Papa Francesco: “Pubblico la seconda Laudato si’ il 4 ottobre, festa di San Francesco”
di Iacopo ScaramuzziVerrà pubblicata il prossimo quattro ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, e avrà la forma di una esortazione apostolica, la “seconda Laudato si’”, ossia il seguito dell’enciclica che il Papa dedicò nel 2015 alla "cura della casa comune” e che ora, dopo la pandemia e gli eventi climatici estremi, ha deciso di aggiornare. Ad annunciarlo è stato lo stesso Jorge Mario Bergoglio, denunciando una “guerra mondiale terribile alla nostra casa comune”.
“Vittime delle ingiustizie climatiche”
“Dopodomani, primo settembre, si celebra la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, inaugurando il “tempo del creato” che durerà fino al quattro ottobre, festa di San Francesco”, ha detto il Papa al termine dell’udienza generale del mercoledì. Jorge Mario Bergoglio domani parte per la Mongolia. “In quella data – ha proseguito – ho intenzione di pubblicare una esortazione, una seconda Laudato si’: uniamoci ai nostri fratelli e sorelle cristiani nell’impegno di custodire il creato…
Verrà pubblicata il prossimo quattro ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, e avrà la forma di una esortazione apostolica, la “seconda Laudato si’”, ossia il seguito dell’enciclica che il Papa dedicò nel 2015 alla "cura della casa comune” e che ora, dopo la pandemia e gli eventi climatici estremi, ha deciso di aggiornare. Ad annunciarlo è stato lo stesso Jorge Mario Bergoglio, denunciando una “guerra mondiale terribile alla nostra casa comune”.
“Vittime delle ingiustizie climatiche”
“Dopodomani, primo settembre, si celebra la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, inaugurando il “tempo del creato” che durerà fino al quattro ottobre, festa di San Francesco”, ha detto il Papa al termine dell’udienza generale del mercoledì. Jorge Mario Bergoglio domani parte per la Mongolia. “In quella data – ha proseguito – ho intenzione di pubblicare una esortazione, una seconda Laudato si’: uniamoci ai nostri fratelli e sorelle cristiani nell’impegno di custodire il creato come dono sacro del creatore. E’ necessario schierarsi al fianco delle vittime delle ingiustizie ambientali e climatiche, sforzandosi di porre fine alla insensata guerra alla nostra casa comune, che è una guerra mondiale terribile. Esorto tutti voi a lavorare e pregare perché essa abbondi nuovamente di vita”.
L’avvio del Sinodo
Il quattro ottobre prossimo si carica, così, di un duplice significato: da un lato, infatti, ricorre la solennità del santo assisate del quale il Papa ha assunto il nome, Francesco, proprio a voler sottolineare l’attenzione ai poveri e alle creature. Viene dal “Cantico delle creature” di San Francesco, infatti, il titolo dell’enciclica Laudato si’ che il Pontefice latino-americano ha dedicato al tema dell’ecologia integrale. Lo stesso quattro ottobre si apre, poi, l’assemblea del sinodo sulla sinodalità (4-29 ottobre) che il Papa ha convocato a Roma e che vedrà convergere in Vaticano vescovi, sacerdoti, religiosi e laici da tutto il mondo. Un consesso al quale Francesco, evidentemente, vuole ricordare la centralità della cura della casa comune.
Così come la Laudato si’ vene pubblicata alla vigilia del vertice internazionale del clima che si tenne a Parigi (COP21), peraltro, a fine novembre si terrà ad Abu Dhabi un nuovo summit (COP28).
L’allarme di questa estate
Era stato sempre il Papa in persona ad annunciare, dieci giorni fa, che stava scrivendo scrivendo “una seconda parte della Laudato si’ per aggiornarla ai problemi attuali”.
Decisione giunta al termine di una estate che ha visto Francesco intervenire più volte con parole allarmate per la crisi climatica. “Si stanno sperimentando, qui e in molti Paesi, eventi climatici estremi”, aveva detto il Pontefice argentino ad un Angelus di fine luglio: “Da una parte varie regioni sono interessate da ondate anomale di caldo e colpite da devastanti incendi; dall’altra, in non pochi luoghi vi sono nubifragi e inondazioni, come quelle che hanno flagellato nei giorni scorsi la Corea del Sud: sono vicino a quanti soffrono e a coloro che stanno assistendo le vittime e gli sfollati. E, per favore, rinnovo il mio appello ai responsabili delle Nazioni, perché si faccia qualcosa di più concreto per limitare le emissioni inquinanti: è una sfida urgente e non si può rimandare, riguarda tutti. Proteggiamo la nostra casa comune!”. Parole poi riecheggiate quando, incontrando i ragazzi della Giornata mondiale della gioventù, a Lisbona, Francesco si era detto fiducioso che questa è “la generazione che può vincere questa sfida: avete gli strumenti scientifici e tecnologici più avanzati”. Un impegno, aveva precisato, da inquadrare in una “ecologia integrale”, che deve portare ad “ascoltare la sofferenza del pianeta insieme a quella dei poveri”, “mettere il dramma della desertificazione in parallelo con quello dei rifugiati”, “il tema delle migrazioni insieme a quello della denatalità”.