“Covid, in classe con le mascherine”. Ma il governo punta solo sui vaccini
di Michele BocciLa sicurezza di un tempo sembra distante, le settimane in cui nessuno parlava più del Covid sono solo un bel ricordo. Oggi la risalita dei casi non fa dormire sonni tranquilli a molti al ministero della Salute. In particolare quello che più preoccupa è uno scenario con numeri sempre più alti. Tanto che i presidi, nell’imminenza delle aperture delle scuole, si dicono pronti a distribuire le mascherine degli anni passati.
E’ possibile che si veda una risalita, perché il virus è molto meno violento ma resta contagioso e poi perché in questo periodo, tra rientri al lavoro e a scuola, saranno molti di più i cittadini che lo cercheranno con i tamponi ufficiali, quelli conteggiati.
Ma il ministero non ha in animo alcuna misura, fa parte di un governo che sul «mai più restrizioni» ha costruito un bel pezzo della sua campagna elettorale.
C’è solo una cosa su cui punta, mentre raccomanda attenzione e prudenza ma senza allarmismi: la prevenzione. La vaccinazione anti Covid partirà il pross…
La sicurezza di un tempo sembra distante, le settimane in cui nessuno parlava più del Covid sono solo un bel ricordo. Oggi la risalita dei casi non fa dormire sonni tranquilli a molti al ministero della Salute. In particolare quello che più preoccupa è uno scenario con numeri sempre più alti. Tanto che i presidi, nell’imminenza delle aperture delle scuole, si dicono pronti a distribuire le mascherine degli anni passati.
E’ possibile che si veda una risalita, perché il virus è molto meno violento ma resta contagioso e poi perché in questo periodo, tra rientri al lavoro e a scuola, saranno molti di più i cittadini che lo cercheranno con i tamponi ufficiali, quelli conteggiati.
Ma il ministero non ha in animo alcuna misura, fa parte di un governo che sul «mai più restrizioni» ha costruito un bel pezzo della sua campagna elettorale.
C’è solo una cosa su cui punta, mentre raccomanda attenzione e prudenza ma senza allarmismi: la prevenzione. La vaccinazione anti Covid partirà il prossimo mese e il ministero sta preparando una importante campagna di comunicazione per invitare i cittadini a rischio a proteggersi. A breve dovrebbero essere diffusi gli spot per convincere fragili e anziani a ricevere le somministrazioni. Più saranno le persone protette, meno pressione ci sarà sugli ospedali, che è la spia più preoccupante della diffusione di un virus che nelle persone sane e giovani si manifesta con sintomi lievi.
Sulla vaccinazione bisogna muoversi. È interessante che proprio dallo Spallanzani di Roma, dove fino a poco fa lavorava Francesco Vaia, oggi alla guida della Prevenzione del ministero, ieri il direttore della virologia e dei laboratori di biosicurezza, Francesco Maggi, abbia detto che “vaccinare anziani e fragili continua a essere importante mentre vediamo un po’ di rilassamento su questo fronte”. Dallo Spallanzani chiedono anche di cambiare il sistema di monitoraggio del virus.
Sempre partendo dal presupposto che oggi la situazione è assolutamente sotto controllo, non prendere provvedimenti può portare a un effetto collaterale un po’ imbarazzante. Cioè può spingere altre istituzioni a fare da sé. La prossima settimana ricomincia la scuola e proprio quel mondo è il primo a muoversi. Mario Rusconi dell’Associazione presidi avverte: “L’indicazione che arriva dai presidi ai professori e bidelli è quella di evitare gli assembramenti degli alunni, soprattutto in questi primi giorni di scuola. In molte scuole poi a chi lo chiederà distribuiremo le mascherine utilizzando le tantissime scorte che ci furono date durante la fase critica della pandemia. Stessa cosa avverrà con il gel disinfettante”.
Si suggerisce l’uso di dispositivi di protezione a docenti e alunni fragili. “Il nostro è un invito in quanto l’utilizzo non è obbligatorio”, dice Rusconi, che sollecita lavori di ristrutturazione, richiesti ormai da anni. “Avere classi con 27-28 alunni, in ambienti non grandi, non può che favorire la trasmissione di qualsiasi virus”. E proprio sulle scuole, Vaia fa sapere che «con la ripresa dell’anno scolastico faremo un bilancio su quanto fatto finora dal punto di vista degli interventi strutturali». Più in generale sul virus, Vaia aggiunge: “Basta allarmismi: non si può tornare indietro con misure che avevano un senso nel periodo di emergenza”.