Premi Erc: i giovani ricercatori italiani ancora secondi in Europa
di Corrado ZuninoROMA – Gli italiani si confermano i secondi ricercatori d’Europa, dietro i tedeschi. Lo certificano, e ne consolidano la fama scientifica, i nuovi premi Starting Erc, riconoscimenti europei alla ricerca consegnati dall'European Research Council in questo finale d’estate 2023.
Gli italiani che frequentano le scienze (dure e tenere) restano ottimi ricercatori e, come nel gennaio 2022, siamo secondi dietro la Germania. Come allora, meritiamo 58 premi Erc, otto in più del 2020. E la quota parte rispetto ai 400 ricercatori europei raggiunti da un "grant" è al 14,8 per cento (era il 15 per cento). Un premio ogni sette va a uno studioso italiano.
Questi Starting Erc, selezione dei ricercatori più giovani (devono aver finito il dottorato in un periodo compreso tra i due e i sette anni), assegnano al vincitore una cifra tra 1,5 e 2,5 milioni di euro. La borsa totale, all’interno del programma Horizon Europe, vale 628 milioni di euro.
Germa…
ROMA – Gli italiani si confermano i secondi ricercatori d’Europa, dietro i tedeschi. Lo certificano, e ne consolidano la fama scientifica, i nuovi premi Starting Erc, riconoscimenti europei alla ricerca consegnati dall'European Research Council in questo finale d’estate 2023.
Gli italiani che frequentano le scienze (dure e tenere) restano ottimi ricercatori e, come nel gennaio 2022, siamo secondi dietro la Germania. Come allora, meritiamo 58 premi Erc, otto in più del 2020. E la quota parte rispetto ai 400 ricercatori europei raggiunti da un "grant" è al 14,8 per cento (era il 15 per cento). Un premio ogni sette va a uno studioso italiano.
Questi Starting Erc, selezione dei ricercatori più giovani (devono aver finito il dottorato in un periodo compreso tra i due e i sette anni), assegnano al vincitore una cifra tra 1,5 e 2,5 milioni di euro. La borsa totale, all’interno del programma Horizon Europe, vale 628 milioni di euro.
Germania locomotrice scientifica
La Germania è ancora la locomotrice della ricerca europea con 68 riconoscimenti, dieci in più dell’Italia. Seguono la Francia con 33, l’Olanda con 27, poi Israele (in crescita), la Gran Bretagna e la Spagna (in arretramento). La questione è ormai consolidata: i ricercatori italiani sono, da anni, più avanti del sistema ricerca nazionale. Nelle nostre università e negli istituti scientifici alloggiano solo 32 di quei 58 premi, perché gli altri 26 sono stati ottenuti da progetti di italiani all’estero. E, infatti, nella classifica per nazioni retrocediamo dal secondo al quarto posto. Si registrano miglioramenti anche qui, tuttavia: nel gennaio 2022 eravamo quinti a pari merito con la Svizzera e i nostri studiosi espatriati erano più di quelli premiati in casa: oggi non è così.
Tutte le istituzioni italiane finanziate
L’università privata Bocconi di Milano ottiene sette Erc sui trentadue assegnati in Italia e con 61 borse totali (nelle tre categorie starting, consolidator e advanced) vinti dal 2007 (per 87,5 milioni di euro) è l’istituzione accademica italiana con maggior riconoscimenti. Alla Bocconi, tre Erc sono stati assegnanti a ricercatrici e i dipartimenti interessati sono Economia, Computing science Finanza, Scienze delle decisioni, Scienze sociali e politiche. Questa affermazione vale 10,5 milioni di euro.
“Un numero così elevato di grant dimostra che la Bocconi ha raggiunto una massa critica, per cui la qualità della ricerca si coniuga alla quantità”, ha commentato il rettore della Bocconi, Francesco Billari. “Bocconi investe nei giovani ricercatori e li sostiene nel loro percorso di carriera: anche questo settembre su dodici nuovi ingressi nella nostra facoltà, undici sono giovani “assistant professor” tra cui Giulio Malavolta, proveniente dal prestigioso Istituto tedesco Max Planck”. Un cervello rientrato in Italia.
L’Università di Padova merita quattro premi per 5,4 milioni di euro. “La differente provenienza scientifica dei ricercatori”, dice la rettrice Daniela Mapelli, “sottolinea uno dei principali punti di forza dell’ateneo: la capacità di eccellere a livello multidisciplinare, fiore all’occhiello di un’università pubblica e generalista qual è quella di Padova».
Tre riconoscimenti sono andati al Politecnico di Milano, che segnala una percentuale di successi dei progetti davvero alta: 37,5 per cento. Tutte e tre le ricerche mostrano applicazioni nel campo biomedicale. Due Starting Erc li hanno presi studiosi del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), due il Gran Sasso Science Institute (uno dei quali con la ricercatrice matematica Serena Cenatiempo). Due premi alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa.
Uno premio a testa è andato all’Università di Torino, di Genova, di Pavia e di Firenze, quindi all’Università Orientale di Napoli, al Politecnico di Bari, alla Libera Università di Bolzano, all’Universitá Vita-Salute San Raffaele, all’Istituto nazionale di Fisica nucleare (Infn), alla Fondazione Bruno Kessler, alla Scuola internazionale superiore di studi avanzati e alla Fondazione Istituto Firc di Oncologia molecolare.