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Migranti, un’altra strage: “Nel Mediterraneo 2.000 morti da gennaio”

A largo della Libia 41 vittime, tra cui 3 bambini. Da Tripoli nessun soccorso. Il Pd: “L’Ue intervenga, governo Meloni immobile”
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Li hanno salvati al largo della Libia dopo cinque giorni alla deriva su un barchino senza motore. Tre ragazzi e una ragazza della Guinea Conakry e della Costa d’Avorio (il più piccolo ha solo 13 anni) hanno visto inabissarsi i loro 41 compagni di viaggio, fra cui tre bambini, con cui erano partiti giovedì pomeriggio da Sfax in Tunisia, a bordo di un guscio di metallo di sette metri prima di finire davanti alle coste libiche di Zwara.

Altre vittime, solo le ultime di una tragedia senza fine: secondo il Missing migrants project dell’Organizzazione internazionale delle migrazioni sono oltre 160 i morti degli ultimi quattro giorni lungo la rotta del Mediterraneo centrale, quasi 2.000 dall’inizio dell’anno. Il doppio rispetto allo stesso periodo del 2022. Numeri che rilanciano la richiesta di una nuova missione di ricerca e soccorso nel Mediterraneo: «Serve una Mare nostrum europea per salvare vita prima che sia troppo tardi», ribadisce la segretaria del Pd Elly Schlein.

Chi non ce l’ha …

Li hanno salvati al largo della Libia dopo cinque giorni alla deriva su un barchino senza motore. Tre ragazzi e una ragazza della Guinea Conakry e della Costa d’Avorio (il più piccolo ha solo 13 anni) hanno visto inabissarsi i loro 41 compagni di viaggio, fra cui tre bambini, con cui erano partiti giovedì pomeriggio da Sfax in Tunisia, a bordo di un guscio di metallo di sette metri prima di finire davanti alle coste libiche di Zwara.

Altre vittime, solo le ultime di una tragedia senza fine: secondo il Missing migrants project dell’Organizzazione internazionale delle migrazioni sono oltre 160 i morti degli ultimi quattro giorni lungo la rotta del Mediterraneo centrale, quasi 2.000 dall’inizio dell’anno. Il doppio rispetto allo stesso periodo del 2022. Numeri che rilanciano la richiesta di una nuova missione di ricerca e soccorso nel Mediterraneo: «Serve una Mare nostrum europea per salvare vita prima che sia troppo tardi», ribadisce la segretaria del Pd Elly Schlein.

Chi non ce l’ha fatta vive nel racconto dei superstiti come nel caso del salvataggio di ieri, ma di tantissimi altri non resta traccia. Partono e muoiono nel silenzio. Questa volta, una foto scattata dall’areo di Frontex e arrivata alla centrale operativa della Guardia costiera italiana ha fatto scattare i soccorsi. I libici, come sempre accade, non hanno risposto alla richiesta di soccorso per le condizioni sfavorevoli del mare, così i naufraghi sono stati raggiunti nelle acque antistanti Zuwara dal mercantile battente bandiera maltese “Rimona” e poi trasbordati su una motovedetta della Guardia costiera italiana che li ha portati a Lampedusa.

Lì hanno raccontato una confusa ricostruzione dell’accaduto su cui gli investigatori nutrono qualche perplessità: dopo poche ore dalla partenza da Sfax il barchino si sarebbe capovolto nella tempesta. A rimanere a galla solo una quindicina di persone aggrappate a rudimentali salvagenti ricavati dalle gomme che avevano portato a bordo. «Ci siamo aggrappati alle camere d’aria — hanno raccontato i superstiti ancora sotto shock —. Ma con il passare del tempo, abbiamo visto i nostri compagni prima allontanarsi trasportati dalle forti correnti e poi sparire inghiottiti dalle onde». Poi l’avvistamento della barca abbandonata in mare. Era senza motore, probabilmente rubato da pirati del mare. «Abbiamo visto una barca di ferro vuota e l’abbiamo raggiunta», hanno detto agli psicologi e ai mediatori culturali della Croce rossa che li hanno accolti all’hotspot di Lampedusa nelle stesse ore in cui altri 45 venivano messi in salvo dalla Astral di Open Arms.

Di fronte all’ultima strage del Mediterraneo una parte della politica invoca l’urgenza di un dispositivo di soccorso europeo. La segretaria del Pd Elly Schlein rilancia la sua proposta all’Unione: «Oggi un’altra strage in mare, altri morti innocenti in fuga da guerre, discriminazioni e carestie — dice Schlein —. Servono vie legali e sicure per l’accesso all’Unione europea e a tutti i suoi Stati membri, è necessaria una missione istituzionale europea di ricerca e soccorso nel Mediterraneo». Pierfrancesco Majorino, responsabile immigrazione del Pd, rincara la dose: «Il governo Meloni è assolutamente immobile, spera che nessuno si accorga del fatto che dopo tante chiacchiere siamo a più arrivi e più tragedie». E si punta il dito contro il governo e i suoi accordi con Libia e Tunisia. «Non possono funzionare gli accordi con le milizie libiche — dice Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra italiana —. Non possono funzionare gli accordi con un regime autoritario come quello tunisino. Serve subito una missione di soccorso istituzionale».

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