare lo spettacolo delle stelle cadenti d’agosto. Il meteo, nonostante l’afa, promette cieli sereni.
Non ci sarà la Luna quest’anno a rovinare lo spettacolo delle Perseidi con il suo bagliore, a impreziosire il cielo ci saranno invece due dei pianeti più affascinanti, Giove e Saturno, soprattutto il secondo che si
avvicina al suo picco di luminosità.
Perseidi, il picco tra 11 e 13 agosto
Le meteore agostane, le Perseidi (altrimenti “Lacrime di San Lorenzo” di pascoliana memoria) sono già “accese” dalla fine di luglio. Da quando cioè la Terra ha iniziato ad attraversare, nella sua orbita attorno al
Sole, la nube di polveri lasciata dalla cometa Swift-Tuttle lungo il tragitto che la porta ogni 133 anni a entrare nel Sistema solare interno. Questi frammenti entrando in atmosfera ad altissima velocità, bruciano dando origine alle “stelle cadenti”. Da tempo, ormai, l’attività più intensa non cade più il dieci agosto (San Lorenzo) ma è ‘scivolata’ in avanti di qualche giorno.
Secondo l’Unione astrofili italiani, la massima intensità dello sciame è prevista per la mattina del 13 ma, come riporta Gianluca Masi del Virtualtelescope project, nella pagina dedicata alle Perseidi, dall’11 al 13 lo
spettacolo è assicurato.
Fino a 100 meteore all’ora
Il novilunio, questo agosto, cade il 16. Significa che, a differenza del 2022, nei giorni clou delle Perseidi ci sarà solo una falce di Luna sempre più sottile e che sorgerà sempre più tardi a ore piccole. La sua luce non cancellerà quella delle meteore dunque e se ne potranno vedere tantissime. Quante? Fino a 100 ogni ora, nella seconda parte della notte, ma dipende da dove ci si trova.
Dove e quando vederne di più
Per osservarle non serve ovviamente nessuna tecnologia, anzi. Il “grandangolo” della vista umana è lo strumento perfetto per abbracciare una grande porzione di cielo, meglio se stesi comodi su un prato. L’importante è allontanarsi il più possibile dalle zone abitate dove c’è un forte inquinamento luminoso. La montagna o, per chi può, il mare aperto, assicurano la migliore visibilità: più il cielo è buio, più risalteranno anche le scie più deboli. Anche l’orario conta. Se ne vedranno di più nella seconda parte della notte, quando cioè la Terra ‘si volta’ verso la direzione in cui procede e va così incontro ai detriti della cometa.
La direzione in cui guardare è la costellazione di Perseo (da cui il nome). È facile da trovare, basta voltarsi verso nord-est e individuare la “W” di Cassiopea, poi far scendere lo sguardo giù verso l’orizzonte, dove si trova Perseo. Quello è il “radiante”, il punto da cui sembrano, prospetticamente, provenire le Perseidi. È piuttosto basso sull’orizzonte ma non è necessario tenere lo sguardo fisso in quel punto: in generale, le meteore si possono vedere quasi tutta la volta celeste.
Fotografare le stelle cadenti
Per immortalare i graffi di luce che attraversano il cielo invece serve qualche aiuto e un po’ di pratica. Iniziando con un cavalletto su cui fissare una macchina fotografica o anche lo smartphone. Va impostata l’esposizione (la velocità dell’otturatore) a diversi secondi, facendo qualche tentativo regolando l’Iso il più basso possibile per evitare di “sporcare” il nero della notte nell’immagine e magari, con uno scatto temporizzato, unire esposizioni da 10 o 20 secondi. Si darà così alle stelle cadenti lo sfondo tipico delle “star trail”, la scia di luce in cerchi concentrici che lasciano le stelle nelle foto notturne per via della rotazione terrestre.
In scena anche Saturno e Giove
Oppure più immagini tempi più brevi per avere una foto più “pulita”. Per gli smartphone bisogna cercare la regolazione dell’otturatore, speed, nelle impostazioni “pro”. Capiterà, con molta probabilità, di trovare nelle immagini anche scie artificiali, degli aerei o, più probabilmente, di satelliti, detriti artificiali o di una delle due stazioni spaziali in orbita attorno alla Terra. Tra i più famigerati gli Starlink, che sono migliaia, e che tanti grattacapi cominciano a dare agli scienziati che osservano il cielo. Ovviamente ci si affida sempre alla fortuna e a un cielo il più possibile buio. In scena anche Saturno e Giove Gli altri protagonisti del cielo sono due pianeti, per i quali vale la pena, in queste sere, fare visita a un osservatorio. Solitamente,
infatti, sono situati in zone con meno inquinamento luminoso, si avrà così l’occasione di ammirare, oltre a tantissime stelle cadenti, anche il Signore degli anelli in (quasi) tutto il suo splendore. Saturno, il pianeta con i caratteristici anelli, è infatti prossimo all’opposizione (il 27 agosto). Significa dal nostro punto di vista sarà, un po’ come la Luna piena, situato dalla parte opposta della nostra stella e sarà quindi più luminoso e osservabile per quasi tutta la notte, dal tramonto all’alba. Inoltre si trova anche nel punto più vicino alla Terra, sarà quindi più grande del solito. Entrambi sono visibili a occhio nudo (si distinguono dalle stelle perché la loro luce non tremola) ma per chi non ha mai osservato Saturno al telescopio, è un’esperienza da non perdere.
Infine l’altro gigante gassoso, Giove, sarà come l’ultimo arrivato alla festa. Sorgerà ancora piuttosto tardi, attorno a mezzanotte, e sarà meglio visibile nella seconda parte della notte. Ma col passare dei giorni si leverà sempre più in anticipo. Anche lui è un soggetto che vale il prezzo di una tessera socio all’osservatorio più vicino a casa (o al luogo delle vacanze). È molto più grande (e brillante) di Saturno, non ha gli anelli ma ha ancora la sua caratteristica macchia rossa e al telescopio si distinguono molto bene i satelliti “medicei”, le quattro lune scoperte da Galileo con il suo cannocchiale nel 1610. L’intuizione, data dalle osservazioni, che fossero in orbita attorno al pianeta, fu una delle picconate più potenti al geocentrismo in favore della rivoluzione copernicana.