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I ventimila ragazzini sbarcati da soli. “Vittime della tratta e lo Stato li ignora”

La rabbia dei sindaci costretti a trovare posti che non hanno. “È uno scaricabarile, l’accoglienza dei minori è del governo”. E i nuovi bandi vanno deserti per il taglio dei budget del decreto Cutro
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I ragazzini, per lo più egiziani, si presentano direttamente alle questure della Lombardia o si fanno trovare per strada. Hanno quell’indicazione già prima di partire, sanno che arrivati in Italia li sistemeranno per qualche tempo in un centro di accoglienza e poi saranno recuperati da chi verrà a prenderli per ripagare con un lavoro da schiavi la somma dovuta ai trafficanti per il passaggio verso l’Europa. Le ragazzine, quest’anno il boom è delle ivoriane, sono già destinate alla prostituzione e non solo in Italia.

In 10.000 arrivati quest’anno, età media tra 14 e 16 anni

E’ la tratta che muove gli oltre 10.000 minori non accompagnati ( con un’età media che negli ultimi mesi si è abbassata tra i 14 e i 16 anni) che i Comuni italiani non sanno più dove sistemare per l’assoluta saturazione delle strutture a loro dedicate. Perché i 10.000 nuovi arrivati vanno ad aggiungersi agli altri 10.000 già in Italia che non hanno ancora raggiunto la maggiore età e i posti nel sistema Sai di accog…

I ragazzini, per lo più egiziani, si presentano direttamente alle questure della Lombardia o si fanno trovare per strada. Hanno quell’indicazione già prima di partire, sanno che arrivati in Italia li sistemeranno per qualche tempo in un centro di accoglienza e poi saranno recuperati da chi verrà a prenderli per ripagare con un lavoro da schiavi la somma dovuta ai trafficanti per il passaggio verso l’Europa. Le ragazzine, quest’anno il boom è delle ivoriane, sono già destinate alla prostituzione e non solo in Italia.

In 10.000 arrivati quest’anno, età media tra 14 e 16 anni

E’ la tratta che muove gli oltre 10.000 minori non accompagnati ( con un’età media che negli ultimi mesi si è abbassata tra i 14 e i 16 anni) che i Comuni italiani non sanno più dove sistemare per l’assoluta saturazione delle strutture a loro dedicate. Perché i 10.000 nuovi arrivati vanno ad aggiungersi agli altri 10.000 già in Italia che non hanno ancora raggiunto la maggiore età e i posti nel sistema Sai di accoglienza diffusa sono solo 6.300. L’Anci, ad inizio d’anno, aveva chiesto al governo di finanziare altri 4.000 posti ma senza fortuna.

Lo scaricabarile tra Viminale e sindaci

E adesso i sindaci, tutti e non ( come sostiene il Viminale definendo “surreale” la protesta) solo quelli delle Regioni di sinistra che non hanno voluto firmare l’adesione all’ordinanza che nomina il prefetto Valerio Valente commissario per l’emergenza, alzano la voce contro lo scaricabarile, ricordando al governo che l’onere della prima e della seconda accoglienza dei minori migranti è dello Stato e non dei Comuni e chiedendo un intervento urgente del Viminale. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è in vacanza e non parla, il commissario Valente fa sapere che nei prossimi giorni sarà a Bologna dove ai 510 minori già in accoglienza si sono aggiunti altri nuclei familiari arrivati ieri, ma fonti del Viminale provano a rimbalzare la palla dall’altra metà del campo sostenendo che, nelle Regioni che non hanno aderito al commissariamento ( Toscana, Emilia Romagna, Puglia, Campania) “la mancata adozione dello stato di emergenza ha ritardato alcuni interventi sul territorio". Come se lo stesso grido d’allarme non provenisse anche da regioni come Lombardia e Veneto, governate dal centrodestra, e addirittura persino da amministratori leghisti.

Schlein: “Il governo convochi i sindaci”

“Hanno ragione i sindaci a chiedere più risorse. Invitiamo il governo a convocarli subito per capire cosa serve per le politiche per l'accoglienza", la richiesta rilanciata dalla segretaria del Pd Elly Schlein mentre il responsabile immigrazione dem Pierfrancesco Majolino aggiunge: “Di surreale c'è solo l'atteggiamento di un governo che lascia soli i sindaci. Peraltro gli interventi sul territorio sono carenti in luoghi e regioni tra loro molto diverse. Il governo è disastroso sulla gestione dei minori, dovrebbe immediatamente convocare terzo settore e Comuni e fare un piano nazionale d'accoglienza dei minori. La cosa invece non solo non accade ma viene palesemente ignorata”.

Il decreto Cutro ha tagliato le risorse

Da 7 a 800 milioni di euro: questa la cifra che secondo il responsabile immigrazione dell’Anci Matteo Biffoni, sindaco di Prato, dovrebbe subito essere messa sul tavolo. Per mettere una pezza alle devastanti conseguenze del decreto Cutro che ( tra le altre cose) riduce da 100 a 60 euro la cifra quotidiana procapite per ogni minore migrante in accoglienza. Cifra che le associazioni del Terzo settore ritengono assolutamente insufficiente a garantire i servizi previsti per legge disertando così i pochi bandi pubblicati dalle prefetture che riescono a trovare qualche struttura da poter adeguare ma non chi la gestisce.
E così, mentre si prepara un gigantesco contenzioso tra Comuni e amministrazione centrale sui rimborsi per i minori non accompagnati, centinaia di ragazzine e ragazzini che da soli hanno affrontato la traversata del Mediterraneo sono rimbalzati da una comunità all’altra, anche lontano dalle Regioni di affidamento, costretti spesso in hotel o ambienti promiscui con adulti e senza i servizi a cui avrebbero diritto. In Sicilia ( la Regione che ne ospita di pù con 1652 posti nel sistema Sai) resta la maggior parte dei minori che sbarca, Campania, Lombardia, Puglia ed Emilia Romagna ( tutte regioni amministrate dalla sinistra) sostengono, con 6-700 a testa, il peso maggiore di un’accoglienza che dovrebbe prendersi cura di ragazzini che portano addosso i segni indelebili di dolore e violenze e proteggerli dai rischi della tratta che mira a farne dei piccoli schiavi anche in Europa.

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