Il fisico Piero Martin: “La bimba è caduta in due secondi e ha raggiunto 60 chilometri orari. Anche il suo salvatore poteva farsi molto male”
di Elena DusiUn eroe. Dalla fisica arriva un applauso speciale per Mattia Aguzzi, il ragazzo che ha frenato la caduta della bambina dal quinto piano a Torino. Piero Martin, professore di fisica sperimentale all’università di Padova, traduce infatti in numeri quel che è successo in quei drammatici secondi. “Ipotizziamo che la bambina pesi 15 chili. E’ caduta dal quinto piano, quindi da 15 metri. Il suo volo è durato meno di due secondi e si è concluso a un metro di altezza, il punto in cui ha incontrato le braccia del suo salvatore. A quel punto i due sono caduti, dissipando tutta l’energia accumulata in uno o due decimi di secondo”.
Bimba precipita dal quinto piano e passante la prende al volo: i momenti subito dopo la caduta
Bimba di Torino: il puro istinto di Mattia
Mattia non ha avuto tempo per ragionare. Ed è stato un bene, perché se avesse avuto modo di fare due conti si sarebbe reso conto di cosa rischiava. “La velocità della bambina dopo 14 me…
Un eroe. Dalla fisica arriva un applauso speciale per Mattia Aguzzi, il ragazzo che ha frenato la caduta della bambina dal quinto piano a Torino. Piero Martin, professore di fisica sperimentale all’università di Padova, traduce infatti in numeri quel che è successo in quei drammatici secondi. “Ipotizziamo che la bambina pesi 15 chili. E’ caduta dal quinto piano, quindi da 15 metri. Il suo volo è durato meno di due secondi e si è concluso a un metro di altezza, il punto in cui ha incontrato le braccia del suo salvatore. A quel punto i due sono caduti, dissipando tutta l’energia accumulata in uno o due decimi di secondo”.
Bimba precipita dal quinto piano e passante la prende al volo: i momenti subito dopo la caduta
Bimba di Torino: il puro istinto di Mattia
Mattia non ha avuto tempo per ragionare. Ed è stato un bene, perché se avesse avuto modo di fare due conti si sarebbe reso conto di cosa rischiava. “La velocità della bambina dopo 14 metri era di circa 60 chilometri all’ora” prosegue Martin. “Un’energia di circa 2.200 joule è paragonabile a quella di un adulto in bici che ti investe a 25 chilometri all’ora. Non uno scherzo”.
Il fisico Piero Martin
"Avrebbe potuto farsi male”
L’energia che la bambina aveva accumulato in 14 metri di caduta l’ha dissipata in un metro circa di frenata, fra l’altezza delle braccia e il suolo. “A quattro anni ha subito una decelerazione superiore a quella di un astronauta al decollo, anche se per un tempo minore. Siamo ai limiti della resistenza. Il ragazzo che l’ha salvata, nel fermare il corpo in caduta, ha esercitato invece la stessa forza necessaria a sollevare duecento chili” prosegue Martin. “Naturalmente avrebbero potuto farsi davvero male”.
Riflessi prontissimi
Le conseguenze dell’impatto dipendono anche dalla posizione che si assume nel momento in cui si accoglie il corpo che cade. Anche questo, in meno di due secondi di tempo, richiede riflessi prontissimi. “Un vaso di fiori peserà due o tre chili, ma se cade in testa, senza che sia possibile prepararsi all’impatto, può essere fatale” prosegue Martin. “Cercare di salvare qualcuno prendendolo al volo ci viene istintivo, forse più del tuffarsi in acqua se qualcuno rischia di annegare. Ma le energie e le accelerazioni coinvolte sono notevoli. Non era scontato che entrambi se la cavassero con danni minimi”.