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Violenza sulle donne, l’ok definitivo della Camera alle nuove norme del Codice Rosso

Scarpe rosse simbolo della violenza sulle donne

 
Bongiorno: “Velocizzate le norme”. Carfagna: “È solo un ritocco”. Valente: “Dedicare un Cdm specifico”
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L'aula della Camera ha approvato in via definitiva la proposta di legge sulle nuove norme al Codice Rosso per le vittime di violenza domestica e di genere. Il testo, già votato dal Senato, ha ottenuto a Montecitorio 200 sì, nessun voto contrario e 61 astenuti (Pd e Avs).

Le reazioni

Tantissime le reazioni. A cominciare da quella di Mara Carfagna che nel 2008 quando era ministra alle Pari Opportunità lottò per far approvare la legge sullo stalking. "Voteremo a favore di un provvedimento che va nella giusta direzione, che si pone un obiettivo condivisibile”, ha detto la presidente di Azione. “Ma per quanto importante, si tratta comunque di un ritocco non all'altezza della situazione. Non può essere questa l'unica risposta alla drammatica escalation di aggressioni, violenze, persecuzioni e femminicidi alla quale stiamo assistendo”. Mentre per la senatrice del Pd Valeria Valente “il governo dovrebbe dedicare un Cdm specifico” al problema della violenza sulle donne, “pe…

L'aula della Camera ha approvato in via definitiva la proposta di legge sulle nuove norme al Codice Rosso per le vittime di violenza domestica e di genere. Il testo, già votato dal Senato, ha ottenuto a Montecitorio 200 sì, nessun voto contrario e 61 astenuti (Pd e Avs).

Le reazioni

Tantissime le reazioni. A cominciare da quella di Mara Carfagna che nel 2008 quando era ministra alle Pari Opportunità lottò per far approvare la legge sullo stalking. "Voteremo a favore di un provvedimento che va nella giusta direzione, che si pone un obiettivo condivisibile”, ha detto la presidente di Azione. “Ma per quanto importante, si tratta comunque di un ritocco non all'altezza della situazione. Non può essere questa l'unica risposta alla drammatica escalation di aggressioni, violenze, persecuzioni e femminicidi alla quale stiamo assistendo”. Mentre per la senatrice del Pd Valeria Valente “il governo dovrebbe dedicare un Cdm specifico” al problema della violenza sulle donne, “per destinare risorse e definire strumenti operativi e dare così un messaggio chiaro all'Italia". Per la senatrice della Lega Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia a palazzo Madama e prima firmataria del disegno di legge, “velocità è quello che chiede allo Stato una donna che denuncia una violenza e il rafforzamento del Codice Rosso rappresenta in questo senso un importantissimo passo avanti”.

OSSERVATORIO FEMMINICIDI

L’avocazione del pg della Corte d’Appello

Le norme introducono un'ipotesi di avocazione delle indagini preliminari da parte del procuratore generale presso la Corte d'Appello, quando, nei casi di delitti di violenza domestica o di genere, il pm non senta la persona offesa entro tre giorni dall'iscrizione della notizia di reato.

I soggetti della tutela

Il Codice Rosso è una legge che tutela le donne e i soggetti deboli che subiscono violenze, atti persecutori e maltrattamenti. Si tratta della L.69/2019 dal titolo Modifiche al Codice penale, al Codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. La direttiva introduce nuovi reati, inasprisce le pene per quelli già esistenti ed elabora una procedura per tutelare meglio e prima chi vive situazioni di rischio.

La nuova procedura e l’accelerazione

Con il 'Codice Rosso' - che in Parlamento ha visto l'approvazione di ulteriori modifiche in materia di assunzione di informazioni da parte delle vittime - è prevista una accelerazione per l'avvio del procedimento penale per alcuni reati: stalking, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale. In questi casi i provvedimenti di protezione delle vittime vengono adottati più velocemente. La polizia giudiziaria - non appena acquisita la notizia di reato - riferisce immediatamente al Pm, anche oralmente. Entro tre giorni dall'iscrizione della notizia di reato, il Pm - laddove si procede per delitti di violenza domestica o di genere - deve assumere informazioni dalla persona offesa o da chi ha denunciato i fatti di reato. Gli atti d'indagine delegati dal pubblico ministero alla polizia giudiziaria devono avvenire senza ritardo.

L’allungamento dei tempi per sporgere denuncia

Altra novità l'allungamento dei tempi per sporgere denuncia: la vittima ha 12 mesi per farlo e non più 6 come in precedenza. Modificata la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Il giudice, al fine di garantirne il rispetto, può predisporre anche il ricorso al braccialetto elettronico. Dopo l'entrata in vigore del 'Codice Rosso', le misure di prevenzione sono applicabili anche al reato di maltrattamento nei confronti del coniuge o del convivente.

Le immagini violate

La legge 69/2019 introduce 4 nuovi reati nel codice penale: Art. 612-ter Cp: il delitto di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate (il cosiddetto 'revenge porn'), punito con la reclusione da 1 a 6 anni e la multa da 5mila a 15mila euro.

Le lesioni al viso

Art. 583-quinquies Cp: il reato di deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso ('sfregio del volto'), punito con la reclusione da 8 a 14 anni. Quando si provoca la morte della vittima è previsto l'ergastolo.

I matrimoni combinati

Art. 558-bis Cp: il reato di costrizione o induzione al matrimonio è punito con la reclusione da 1 a 5 anni. La pena aumenta se il reato è commesso a danno di minori e si procede anche quando il fatto è commesso all'estero da o in danno di un cittadino italiano o di uno straniero residente in Italia.

La violazione delle restrizioni

Art. 387-bis Cp: la violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, sanzionato con la detenzione da 6 mesi a 3 anni.

Le pene inasprite

Inasprite le pene: il delitto di maltrattamenti contro familiari e conviventi, da un minimo di 2 e un massimo di 6 anni, passa a un minimo di 3 e un massimo di 7; lo stalking passa da un minimo di 6 mesi e un massimo di 5 anni a un minimo di 1 anno e un massimo di 6 anni e sei mesi; la violenza sessuale dal minimo di 5 al massimo di 10 anni passa da 6 a 12 anni. La violenza sessuale di gruppo passa a un minimo di 8 e un massimo di 14 anni, prima era punita col minimo di 6 e il massimo di 12.

Gli obblighi formativi

La legge prevede anche specifici obblighi formativi - sia sul fronte della prevenzione sia su quello del perseguimento dei reati - per il personale delle forze dell'ordine con funzioni di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria.

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