Migranti minori, Sandra Zampa: “La nostra legge funziona, il governo non sa che pesci pigliare e la butta in caciara”
di Giovanna CasadioROMA – Sandra Zampa, senatrice del Pd e “madre” della legge sui minori stranieri non accompagnati, il governo dice che quelle norme non funzionano. E il sottosegretario all’Interno, il leghista Molteni ritiene che almeno andrebbe fatto un tagliando alla legge. Lei fa autocritica?
“Sono orgogliosa della legge sull’accoglienza dei minori che è un modello a livello europeo. Molteni dovrebbe fare un tagliando al suo governo. La legge dà tutte le risposte che servono, sempre che si vogliano dare risposte e non fare propaganda. È prevista da quella norma l’identificazione dei minori affinché siano messi in sicurezza e non finiscano nelle mani della microcriminalità organizzata, della prostituzione minorile e dello sfruttamento del lavoro minorile. Tutelando il minore, si protegge al tempo stesso la società”.
ROMA – Sandra Zampa, senatrice del Pd e “madre” della legge sui minori stranieri non accompagnati, il governo dice che quelle norme non funzionano. E il sottosegretario all’Interno, il leghista Molteni ritiene che almeno andrebbe fatto un tagliando alla legge. Lei fa autocritica?
“Sono orgogliosa della legge sull’accoglienza dei minori che è un modello a livello europeo. Molteni dovrebbe fare un tagliando al suo governo. La legge dà tutte le risposte che servono, sempre che si vogliano dare risposte e non fare propaganda. È prevista da quella norma l’identificazione dei minori affinché siano messi in sicurezza e non finiscano nelle mani della microcriminalità organizzata, della prostituzione minorile e dello sfruttamento del lavoro minorile. Tutelando il minore, si protegge al tempo stesso la società”.
Ma non ritiene un vulnus l’autocertificazione dell’età? In definitiva è facile barare.
“La legge afferma il principio. C’è poi un decreto attuativo, che è arrivato anni dopo l’approvazione della legge – e Molteni era già al Viminale con la ministra Luciana Lamorgese, quindi un’occhiata avrebbe potuto darla. È un decreto forse non sufficientemente conosciuto dai prefetti e dalle forze dell’ordine”.
La destra ritiene che sia la legge a consentire l’imbroglio, è così?
“Premesso che barare si può sempre, se c’è un dubbio si fa l’accertamento dell’età. L’autocertificazione non vale a prescindere. Aggiungo che se ti dichiari minorenne e poi si scopre che sei maggiorenne, rischi di essere rispedito nel Paese da cui sei scappato”.
Insomma margini di errore minimi?
“Sì. Facciamo l’esempio di cosa accadeva prima della legge. Le forze dell’ordine utilizzavano spesso la radiografia del polso o dentale, che era costosa, invasiva e inattendibile. Ora se i ragazzi hanno i documenti o sono evidentemente giovanissimi, non c’è discussione. Per tutti gli altri casi, c’è l’autocertificazione e un accertamento polispecialistico, come previsto dal Consiglio d’Europa”.
Come spiega l’attacco della destra?
“È pretestuoso. Il governo non sa dove mettere le mani e la butta in caciara. Peraltro prende a pretesto i numeri. Ma i minorenni arrivati in Italia sono il 10% degli sbarchi. Ovvio che se gli sbarchi aumentano, maggiore sarà il numero anche dei minori, però finora in questo rapporto”.
È una legge della sinistra?
“È una legge che ebbe un largo consenso in Parlamento. Il testo originario era a mia prima firma e c’era poi quella di Mara Carfagna. E’ una norma che prende sul serio la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia che l’Italia ha sottoscritto e recepito, e scommette su una società inclusiva. Poiché il nostro è un Paese che invecchia, voglio ricordare che i ragazzi che arrivano rappresentano anche il nostro futuro. Non si sono sfruttate tutte le opportunità che la legge dà, ad esempio i tutori volontari e l’affido familiare”.
Secondo la Lega ci sono norme che hanno l’effetto di attrarre migranti in Italia.
“Ma qualcuno se lo vede un ragazzo che sbarca venendo dal Ghana e conosca la legge numero x dell’anno y? Piuttosto il governo non dimentichi che, in base alla Convenzione Onu, un minorenne non può essere espulso e la nostra legge lo ribadisce”.
I sindaci, di qualsiasi partito, denunciano la difficoltà dell’accoglienza: non ce la fanno in particolare per i minori.
“Se oggi i minori sono sulle spalle dei Comuni è perché non ci sono sufficienti posti nei centri di prima accoglienza che è il Viminale a predisporre. A fine 2021 i posti erano 519 ed è fallita anche una equa distribuzione sul territorio”.