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Migranti minori, la stretta della Francia che viola le leggi: 4 respingimenti al giorno. Il dramma delle famiglie al confine di Ventimiglia

Sono 363 i minorenni rimandati in Italia nei primi tre mesi dell’anno, in barba alle norme europee sull’accoglienza. Un video straziante mostra i metodi brutali della gendarmeria
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VENTIMIGLIA. I due ragazzini africani domenica mattina sono saliti su un treno diretto in Francia. Fermati dai gendarmi alla stazione di Mentone, sono stati trascinati a forza nei container al confine di Ponte San Luigi, lassù sulla collina che domina la Riviera, e chiusi in quelle gabbie senza finestre. Per due giorni. Poi, un colloquio di 20 minuti appena. Senza assistenti sociali, avvocati, quindi, il foglio di via: “Per noi siete maggiorenni, tornate subito in Italia”. Infine, una bella spinta sulle spalle, la voce aspra, l’indice teso a indicare la strada verso Ventimiglia. “Andate, quella è la direzione”.

Amadou e Ibrahim, originari della Guinea Equatoriale, non hanno più di 16 anni: basta uno sguardo per capire che sono ancora degli adolescenti. “Ci hanno chiesto l’età, preso le impronte. ‘Basta, ora dite la verità’, continuavano a ripetere. Non ci credevano”.

La Francia viola le leggi internazionali

La Francia avrebbe l’obbligo di accoglierli ed assisterli, si fa così coi…

VENTIMIGLIA. I due ragazzini africani domenica mattina sono saliti su un treno diretto in Francia. Fermati dai gendarmi alla stazione di Mentone, sono stati trascinati a forza nei container al confine di Ponte San Luigi, lassù sulla collina che domina la Riviera, e chiusi in quelle gabbie senza finestre. Per due giorni. Poi, un colloquio di 20 minuti appena. Senza assistenti sociali, avvocati, quindi, il foglio di via: “Per noi siete maggiorenni, tornate subito in Italia”. Infine, una bella spinta sulle spalle, la voce aspra, l’indice teso a indicare la strada verso Ventimiglia. “Andate, quella è la direzione”.

Amadou e Ibrahim, originari della Guinea Equatoriale, non hanno più di 16 anni: basta uno sguardo per capire che sono ancora degli adolescenti. “Ci hanno chiesto l’età, preso le impronte. ‘Basta, ora dite la verità’, continuavano a ripetere. Non ci credevano”.

La Francia viola le leggi internazionali

La Francia avrebbe l’obbligo di accoglierli ed assisterli, si fa così coi minori. Invece. Secondo le organizzazioni umanitarie transalpine, in questi giorni quasi 60 ragazzini come loro sarebbero nelle stesse condizioni, trattenuti al confine in attesa di essere rimandati a forza in Italia. Non devono, non possono, stanno violando le leggi internazionali: ma i francesi lo faranno lo stesso, è già successo mille volte in passato. Anche truccando sulla presunta età dei bambini, come denunciato da tempo dalla Caritas.

Un cinico ping-pong

Nei primi 3 mesi dell’anno – numeri forniti dal prefetto di Imperia, Valerio Massimo Romeo, - erano stati 363 i minori che la Francia aveva illegalmente ricacciato in Italia, e l’Italia a sua volta aveva giustamente rispedito di là. Una media di 4 al giorno. Un cinico ping-pong, giocando sulla vita di questi giovanissimi. “Sono tornati a serrare i controlli, i poliziotti francesi adesso se la prendono coi più fragili”, conferma Jacopo Colomba, che a Ventimiglia lavora per la onlus WeWorld. È diventato virale un video straziante, girato da un volontario italiano a bordo un treno locale all’altezza della stazione di Breil, un altro confine giusto alle spalle di Ventimiglia: si vedono ancora tre gendarmi che cercano di accompagnare fuori da una carrozza del convoglio una coppia col loro bimbo di pochi mesi. Urla e disperazione da parte della donna, mentre il suo uomo dignitosamente rifiuta di alzarsi e resta con in braccio il piccolo, nonostante gli agenti francesi lo strattonino per la maglia. Erano tutti e tre arrivati in Italia nelle passate settimane, sbarcati a Lampedusa.

Un viaggio disperato

Come tanti altri – come tutti - vogliono raggiungere il nord Europa, cercano disperatamente un altro mondo possibile. L’uomo più tardi è stato rimpatriato in Italia, stanotte dormirà da qualche parte a Ventimiglia, la mamma e il bimbo sono attualmente ricoverati all’ospedale di Mentone ma nelle prossime ore saranno a loro volta riaccompagnati oltre confine. Con l’aumentare degli sbarchi in Sicilia, il numero dei profughi che finisce nell’imbuto di Ventimiglia è inevitabilmente aumentato negli ultimi giorni. Tutti cercano di passare il confine: per fortuna – dicono quelli che lavorano nel sociale - da qualche mese la rotta balcanica si è interrotta perché il flusso passa da Como. Il numero di afgani, iraniani, siriani, iracheni, curdi è quasi azzerato. Ma le cifre aumentano comunque.

La stretta della Francia

La Caritas ha più di tutti il polso della situazione: i pasti distribuiti giornalmente sono saliti almeno a 130 per il pranzo, la sera non sono mai meno di 200 a chiedere aiuto. Gli stranieri arrivano in questo “imbuto” con un solo obiettivo: fermarsi non più di una settimana, passare oltre uno dei 7 valichi che nel giro di pochi chilometri collegano l’Italia alla Francia. Autostrada, ferrovia, i due passaggi di Ponte San Luigi e Ponte San Ludovico, Breil e un altro paio di vie ferrate e stradali nell’entroterra. È una drammatica sfida giornaliera, però da qualche tempo la Francia ha ulteriormente stretto i controlli: “I respingimenti quotidiani sono più un centinaio, mentre nelle altre settimane non erano più di 70”, spiega Colomba. Bambini e adulti affollano Ventimiglia, dove la tensione purtroppo cresce inevitabilmente. Don Ferruccio, parroco della chiesa di Sant’Agostino che domenica a mezzogiorno ha servito 170 pasti davanti a quel cimitero presidiato da i vigilantes del sindaco, ammette: “la situazione sta diventando impossibile da gestire”.

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