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Covid, casi e ricoveri in aumento del 30 per cento. “Ma l’impatto è limitato”

I dati settimanali confermano la crescita della diffusione del virus ma la stragrande maggioranza delle persone colpite ha sintomi blandi
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La situazione non è in alcun modo preoccupante ma i casi di Covid stanno aumentando. Era previsto che, spinta dalle nuove varianti la malattia provocata dal coronavirus dovesse diffondersi un po’ di più. La stragrande maggioranza dei casi, comunque, non è grave.

Casi in aumento 

In base ai dati dell’Istituto superiore di sanità e del ministero alla Salute, nell’ultima settimana i nuovi casi sono stati 14.863, cioè il 28% in più degli 11.602 di quella precedente. Ovviamente c’è una grandissima sotto segnalazione perché visti i sintomi blandi il tampone lo fanno in pochi. L’incidenza resta ben sotto la soglia dei 50 casi per 100 mila abitanti, quindi è all’interno del limite di sicurezza. In sette giorni è passata da 20 a 25 (e nella settimana ancora precedente era a 10). 

Quasi 1.700 in ospedale

Per quanto riguarda i letti in area medica occupati da persone che hanno l’infezione e normalmente altre patologie prevalenti, sono 1.659, cioè il 2,7% del totale. Anch…

La situazione non è in alcun modo preoccupante ma i casi di Covid stanno aumentando. Era previsto che, spinta dalle nuove varianti la malattia provocata dal coronavirus dovesse diffondersi un po’ di più. La stragrande maggioranza dei casi, comunque, non è grave.

Casi in aumento 

In base ai dati dell’Istituto superiore di sanità e del ministero alla Salute, nell’ultima settimana i nuovi casi sono stati 14.863, cioè il 28% in più degli 11.602 di quella precedente. Ovviamente c’è una grandissima sotto segnalazione perché visti i sintomi blandi il tampone lo fanno in pochi. L’incidenza resta ben sotto la soglia dei 50 casi per 100 mila abitanti, quindi è all’interno del limite di sicurezza. In sette giorni è passata da 20 a 25 (e nella settimana ancora precedente era a 10). 

Quasi 1.700 in ospedale

Per quanto riguarda i letti in area medica occupati da persone che hanno l’infezione e normalmente altre patologie prevalenti, sono 1.659, cioè il 2,7% del totale. Anche in questo caso c’è un aumento di circa un terzo rispetto all’altra settimana quando i posti occupati erano il 2%. Cala comunque l’occupazione delle terapie intensive (0,4% rispetto allo 0,5% della precedente rilevazione) dove sono ricoverate 39 persone. L’indice Rt basato sui casi di ricovero è 1,15, quindi segna appunto una crescita. La settimana precedente era più alto, cioè 1,23. 

Le varianti in circolazione

La percentuale di infezioni che in persone che erano già state colpite almeno una volta dal virus aumenta ed è intorno al 36%. I tassi di ospedalizzazione e mortalità crescono in tutte le fasce di età, con i numeri più alti che si registrano tra gli ultra novantenni. Riguardo alle varianti in circolazione, si vede una predominanza di XBB.1.9 (Kraken) mentre scende BA.2.75 (Centaurus). Pirola e Eris, che a livello internazionale sono segnalate in crescita, per ora non si vedono. 

"L’incidenza si mantiene bassa”

“Nel periodo di monitoraggio, l’incidenza di nuovi casi identificati e segnalati con infezione da SARS-CoV-2 in Italia si mantiene bassa seppur in aumento da due settimane. Anche l’impatto sugli ospedali rimane limitato, in leggero aumento nelle aree mediche e in lieve diminuzione nelle terapie intensive”, è scritto nel monitoraggio.

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