Polemica sul bar veneto con il Duce sullo scontrino, la barista: “Per me è tutta pubblicità”
di Enrico FerroIl bar Armando
“Togliere la faccia del duce dagli scontrini? Non ci penso nemmeno, con tutta la pubblicità che ci fa. Tanto non è un segreto per nessuno che sono di destra”. Ancora il bar Armando di Cerea (Verona), ancora il pensiero radicale della titolare Maristella Finezzo, 62 anni, che recentemente ha ceduto la proprietà del locale alla figlia Marica Bologna.
"Nessuno ci ha mai denunciati, vuol dire che non c’è reato”
Il caso esplose per la prima volta nel 2014 ma da allora nulla è cambiato. “Se da allora non abbiamo avuto guai giudiziari, significa che non commettiamo alcun reato”. In realtà ci sarebbe la legge Scelba che vieta l’apologia del fascismo ma evidentemente nessuno ha denunciato, nessuno ha rilevato, nessuno ha fatto niente di niente per eliminare questo richiamo al fascismo negli scontrini di un locale pubblico.
Lo scontrino per la marcia su Roma
Ora il caso esplode di nuovo. Anche perché lo scontrino prima veniv…
“Togliere la faccia del duce dagli scontrini? Non ci penso nemmeno, con tutta la pubblicità che ci fa. Tanto non è un segreto per nessuno che sono di destra”. Ancora il bar Armando di Cerea (Verona), ancora il pensiero radicale della titolare Maristella Finezzo, 62 anni, che recentemente ha ceduto la proprietà del locale alla figlia Marica Bologna.
"Nessuno ci ha mai denunciati, vuol dire che non c’è reato”
Il caso esplose per la prima volta nel 2014 ma da allora nulla è cambiato. “Se da allora non abbiamo avuto guai giudiziari, significa che non commettiamo alcun reato”. In realtà ci sarebbe la legge Scelba che vieta l’apologia del fascismo ma evidentemente nessuno ha denunciato, nessuno ha rilevato, nessuno ha fatto niente di niente per eliminare questo richiamo al fascismo negli scontrini di un locale pubblico.
Lo scontrino per la marcia su Roma
Ora il caso esplode di nuovo. Anche perché lo scontrino prima veniva stampato così soltanto a ottobre per celebrare la marcia su Roma. Ma adesso con il governo Meloni è emesso con la faccia di Benito Mussolini per tutto l‘anno.
“I dittatori sbagliano: anche Putin ha fatto errori, ma non era fascista”
Ma madre e figlia del bar di Cerea, paese di 16 mila abitanti della provincia di Verona, tirano dritte per la loro strada e non si scompongono. “Mio padre, che era un democristiano, diceva che Mussolini non era un uomo per niente malvagio”, continua Maristella Finezzo. “Ha fatto degli errori come tutti i dittatori. Anche Putin ne ha fatti e non mi sembra sia un fascista. Mussolini avrà sbagliato con le leggi razziali ma ha fatto anche cose buone”.
Maristella Finezzo
“Da noi vengono anche i marocchini”
In effetti in questo caso non poteva mancare il cavallo di battaglia della miope retorica fascista. “E poi c’è chi indossa le magliette di Che Guevara, per quale motivo io non potrei esporre nei miei scontrini il profilo del duce?”, si chiede, facendo leva su un’altra colonna dell’ideologia fascistoide. Perché è reato, sarebbe da rispondere. Ma per punire un reato qualcuno dovrebbe rilevarlo. “Comunque non c’è problema, in paese la gente ci conosce. Ho sempre il bar pieno: ci sono persino marocchini e tunisini che ci portano il cous cous quando lo fanno. Qui non si fanno distinzioni razziali. E non si dà da bere olio di ricino, al massimo vino e spritz”.
L’interrogazione al ministro dell’Interno
Sul caso del bar il senatore Andrea Martella, segretario veneto del Pd, ha preparato un’interrogazione al Ministro dell’Interno: “Poiché non si tratta di folklore e in Italia l'apologia del fascismo rimane ancora un reato previsto dall'ordinamento, chiedo di sapere se il ministro sia a conoscenza del fatto e quali iniziative intenda promuovere per verificare l’eventuale la violazione della normativa vigente, considerati gli espliciti e ostentati richiami al fascismo”.