Fallisce la missione russa. La sonda di Mosca si è schiantata sulla Luna
di Matteo MariniQuando qualcosa si schianta sulla Luna ad altissima velocità non fa alcun rumore, perché non c’è atmosfera e le nuvole di detriti sollevate dall’impatto si perdono nel silenzio e nell’isolamento più profondo. La Russia è isolata da tempo, sulla Terra.
Lo era anche alla guida della missione Luna 25, che si è sfracellata sulla superficie del nostro satellite il 19 agosto, otto giorni dopo il decollo, a causa di un comando errato. Sarebbe dovuta sbarcare lunedì 21, 47 anni dopo l’ultimo allunaggio, accadeva quando ancora la sua bandiera era quella sovietica, rossa con la falce e il martello.
Il cratere lunare Zeeman fotografato da Luna-25
Avrebbe dovuto farlo in cooperazione con l’Europa, e invece era sola a seguire la propria sonda fino al silenzio radio che ha polverizzato anche la speranza di Mosca e dei suoi vertici di avere un trofeo da esibire. Propaganda per riscattarsi agli occhi dell…
Quando qualcosa si schianta sulla Luna ad altissima velocità non fa alcun rumore, perché non c’è atmosfera e le nuvole di detriti sollevate dall’impatto si perdono nel silenzio e nell’isolamento più profondo. La Russia è isolata da tempo, sulla Terra.
Lo era anche alla guida della missione Luna 25, che si è sfracellata sulla superficie del nostro satellite il 19 agosto, otto giorni dopo il decollo, a causa di un comando errato. Sarebbe dovuta sbarcare lunedì 21, 47 anni dopo l’ultimo allunaggio, accadeva quando ancora la sua bandiera era quella sovietica, rossa con la falce e il martello.
Il cratere lunare Zeeman fotografato da Luna-25
Avrebbe dovuto farlo in cooperazione con l’Europa, e invece era sola a seguire la propria sonda fino al silenzio radio che ha polverizzato anche la speranza di Mosca e dei suoi vertici di avere un trofeo da esibire. Propaganda per riscattarsi agli occhi dell’opinione pubblica dall’inconcludente campagna di Ucraina, dalla crisi economica di un Paese sottoposto a sanzioni internazionali. E per riconquistare un posto che conta nella corsa alla Luna che si è appena aperta.
Le prime avvisaglie che Luna 25 non sta procedendo con sul giusto cammino arrivano proprio sabato 19. “Alle 14:10 è stato emesso un impulso per trasferire la stazione nell'orbita di pre-atterraggio. Durante l'operazione si è verificata una situazione di emergenza che non ha consentito di eseguire la manovra con i parametri specificati”.
Così il Roscosmos, l’Agenzia spaziale russa, descrive la situazione nel primo pomeriggio di sabato. Nell’imminenza di un atterraggio su un corpo celeste che non ha atmosfera per frenare la discesa usando i paracadute, significa allarme rosso. Seguono venti ore di silenzio.
Lo schianto nel silenzio
Il 20 agosto, poco dopo le 10 del mattino, il Roscosmos annuncia che a seguito dell’impulso per correggere l’orbita, “verso le 14:57 ora di Mosca, la comunicazione con la navicella Luna-25 si è interrotta. Le misure prese il 19 e 20 agosto per cercare il dispositivo ed entrare in contatto non hanno prodotto alcun risultato. Secondo un'analisi preliminare, a causa della deviazione dei parametri reali dell'impulso da quelli calcolati, il dispositivo è passato a un'orbita non calcolata e ha cessato di esistere a seguito della collisione con la superficie lunare”. Un comando errato ha fatto schiantare Luna 25.
La perdita di segnale significa che la sonda si è schiantata in quel momento? Oppure si poteva ancora fare qualcosa? L’Agenzia spaziale russa non lo dice. Domande che resteranno senza risposta fino a che la commissione convocata per indagare le cause del disastro non terminerà il suo lavoro. Quello che è certo è che ad ascoltare e guidare Luna-25 non c’erano le antenne europee e tantomeno quelle americane.
L’Esa, l’Agenzia spaziale europea, era partner della Russia per il programma Luna e l’accordo prevedeva di usare le grandi parabole dello European space tracking in Spagna, Argentina e Australia, distribuite in tutto il globo per non perdere quasi mai di vista il nostro satellite. Dopo l’invasione dell’Ucraina l’accordo è saltato assieme alla collaborazione per esplorare Marte (programma Exomars). A diposizione della Russia c’erano le antenne della rete di radiotelescopi sovietica, che però sono tutte su suolo russo tranne una, quella più grande, con un diametro di 70 metri, che si trova a Yevpatoria, nella Crimea occupata.
Il tramonto della Luna
La Russia è vastissima ma non abbastanza per impedire alla Luna di tramontare. E quando accade, non ci può più essere contatto radio con una sonda che orbita da quelle parti fino al sorgere successivo. Alle 14.57 ora di Mosca era ancora alta, e i tentativi per ristabilire le comunicazioni sono andati avanti presumibilmente fino a verso le 22, quando la Luna è scesa sull’orizzonte occidentale di Yevpatoria. Poi devono essere riprese al mattino di domenica 20, quando è sorta sul Pacifico in vista dell’antenna vicino a Vladivostok. Ma il silenzio è continuato.
Mikhail Marov, 90 anni, protagonista delle missioni sovietiche su Venere e Marte, si è sentito male alla notizia. Ricoverato in ospedale, ha ammesso che Luna 25 era per lui "l'ultima speranza di vedere la rinascita del programma lunare russo. Secondo fonti da canali Telegram non ufficiali, l’impulso trasmesso per la correzione dell’orbita è stato 1,5 volte più lungo di quello necessario. Questo ha sancito il destino di Luna 25 e getta un’ombra sul futuro e sulle ambizioni spaziali russe.
Mezzo secolo fa, anche dopo aver perduto la corsa alla Luna, il knowhow per competere ancora era indiscusso. Ora il gigante mostra davvero i piedi d’argilla, ha fallito in completa solitudine e, in silenzio, dovrà forse ritagliarsi un ruolo da gregario dietro al nuovo colosso, la Cina, che finora non ha sbagliato un colpo.
Continua invece a comunicare con successo Chandrayaan 3, la sonda indiana che tenterà di posarsi sulla Luna tra due giorni, in una sorta di competizione nella competizione. Ad assistere l’India (che ha firmato gli Artemis accords americani per l’esplorazione lunare) ci sono anche le parabole europee e quelle del Deep space network della Nasa.