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Piantedosi: “Polemiche costruite, non c’è un solo migrante rimasto per strada”. Ma gli amministratori insorgono: “Venga a vedere”

(ansa)
Sorprendente sortita del ministro dell’Interno a Palermo, mentre sindaci e prefetti sono alle prese con il caos accoglienza. Le associazioni: “In migliaia senza un posto”
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Dalla Sicilia al Piemonte, ormai da settimane sindaci e prefetti cercano ovunque qualsiasi struttura (e gestori disponibili) per scongiurare l’ultima spiaggia di installazione di tendopoli o moduli abitativi per ospitare i migranti che ogni giorno dalla Sicilia e dalla Calabria vengono redistribuiti in tutte le Regioni.

Ma il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che solo ieri aveva incontrato i rappresentanti dell’Anci promettendo loro di prendere subito in considerazione le loro proposte per venir fuori rapidamente da una situazione resa emergenziale dal numero consistente di arrivi ma soprattutto dalla mancata programmazione da parte del Viminale, oggi a Palermo ne ha detta un’altra delle sue: “Un’estate di polemiche costruite, con i sindaci siamo un modello”. E poi, addirittura: “Qualche volta ci hanno detto che non abbiamo una pianificazione ma abbiamo dimostrato che non c'è una sola persona che sia per strada, almeno non per motivi dovuti alla nostra pianificazione. Allo stesso tempo abbiamo dimostrato che non può esserci una pianificazione valida in assoluto rispetto a flussi che non controlliamo noi".

Come se non fosse partita proprio dal Viminale, non più tardi di un mese fa, la circolare che invita i prefetti a far uscire dai centri di accoglienza i richiedenti asilo che hanno ottenuto l’assenso alla protezione internazionale anche se non sono ancora in possesso di un permesso di soggiorno. E che non hanno un posto dove andare. Cosa che, puntualmente, sta avvenendo in diverse città.

I sindaci: “Se la situazione è stata ammortizzata è grazie a noi”

Incredula la reazione di molti amministratori comunali: “Lo invito a tornare a Milano, perché evidentemente si è dimenticato o non ha prestato abbastanza attenzione alle problematiche che in questi mesi sono state messe in evidenza non solo dal Comune, ma anche da chi, per conto del suo Governo - a partire da questura e prefettura -, ha dovuto affrontarle in prima persona", la dura replica dell’assessore al Welfare Lamberto Bertolè.

A Piantedosi replica sorpreso anche il delegato immigrazione dell’Anci e sindaco di Prato Matteo Biffoni: “Io ho notizie diverse a Trieste, a Bologna, a Milano stessa. Quello che è successo a Vicchio o a Pelago con le tende. Quello che so è che se la situazione è stata in parte ammortizzata è perché i sindaci hanno attutito il colpo inventandosi i posti e aiutando le prefetture”.

Il Pd all’attacco: “Il ministro ci è o ci fa?”

"Il ministro dell'Interno che sostiene che non c'è nessuna persona per strada dimostra solo una cosa. O ci e' o ci fa. Non e' possibile affermare qualcosa del genere di fronte a città nelle quali e' evidente che il numero dei senzatetto e delle persone senza dimora e' cresciuto anche a seguito delle scelte del governo". Il Pd affida al responsabile nazionale sulle politiche migratorie, Pierfrancesco Majorino, la sua replica a Piantedosi. "Scelte che portano le persone a non accedere più ordinatamente al sistema d'accoglienza vedendo peraltro esplodere, come affermato anche in queste ore dagli amministratori locali di diverse città italiane, il fenomeno non gestito dei minori non accompagnati”.

Le associazioni: migliaia le persone in strada

A smentire le parole del ministro dell’Interno anche le associazioni che gestiscono i centri di accoglienza. “Piantedosi sa bene che in diverse città italiane, dalla Capitale a Trieste, ai capoluoghi delle regioni del sud, le prefetture rispondo a chi chiede accoglienza che non c'è posto – dice Filippo Miraglia di Arci – Abbiamo denunciato da mesi situazioni anche gravi di famiglie, minori soli e giovani adulti in attesa di presentare domanda d'asilo, con appuntamenti dati dalle questure anche a distanza di un anno (a Roma un richiedente che si presenta oggi per chiedere asilo riceve un appuntamento a ottobre del 2024) che vivono per strada. Non abbiamo un numero preciso ma saranno molte migliaia i richiedenti che non sanno dove andare e che vengono rimandati indietro dalle prefetture perché non c'è posto”.

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