Scuola, la carica dei 200mila supplenti. Resta scoperta una cattedra su due
di Ilaria VenturiUna cattedra su due scoperta. Ci risiamo, l’avvio della scuola nell’era Valditara e del governo Meloni si inceppa sui precari. Non è una novità, purtroppo. I sindacati fanno i conti nel giorno di apertura ufficiale della scuola e a poco meno di due settimane dalla prima campanella: almeno 200mila supplenti, come ogni anno ormai, con la voragine nel sostegno perché mancano gli specializzati attraverso i percorsi universitari.
I numeri delle immissioni in ruolo sono ancora parziali, anche perché alcuni uffici scolastici regionali non hanno terminato le operazioni. Numeri ballerini che escono dopo un incontro tra il ministero all’Istruzione e al Merito e i sindacati. Ma che rivelano nella sostanza che il male di cui soff…
Una cattedra su due scoperta. Ci risiamo, l’avvio della scuola nell’era Valditara e del governo Meloni si inceppa sui precari. Non è una novità, purtroppo. I sindacati fanno i conti nel giorno di apertura ufficiale della scuola e a poco meno di due settimane dalla prima campanella: almeno 200mila supplenti, come ogni anno ormai, con la voragine nel sostegno perché mancano gli specializzati attraverso i percorsi universitari.
I numeri delle immissioni in ruolo sono ancora parziali, anche perché alcuni uffici scolastici regionali non hanno terminato le operazioni. Numeri ballerini che escono dopo un incontro tra il ministero all’Istruzione e al Merito e i sindacati. Ma che rivelano nella sostanza che il male di cui soffre la scuola italiana, la supplentite, non è guarito. Nulla di nuovo appare in cattedra. Assegnati risultano circa 40mila contratti a tempo indeterminato, secondo i dati di Orizzonte Scuola: 25mila che derivano dalle graduatorie (Gae e dei concorsi passati), 3.500 dalla procedura autorizzata del ruolo dopo un anno di prova, con esame finale, e 12mila insegnanti di sostegno abilitati (prima fascia Gps) chiamati attraverso la cosiddetta mini-call veloce nelle regioni dove c’erano posti scoperti (Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia).
L’obiettivo fissato dal decreto del 3 agosto è di assumere 50.807 insegnanti. Ma i posti vacanti e disponibili sono 81.023. L’anno scorso il Mef aveva autorizzato 94.130 assunzioni, ma a dicembre 2022 ben 51.151 posti di ruolo risultavano ancora scoperti. Quest’anno il ministero guidato da Valditara ha scelto la strada di mettere a disposizione solo una parte delle cattedre vacanti, riservando altre 30mila al concorso previsto dalla fase transitoria del Pnrr che dovrebbe essere bandito a settembre.
Il risultato cambia di poco. Se si pesano le assunzioni sui 51mila posti messi a disposizione, sono il 79,4%, ma se il confronto è fatto con gli 81mila posti vacanti e disponibili, la percentuale di assunzioni scende al 50%. Ivana Barbacci, segretaria della Cisl Scuola, ipotizza un “quadro che non si discosta in modo significativo da quello dell’anno precedente: la percentuale di assunzioni, che l’anno scorso era stata del 43,94% rispetto alle disponibilità, non cresce di molto se riferita alle reali disponibilità e non soltanto al contingente di posti autorizzati”.
Tuona la Flc-Cgil. “Una scuola che pretende di funzionare con 200 mila supplenti, di cui più della metà sul sostegno agli alunni con disabilità, su un totale di poco più di un milione di addetti, non è certo nelle condizioni stabilità, continuità, qualità. Lo diciamo soprattutto nel giorno in cui, da Caivano, a fronte di una emergenza sociale come la dispersione scolastica si risponde con la cosiddetta agenda Sud e con la minaccia di sanzioni ai genitori” attacca la segretaria Gianna Fracassi. “I dati provenienti da tutta Italia – continua – ci dicono che un altro anno scolastico si apre all’insegna della precarietà, confermando, purtroppo, le nostre previsioni. Colpa di questa situazione la scelta di autorizzare un contingente di assunzioni molto al di sotto delle necessità (poco più di 50 mila su oltre 81mila posti disponibili), l’incapienza di molte graduatorie preordinate alle assunzioni a tempo indeterminato, una forbice inaccettabile tra organico di diritto e organico di fatto, l’inadeguatezza e l’onerosità dei percorsi di formazione iniziale per l'accesso all'insegnamento”.
"Un danno per i precari, ma soprattutto per gli alunni che assisteranno al solito balletto nelle prime settimane di lezioni" osserva il segretario Uil Scuola Giuseppe D'Aprile. "La situazione è critica, le immissioni in ruolo non raggiungeranno neanche la copertura del 50% dei posti disponibili". Le criticità maggiori secondo la Uil si riscontrerebbero in Lombardia, dove ci saranno "oltre 25mila posti da dare a supplenza", e in Piemonte e in Veneto dove saranno 20mila. Ma "si tratta di un problema nazionale che non si limita al Nord Italia", sottolinea D'Aprile. Non è migliore, infatti, la situazione nel Lazio dove i supplenti sono circa 12mila, e in Sicilia, Campania e Puglia dove si attestano "rispettivamente a quota 13mila, 11mila e 10 mila".
La causa è nota: gli insegnanti disponibili sono al Sud e i posti invece sono al Nord. E quest’anno è emersa con ancora più forza, causa il caro vita e affitti delle case alle stelle, l’impossibilità per i docenti di accettare cattedre, sebbene di ruolo, a centinaia di chilometri da casa, a Milano o in altre città del centro Nord: “Impossibile vivere con stipendi da 1.300-1.400 euro al mese”.
"Delle 800mila cattedre esistenti in Italia - spiega Antonello Giannelli, dell'associazione nazionale presidi - 600mila sono coperte da docenti di ruolo, le rimanenti 200mila da supplenti, come accade quasi ogni anno". Giannelli insiste sull’idea di permettere alle scuole di assumere direttamente. Per la Cisl Scuola occorre rendere strutturale le assunzioni da Gps (un anno di prova, formazione ed esame) così come è stato fatto per il sostegno.
L'Anief evidenzia come ancora non siano concluse le procedure di immissione in ruolo in molte regioni: in Sardegna e Veneto i “primi turni di nomina per il conferimento delle supplenze da Gps saranno pubblicati entro la metà di settembre, in province come Roma e Napoli entro la prossima settimana”.
Rispetto alle graduatorie di merito del concorso Straordinario bis non ancora pubblicate, continua Anief, il problema più rilevante si è evidenziato in Emilia Romagna dove “mancano ancora le graduatorie per classi di concorso 'importanti' rispetto ai numeri delle assunzioni da effettuare come A028, A012 e A022”. Ovvero Matematica, Scienze, Italiano, storia alle medie e Lettere alle superiori. Discipline dove gli insegnanti risultano sempre più introvabili. In attesa della pachidermica e lenta macchina dei nuovi concorsi.