Cronaca

È in arrivo la stangata dei libri scolastici: “Rincari dell’8 per cento. Ma così le famiglie non ce la fanno”

È in arrivo la stangata dei libri scolastici: “Rincari dell’8 per cento. Ma così le famiglie non ce la fanno”
L’Associazione librai italiani: “Per aiutarle è necessaria la detraibilità della spesa. La chiediamo da vent’anni”. Finora gli aumenti della carta sono stati assorbiti dalle aziende
3 minuti di lettura

Dopo il caro-benzina e i rincari delle ultime settimane, dal carrello della spesa all’ombrellone estivo, sulla testa degli italiani sta per abbattersi la stangata dei libri di testo scolastici. Negli ultimi anni, nonostante gli aumenti della carta, gli editori hanno cercato di contenere i prezzi di copertina al massimo. Ma i librai lamentano il taglio progressivo dei margini di guadagno. E per i presidi, se non si interverrà in qualche modo, gli insegnanti saranno costretti ad adottare meno libri di quelli necessari. Insomma, quello che si prepara è un autunno ancora più caldo dei precedenti.

La spesa per i libri

Per accedere in prima, dal 2019/2020 al 2023/2024, la spesa media per le prime classi del superiore riferita a tutti gli indirizzi scolastici, dizionari esclusi, è passata da 338,7 euro a classe ai 360,0 dell’anno che sta per aprirsi: più 7,5%. In appena quattro anni, la spesa media per la dotazione libraria al classico è aumentata dell’8,6%. Gli incrementi dipendono anche dal mix di testi scelti dai professori.

I rincari scuola per scuola

Tra qualche giorno le famiglie italiane con figli al classico dovranno sborsare in media 374 euro. Allo scientifico, frequentato da un quarto di tutti gli studenti delle superiori, l’aumento registrato è del 5,5%. In questo caso, la spesa media è più alta: 384 euro per acquistare tutti i libri contenuti nella lista fornita dalla scuola. E ancora, rincari del 7,9% al liceo linguistico, del 3,8% all’alberghiero e del 19% per coloro che frequenteranno l’ex Industriale ad indirizzo Elettronica ed Elettrotecnica. Nello stesso periodo, secondo l’Istat, i prezzi al consumo (per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi) sono cresciuti del 15,6%.

I Consigli di classe e i titoli 

In 12 mesi, i prezzi dei testi scolastici di coloro che si accingono a frequentare il superiore sono rincarati in media del 4,1%. Senza tenere conto del costo dei dizionari, che costa tra i 70 e i 90 euro. Per avere una prima idea degli aumenti, si è calcolato il prezzo medio dei libri in commercio per la singola disciplina, tenendo conto anche delle nuove edizioni, entrate in commercio dallo scorso anno a quello prossimo. Secondo il database del Mim, i titoli scolastici che i Consigli di classe hanno preso in considerazione per le prime classi di tutte le discipline e ritengono “da acquistare” sono 1.117 per il 2023/2024. Lo scorso anno erano 1.067: quasi lo stesso numero.

I tetti di spesa che non esistono più

Estrapolando i libri di una disciplina si è calcolata la media del prezzo di copertina per il 2023/2024 e la stessa media per il 2022/2023. Per un testo di Greco i genitori dovranno mettere in conto il 33% in più di un anno fa. E l’esborso supererà i 31 euro. Rincari medi del 21% per i libri di Biologia e attorno al 10% per quelli di Matematica. Mentre i libri di Educazione motoria, Religione e Educazione civica costeranno meno. Ma spesso i tetti di spesa, 368,5 euro per il classico e 352 euro per lo scientifico, vanno a farsi benedire.

“Soluzione rapida o meno libri”

Per Antonello Giannelli, a capo dell’Associazione nazionale presidi, “il tetto di spesa per i libri di testo è fermo ormai da dieci anni e questo sta danneggiando anche il settore dell’editoria e dei relativi lavoratori, a fronte dell’accresciuto costo dell’energia e delle materie prime. Se non si trova rapidamente una soluzione", spiega, “saremo costretti ad adottare meno libri del dovuto. Penso che una possibile via di uscita sia quella di garantire alle famiglie, in funzione del loro reddito, un sostegno economico governativo stimabile in circa un centinaio di milioni annui. Ovviamente tali risorse dovrebbero essere rese disponibili in tempi compatibili con l’inizio delle lezioni”.

Il prezzo pagato dai librai

Sono gli stessi librai a riconoscere che gli editori hanno tamponato la situazione con rincari inferiori all’inflazione. Ma a pagarne le conseguenze sono stati proprio gli esercenti. Edoardo Scioscia è presidente e amministrazione delegato di Libraccio, con 60 negozi in 7 regioni, e membro dell’Associazione librai italiani, associazione che ha stimato aumenti compresi tra il 4% e il 6%. “Sempre al di sotto dell’inflazione. I prezzi aumentano di poco perché si riduce il margine ai librai. Prima avevano almeno il 20%. E prima degli anni ’90 del secolo scorso, era il 25%. Adesso siamo al 13/15%. In altri termini, a pagare sono i librai e i distributori”.

L’Aie (l’Associazione italiana editori) sottolinea, infatti, che gli incrementi dei prezzi di copertina sono stati al di sotto dell’inflazione: “Il 3,04% per quelli della scuola secondaria di primo grado e il 3,42% per quelli della scuola secondaria di secondo grado, rispetto l’anno precedente”.

“Il senso di responsabilità”

“I numeri – spiega Paolo Tartaglino, presidente del gruppo Educativo di Aie – testimoniano il senso di responsabilità degli editori in una congiuntura molto difficile, in attesa di un’azione compensativa che ponga attenzione a questo problema”. E conclude: “Come Associazione ribadiamo che garantire a ogni studente l’effettivo diritto allo studio deve essere obiettivo prioritario delle politiche pubbliche del Paese, tanto più oggi che gli indici di povertà mostrano come in difficoltà siano soprattutto le famiglie con minori, con immaginabili conseguenze sulla dispersione scolastica. È importante – conclude – che i fondi per l’acquisto dei testi scolastici da parte delle famiglie meno abbienti, pari a 133 milioni l’anno, siano erogati dalle regioni a chi ne ha diritto nella maniera più efficiente e veloce possibile”.

La proposta di soluzione

“I fondi per il diritto allo studio a favore dei meno abbienti, circa 133 milioni, aiutano. Ma occorre fare di più”, conclude Scioscia. “Per aiutare le altre famiglie bisognerebbe portare avanti la detraibilità della spesa per i libri di testo scolastici. Ci proviamo da vent’anni. E pare che questa volta il ministro Giuseppe Valditara, nell’ultimo incontro che abbiamo avuto, abbia preso in considerazione questa strada”. Per arginare la spesa c’è l’usato. Ogni anno, gli editori cambiano il 30% dei testi, ma il 70% resta e questo consente un risparmio col 40%/50% per due libri su tre. Se si è fortunati.

I commenti dei lettori