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La vicequestora che combatte i violenti: “Le denunce sono solo una goccia”

Per Pamela Franconieri le denunce sono necessarie, anche se a farle sono i parenti delle vittime di violenza. “Vedo ogni giorno che un’altra vita è possibile”
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Anna Scala, uccisa a Piano di Sorrento, aveva denunciato il suo ex per violenza due volte. E ieri una trentunenne di Perugia è stata accoltellata dal compagno, nonostante il divieto di avvicinamento a cui era sottoposto dal 9 agosto. La denuncia è indispensabile, ma ancora non basta a fermare questa strage.

Pamela Franconieri, vicequestora aggiunta della Polizia di Stato e dirigente della sezione antiviolenza domestica e di genere di Roma, dirige da anni le indagini sugli abusi di cui le donne sono vittime quotidianamente: «Le leggi esistono e impongono alla polizia giudiziaria di trattare questi casi rapidamente». La materia è delicata, perché da un lato c’è una donna che subisce violenza, dall’altra la magistratura che ha la necessità di valutare ogni caso nella sua specificità. Ma in pochissimo tempo. «L’autorità può disporre misure cautelari in base alla valutazione di diversi presupposti, tra cui i gravi indizi di colpevolezza, pericolo di reiterazione del reato e inquinamento de…

Anna Scala, uccisa a Piano di Sorrento, aveva denunciato il suo ex per violenza due volte. E ieri una trentunenne di Perugia è stata accoltellata dal compagno, nonostante il divieto di avvicinamento a cui era sottoposto dal 9 agosto. La denuncia è indispensabile, ma ancora non basta a fermare questa strage.

Pamela Franconieri, vicequestora aggiunta della Polizia di Stato e dirigente della sezione antiviolenza domestica e di genere di Roma, dirige da anni le indagini sugli abusi di cui le donne sono vittime quotidianamente: «Le leggi esistono e impongono alla polizia giudiziaria di trattare questi casi rapidamente». La materia è delicata, perché da un lato c’è una donna che subisce violenza, dall’altra la magistratura che ha la necessità di valutare ogni caso nella sua specificità. Ma in pochissimo tempo. «L’autorità può disporre misure cautelari in base alla valutazione di diversi presupposti, tra cui i gravi indizi di colpevolezza, pericolo di reiterazione del reato e inquinamento delle prove», continua Franconieri. Eppure, le donne continuano a morire nonostante i passi avanti che la legge Codice Rosso ha fatto. «Il fenomeno impone che le forze dell’ordine abbiano una formazione e una specializzazione adeguate. Solo così si può avere la giusta sensibilità, che è indispensabile per trattare questa materia», sottolinea Franconieri.

Le denunce dei familiari sono fondamentali

Le denunce, nonostante la flessione degli ultimi due anni, sono incoraggianti. E quando non è la donna abusata a denunciare, è importante che lo facciano i parenti, o quella rete intorno alla vittima. «Non posso dimenticare una mamma, con due bimbi, che ha subito per anni le percosse del marito. Talmente gravi da essere ricoverata svariate volte. Sono stati i familiari a venire da noi e a permetterci di indagare e arrestare l’uomo. I numeri della violenza di cui siamo a conoscenza sono una goccia rispetto a quelli oscuri e sommersi. Quando una donna muore, quando non riusciamo a fermare un omicida, dobbiamo interrogarci tutti. Ma ogni giorno vedo che per le vittime di violenza un’altra vita è possibile».

La percezione è che non si arrivi in tempo a intercettare l’escalation della violenza, che in casi come questi è certa. La polizia di stato sta sperimentando nuove strategie nei casi di ammonimento del questore, un provvedimento che garantisce alla vittima di atti persecutori una tutela anticipata rispetto al procedimento penale, ammonendo l’uomo maltrattante nei casi ritenuti meno gravi.

«Questo consente di intervenire in maniera celere, quando il pericolo è ancora contenuto, attraverso il protocollo Zeus. Un progetto nato a Milano nel 2017, in cui la polizia si interfaccia con le associazioni del territorio e l’uomo abusante viene inserito su base volontaria in un percorso di consapevolezza». I risultati di questo progetto, nella città di Roma, sono incoraggianti: la recidiva è a zero.

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