«Per favore, inserite Venezia nella black-list dell’Unesco e mostrate al mondo com’è ridotta la città». Potrebbe sembrare un paradosso, ma a chiedere che la città Patrimonio dell’Umanità sia inserita nei siti in pericolo è proprio una parte di veneziani che ha lanciato una petizione su Change.org e che in 48 ore ha raggiunto quasi 2500 firme (Lettera all’Unesco per inserire Venezia nella lista del patrimonio mondiale a rischio).
Lanciare al mondo un messaggio
Per loro l’unico modo di salvare la città dalla monocultura turistica fuori controllo è quello di lanciare un messaggio al mondo forte e chiaro: «a forza di abusare della città, Venezia è distrutta».
"Venite a vedere”
La lettera, indirizzata alla direttrice generale dell’Unesco Audrey Azoulay con l’invito di vedere con i propri occhi com’è ridotta la Laguna, è stata scritta dal documentarista veneziano Pierandrea Gagliardi insieme ad altri cittadini.
La riunione a Riad dell’Unesco
Tra pochi giorni a Riad in Arabia Saudita si terrà la 45° sessione del Comitato Patrimonio Mondiale Unesco dove verrà discusso per la seconda volta il futuro della città. Se nel 2021 era stata data un’altra possibilità alla città con la promessa del governo di bloccare il passaggio delle grandi navi davanti al Bacino di San Marco, oggi molti sperano che non venga data più nessuna chance.
“Ascoltate i cittadini non i politici”
«Il nostro è un grido di allarme perché tutto il mondo conosca quello che sta succedendo nella nostra città», spiega Gagliardi che, quando a giorni sarà chiusa la petizione, manderà via Pec le firme all’Unesco prima della commissione su Venezia. «Se Venezia finisse nella black-list sarebbe una denuncia internazionale e per la prima volta si darebbe ascolto a noi cittadini che stiamo scomparendo e che non siamo tenuti mai in considerazione. Chiediamo quindi all’Unesco di svelare la situazione e di dare spazio non alle istituzioni che fanno promesse, ma ai cittadini».
La protesta del gondoliere durante la Regata Storica
Durante la Regata Storica di domenica scorsa, evento che attira migliaia di spettatori, c’è stata una protesta contro il moto ondoso. In quell’occasione un gondoliere ha preso il megafono e davanti al palco con le istituzioni, ha urlato che «Venezia è distrutta e nessuno la tutela». Gagliardi racconta che quel gesto ha colpito molti cittadini. «Ci ha spinti a trovare il coraggio di farci sentire», spiega. «Vorremmo che la direttrice Unesco venisse a visitare la città accompagnata da noi: speriamo che accolga il nostro invito».
Il blocco delle navi nel bacino di San Marco
Già nel 2021 il rischio era stato scongiurato per l’annuncio del governo di bloccare il passaggio delle grandi navi nel Bacino di San Marco, ma che cosa succederà quest’anno? Di recente, quando Repubblica aveva anticipato la notizia che per Venezia si profilava per una seconda volta l’inserimento nella black-list, anche Lidia Fersuoch, presidente per anni della sezione Venezia di Italia Nostra, aveva dichiarato la sua delusione nei confronti dell’Unesco per non aver inserito la città tra i siti in pericolo e auspicato che questa volta ci fosse il coraggio per inserire Venezia nella lista nera.
"Salvate gli abitanti”
Tra i problemi elencati ci sono lo spopolamento, l’aumento di alberghi e locazioni turistiche, i mezzi pubblici insufficienti, il moto ondoso, il patrimonio pubblico abbandonato, la qualità della vita sempre più difficile, l’impossibilità di abitare in città per i prezzi stellari e molto altro. La lettera si chiude con una richiesta che racchiude lo spirito della petizione: «Il patrimonio più grande che vi chiediamo di salvare sono gli abitanti. Sono loro che consentono in tutti i sensi a Venezia di essere definita città».