Incidente a Bagnaia, il prof spiega il “miracolo”: “Illeso per aver preso il colpo in posizione supina e nel punto più robusto della gamba”
di Vincenzo BorgomeoPartiamo da qui, dalle parole di Bagnaia: "Farò di tutto – ha detto rassicurando sulle proprie condizioni all'uscita dall'ospedale di Barcellona - per essere a Misano per provare a far bene". Il leader del mondiale dopo essere stato investito da una MotoGp che gli è passata sulle gambe nel primo giro del Gp di Catalogna, non ha riportato lesioni e ha lasciato la struttura con l'ausilio di due stampelle. Come è possibile?
Come può un osso resistere a un colpo del genere?
“È stato molto fortunato – spiega Giuseppe Costanzo, già professore di ortopedia alla Sapienza e primario dell'Umberto 1 e considerato uno dei massimi esperti del settore – perché da quello siamo riusciti a vedere Bagnaia è stato colpito sulle gambe quando era in posizione supina. Quindi l’osso ha avuto uno scudo dalle protezioni superiori e ha ammortizzato il colpo con l’asfalto grazie ai muscoli del polpaccio e ai legamenti. Questo ha consentito all’asso di non spaccarsi. E di resistere”.
Se Pecco fosse stato in un’a…
Partiamo da qui, dalle parole di Bagnaia: "Farò di tutto – ha detto rassicurando sulle proprie condizioni all'uscita dall'ospedale di Barcellona - per essere a Misano per provare a far bene". Il leader del mondiale dopo essere stato investito da una MotoGp che gli è passata sulle gambe nel primo giro del Gp di Catalogna, non ha riportato lesioni e ha lasciato la struttura con l'ausilio di due stampelle. Come è possibile?
Come può un osso resistere a un colpo del genere?
“È stato molto fortunato – spiega Giuseppe Costanzo, già professore di ortopedia alla Sapienza e primario dell'Umberto 1 e considerato uno dei massimi esperti del settore – perché da quello siamo riusciti a vedere Bagnaia è stato colpito sulle gambe quando era in posizione supina. Quindi l’osso ha avuto uno scudo dalle protezioni superiori e ha ammortizzato il colpo con l’asfalto grazie ai muscoli del polpaccio e ai legamenti. Questo ha consentito all’asso di non spaccarsi. E di resistere”.
Se Pecco fosse stato in un’altra posizione?
“Sarebbe, potuto essere molto grave, con frattura quasi certa di almeno di una delle due ossa della gamba, soprattutto se fosse stato colpito mentre era sdraiato di lato. Ma per fortuna non è successo”. Giuseppe Costanzo, primario ortopedia alla Sapienza
Quella è una zona delle gambe più robusta delle altre?
“Di preciso dal video non si capisce bene dove è stato colpito, ma sembra che l’impatto ci sia staso direttamente sullo spigolo della tibia che ha una sezione a triangolo e quindi nel punto più resistente”.
Fra l’altro Bagnaia è stato colpito sulle gambe 3 anni fa quando si ruppe il piatto tibiale a Brno in una sessione di test. Questo ha complicato le cose?
“No, anzi, le ha favorite perché la precedente frattura ha creato un irrobustimento di quella zona dell’osso. Quindi anche questo probabilmente ha favorito l’esito dell’incidente”.
E ora? Possibile non ci siano conseguenze se una moto da 157 kg più il pilota ti passa sulle gambe?
“Stiamo parlando di un atleta giovane con ossa elastiche e rinforzate in quella zona dai processi riparativi dalla precedente frattura. Certo, bisogna vedere legamenti e muscoli che hanno assorbito il colpo in che condizioni stanno, ma se non ha avuto lesioni dei legamenti del ginocchio non ci dovrebbero essere problemi”.
Ora Bagnaia, almeno in quella zona delle gambe, è più debole?
“Non come osso, ma le contusioni e le distorsioni vanno studiate e vanno curate”.
Che tempi ci sono per tornare ai massimi livelli?
“Normalmente nel giro di due settimane, quattro al massimo, si risolve tutto se non ci sono lesioni muscolo-tendinee e legamentose importanti. Poi c’è da monitorare la compressione dei vasi sanguigni, in particolare delle vene, e delle strutture nervose. Ma sono cose che rientrano nei postumi delle contusioni”.
Tornerà come nuovo?
“È ancora un po’ presto per dirlo, ma i suoi tifosi possono comunque stare tranquilli”.