Cronaca

“Io, dottore a gettone, guadagno più di un primario”

“Io, dottore a gettone, guadagno più di un primario”
L’intervista: “Giro l’Italia e l’inverno vado a Cortina: lavoro al pronto soccorso e vado a sciare, supero i 150mila euro lordi all’anno”
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Giovanni Sella ha 46 anni ed è un medico gettonista. Lavora o ha lavorato in molti pronto soccorso e per ora non ha visto grossi cambiamenti dopo il decreto in vigore da fine maggio con il quale il ministero alla Salute ha provato ad arginare il fenomeno. Resta la giungla di offerte.

Dottor Sella, è mai stato dipendente di una Asl?

“Dopo la laurea, nel 2002, ho fatto il corso per l’emergenza e quello per diventare medico di base. Così, per dieci anni ho lavorato a Ravenna al 118 e al pronto soccorso. Successivamente, ho fatto il medico di famiglia per un paio d’anni, ma ho smesso perché non mi piaceva”.

Quando ha iniziato a fare il gettonista?

“Con il Covid, nel 2020, ho trovato una cooperativa che mi ha offerto un lavoro. Da lì è iniziato tutto”.

Dove ha svolto il suo incarico?

“Quando sono a casa vado al pronto soccorso di Lugo di Ravenna, che è vicino. Poi sono andato nelle Marche, a Pesaro e Fano, dove pagano molto bene, sui 100 euro l’ora. Ma anche in provincia di Rovigo. La permanenza è di un paio di giorni, a turni di 12 ore. Infine, c’è Cortina d’Ampezzo”.

Quanto tempo passa a Cortina?

“Più o meno una settimana al mese, soprattutto d’inverno ma non solo. Faccio turni da 6 o 12 ore e mi organizzo. Mi metto di lavoro la notte così di giorno posso andare a sciare. Lavorando lì ho lo sconto sullo skipass e l’ospedale, che è un privato convenzionato, mi dà l’alloggio, del resto la notte sono sempre di turno o reperibile. L’atmosfera al lavoro è buona. Ci sono due o tre medici del posto e poi in quattro o cinque arriviamo da fuori. Anche se pagano meno che nelle Marche, ci sto volentieri a Cortina d’Ampezzo”.

La richiesta di gettonisti è ancora alta?

“Altissima. Io ho tantissime proposte, ma nel tempo ho scelto: seleziono gli ospedali dove so di stancarmi di meno”.

Un medico neo assunto prende circa 55 mila euro l’anno lordi. Un primario supera di poco i 100 mila. Lei quanto guadagna?

“Di più, vado oltre i 150 lordi l’anno. Ma bisogna considerare che faccio tantissime ore e che mi devo spostare, oltre a pagare assicurazione e previdenza. Ho le tante spese dei liberi professionisti”.

E non si stanca di questa vita?

“No, perché cambiando luogo di lavoro non mi annoio mai”.

Quindi non rientrerebbe nel sistema pubblico?

“Vediamo. Io faccio un’altra attività difficilmente compatibile con il lavoro in ospedale. Seguo come medico gare ciclistiche, motociclistiche e automobilistiche. A settembre vado due settimane in Sardegna per un rally di moto e di auto elettriche. Sono libero di farlo perché con i pronto soccorso mi organizzo”.

E se le leggi contro i medici a gettone riusciranno davvero a bloccare il fenomeno?

“Non credo che accadrà. Per quello che vedo, i pronto soccorso campano grazie a noi. Io approfitto di un sistema che paga poco i dipendenti e tanto quelli come me. Comunque, se finisce tutto posso sempre rientrare in azienda, mi hanno anche invitato a fare il concorso per un tempo indeterminato nei pronto soccorso di Ravenna e ci sto pensando. Oppure, posso riaprire l’ambulatorio come medico di famiglia. Anche quei professionisti sono molto richiesti”.

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