Braga, Pd: “Pronti al confronto con il governo sui femminicidi a patto che non siano misure spot. Ma Delmastro deve sempre scusarsi con noi”
di Liana MilellaChiara Braga
ROMA - “Siamo pronti a confrontarci, a patto che non siano misure spot”. Dice questo, e molto altro, la capogruppo del Pd alla Camera Chiara Braga dopo l’appello del sottosegretario alla Giustizia Delmastro che su Repubblica ha proposto un patto bipartisan anti femminicidi.
Il Pd dice sì all’urgente approvazione dei ddl Bongiono e Roccella?
“Siamo disponibili a ragionarci. Finora abbiamo visto che le priorità della maggioranza e del governo, proprio alla Camera, sono state altre, come il reato universale sulla maternità surrogata, nonché le proposte del Guardasigilli Nordio sulla giustizia. Mentre il ddl Roccella a fine luglio non era ancora stato assegnato a Montecitorio. Tuttavia siamo pronti a confrontarci e a proporre le n…
ROMA - “Siamo pronti a confrontarci, a patto che non siano misure spot”. Dice questo, e molto altro, la capogruppo del Pd alla Camera Chiara Braga dopo l’appello del sottosegretario alla Giustizia Delmastro che su Repubblica ha proposto un patto bipartisan anti femminicidi.
Il Pd dice sì all’urgente approvazione dei ddl Bongiono e Roccella?
“Siamo disponibili a ragionarci. Finora abbiamo visto che le priorità della maggioranza e del governo, proprio alla Camera, sono state altre, come il reato universale sulla maternità surrogata, nonché le proposte del Guardasigilli Nordio sulla giustizia. Mentre il ddl Roccella a fine luglio non era ancora stato assegnato a Montecitorio. Tuttavia siamo pronti a confrontarci e a proporre le nostre misure che Elly Schlein ha già illustrato nella sua conferenza stampa”.
Delmastro è stato un vostro “nemico”, deputati e senatori del Pd continuano a lasciare l’aula delle commissioni se lui rappresenta il governo. Mettereste da parte questo per approvare subito le misure sui femminicidi?
“Delmastro non si è certo distinto in questi mesi nel dimostrare un rapporto equilibrato e rispettoso sia del Parlamento che delle forze di opposizione. Come Pd attendiamo ancora le sue scuse. Ma se esiste un terreno serio su cui lavorare, di fronte a un problema drammatico come quello dei femminicidi, e se c’è un impegno della premier Meloni, noi non ci tiriamo indietro”.
Che condizioni ponete?
“È imprescindibile avere la garanzia che non ci si fermi a misure spot che inseguono solo le tragedie di questi giorni, la cui gravità è sotto gli occhi di tutti, ma che dimostrino finalmente come siano necessari interventi strutturali sulla prevenzione e la repressione dando gli strumenti e le competenze adeguate alle forze di polizia e alla magistratura”.
Siete pronti a sottoscrivere i due ddl?
“Ripeto, siamo pronti a confrontarci, prendendo in esame anche le nostre proposte parlamentari, perché non si può procedere a colpi di maggioranza, né dando una delega in bianco e un via libera garantito al governo. Ma serve lo stop al clima conflittuale, agli attacchi alla magistratura, con il solo obiettivo di garantire alle donne una vera tutela”.
Sul ddl Bongiorno, che dà il via libera all’avocazione dell’inchiesta se il pm è inerte per tre giorni e che è già passato al Senato, sareste disposti a un sì?
“A settembre parte l’esame in commissione Giustizia. Se davvero ci sarà la volontà politica della maggioranza questo potrà essere lo strumento giusto in cui inserire il rafforzamento delle misure cautelari, il braccialetto elettronico, la dotazione di maggiori strumenti per chi fa le indagini. Molte di queste proposte sono già contenute nei nostri ddl depositati sia alla Camera che al Senato. Non vogliamo piantare bandierine rivendicando un diritto di prima firma, ma diamo la nostra piena disponibilità per rafforzare tutti gli strumenti necessari per combattere davvero la violenza contro le donne”.
Nordio ha la mano facile nelle azioni disciplinari. Sul caso di Piano di Sorrento Delmastro non esclude una verifica di questo tipo.
“Il modo migliore per reagire nella maniera giusta a un caso che ha scosso le coscienze di tutti è garantire alle forze di polizia e alle procure gli strumenti e le risorse che servono. Ovviamente il ministero ha i mezzi per valutare le eventuali inadempienze, ma non credo proprio che si possa risolvere un problema come questo a colpi di azioni disciplinari. La cosa peggiore che potrebbe accadere sarebbe se anche il tema della violenza sulle donne dovesse diventare il pretesto per il governo per alimentare lo scontro con la magistratura”.
C’è già chi si prepara a contestare regole che non sono abbastanza garantiste…
“Il nostro è ancora un Paese che ha un enorme problema di vittimizzazione secondaria delle donne che subiscono violenza. È un problema degli uomini”.
Basta vedere la freddezza nelle reazioni all’orrenda violenza di Palermo.
“Un fatto inaccettabile, che lascia senza parole soprattutto per la facilità con cui quei giovani hanno perfino rivendicato il loro atto di brutalità. Mi sarei aspettata una reazione più forte degli uomini, anche con ruoli istituzionali e politici, ma il patriarcato è ancora troppo diffuso e radicato. Serve un lavoro a livello culturale che deve investire tutta la società a partire dalla scuola. La premier è stata netta quando si è trattato di prendere le distanze dalle parole di La Russa, e ci aspettiamo che a quelle parole faccia seguire anche azioni che dimostrino l’assoluta priorità di questi temi”.
Il silenzio di Nordio la colpisce?
“Direi di sì. In queste settimane è stato non proprio parco di dichiarazioni, mentre a oggi il suo silenzio sul caso è assoluto”.