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Andrea Delmastro (FdI): “La legge contro i femminicidi si può fare in due mesi. Serve un patto bipartisan”

Il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove

 (ansa)
Il sottosegretario alla Giustizia non usa toni soft per lo stupro di Palermo: “Mi auguro che queste belve marciscano in galera”
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ROMA — «Se quei sette che hanno violentato la ragazza a Palermo fossero miei figli dovrebbero augurarsi di restare in galera a vita…». E Anna uccisa a Piano di Sorrento? «Serve un supplemento di riflessione per verificare gli spazi di un’azione disciplinare». Il ddl Nordio, Piantedosi, Roccella? «Può essere legge per Natale se maggioranza e opposizione condividono l’urgenza». L’avocazione rafforzata di Bongiorno? «Quella va fatta subito». Com’è sua abitudine il sottosegretario meloniano alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove non usa toni soft. Proprio a partire da Palermo.

La sua reazione di fronte alla foto dei sette ragazzi che trascinano la loro vittima?

«Agghiacciante. Quei dialoghi tra loro aprono uno squarcio sull’orrido che pensavamo di non vedere né sentire mai più. Mi auguro che queste belve marciscano in galera. Se poi fossero i miei figli dovrebbero avere più paura di me che della reazione dello Stato e augurarsi di restare in carcere a vita…».

Come evitare stupri fut…

ROMA — «Se quei sette che hanno violentato la ragazza a Palermo fossero miei figli dovrebbero augurarsi di restare in galera a vita…». E Anna uccisa a Piano di Sorrento? «Serve un supplemento di riflessione per verificare gli spazi di un’azione disciplinare». Il ddl Nordio, Piantedosi, Roccella? «Può essere legge per Natale se maggioranza e opposizione condividono l’urgenza». L’avocazione rafforzata di Bongiorno? «Quella va fatta subito». Com’è sua abitudine il sottosegretario meloniano alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove non usa toni soft. Proprio a partire da Palermo.

La sua reazione di fronte alla foto dei sette ragazzi che trascinano la loro vittima?

«Agghiacciante. Quei dialoghi tra loro aprono uno squarcio sull’orrido che pensavamo di non vedere né sentire mai più. Mi auguro che queste belve marciscano in galera. Se poi fossero i miei figli dovrebbero avere più paura di me che della reazione dello Stato e augurarsi di restare in carcere a vita…».

Come evitare stupri futuri?

«Anche in questo caso, come per i femminicidi, non bisogna valutare nessuno dei più piccoli reati come a sé stanti, se commessi per sessismo o per gelosia, ma come reati spia, dalla minaccia in avanti, e far capire che non ci saranno più né comprensione, né sconti».

L’avvocato di Anna Scala va al sodo: “Si sapeva che rischiava ma non è stato fatto nulla”. Serve un’azione disciplinare per i pm?

«Sicuramente un supplemento di riflessione sulla vicenda è necessario per verificare se ci siano gli spazi per promuoverla. Più che un valore punitivo dovrebbe averne uno di monito, perché in questi casi non si può perdere tempo. La cronaca ci dice che si passa dalla minaccia, alla violazione di domicilio, allo stalking, all’omicidio con una velocità impressionante, tant’è che il ddl Nordio, Piantedosi, Roccella parla di reati spia».

Scusi, ma una donna denuncia una minaccia concreta e non succede nulla?

«Gli strumenti per reagire ci sono già oggi, ma bisogna muoversi con estrema rapidità, perché la cronaca dimostra che c’è una progressione criminosa pazzesca. È come se uno spacciatore passasse dal vendere dieci grammi di hashish a un chilo di cocaina: lo scatto criminale è velocissimo. Bisogna fermare subito il delirio mentale che c’è nella testa di quell’uomo, perché non si salva solo una vita, quella della donna, ma anche quella dell’uomo stesso».

Nel frattempo, tra l’anno scorso e quest’anno sono 130 le donne uccise…

«C’è una proposta di legge alla Camera che prevede l’avocazione della Procura generale di fronte all’inattività dei pm che, in casi come l’ultimo, può essere fatale».

Parla della legge Bongiorno?

«Sì, esatto, va votata subito».

Il ddl Nordio, Piantedosi, Roccella va trasformato in decreto?

«Non serve. Se in Parlamento maggioranza e opposizione riconoscono l’urgenza delle nuove misure, le commissioni possono approvarla in 15 giorni, tutto l’iter si esaurisce in due mesi».

Sarebbe legge prima di Natale?

«A patto che non ci sia una logica conflittuale, perché questo è un tema che non ha colore politico. È un flagello sociale. Al di là del singolo caso, la stessa narrazione purtroppo si riscontra in moltissime vicende. Il ddl dà la possibilità di agire subito sui “reati spia” di un femminicidio e di usare in modo più invasivo il braccialetto elettronico, il divieto e l’obbligo di dimora come per la criminalità. È un modo per dare a polizie e magistrati gli strumenti per intervenire prima di quanto non si faccia ora. Se la politica si muove, si muova però anche la magistratura».

Vede, lei accusa più i pm che la polizia.

«La mia esperienza di avvocato mi dice che l’attenzione è alta, ma molto spesso il fascicolo viene mandato al pm in attesa di indicazioni. Le procure farebbero bene a fare una riunione urgente per interrogarsi sulla tempestività con cui intervengono perché uno o due giorni purtroppo fanno la differenza tra una persona viva e una morta».

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