Venezia, bagarre in aula ma passa il ticket d’accesso: dal 2024 ecco a chi toccherà pagare per entrare in Laguna
di Vera MantengoliVENEZIA – Venezia sarà la prima città al mondo a pagamento. La maggioranza in Comune, come previsto, ha dato parere favorevole al provvedimento sul contributo di accesso proposto dalla giunta del sindaco di centrodestra Luigi Brugnaro. La misura partirà in via sperimentale la prossima primavera per 30 giorni e prevede il versamento di un minimo di 5 euro per quei viaggiatori giornalieri che accedono in città nei giorni di grandi flussi turistici. Il voto (24 favorevoli, contrari 12 e un assente) è arrivato dopo oltre sei ore di dibattito a Ca’ Loredan in un consiglio comunale bollente dove non sono mancati momenti di tensione e accesa contestazione.
Per la Giunta è una vittoria, per l’opposizione un fallimento. L’approvazione della misura è stata messa in relazione dai consiglieri di opposizione con la 45° sessione del World Heritage Unesco, in programma dal 10 al 25 settembre a Riad, in Arabia Saudita. «Il pr…
VENEZIA – Venezia sarà la prima città al mondo a pagamento. La maggioranza in Comune, come previsto, ha dato parere favorevole al provvedimento sul contributo di accesso proposto dalla giunta del sindaco di centrodestra Luigi Brugnaro. La misura partirà in via sperimentale la prossima primavera per 30 giorni e prevede il versamento di un minimo di 5 euro per quei viaggiatori giornalieri che accedono in città nei giorni di grandi flussi turistici. Il voto (24 favorevoli, contrari 12 e un assente) è arrivato dopo oltre sei ore di dibattito a Ca’ Loredan in un consiglio comunale bollente dove non sono mancati momenti di tensione e accesa contestazione.
Per la Giunta è una vittoria, per l’opposizione un fallimento. L’approvazione della misura è stata messa in relazione dai consiglieri di opposizione con la 45° sessione del World Heritage Unesco, in programma dal 10 al 25 settembre a Riad, in Arabia Saudita. «Il provvedimento è uno specchietto delle allodole che viene presentato dalla Giunta proprio a ridosso della discussione dell’Unesco sulla città» hanno detto i consiglieri contrari. Dal 14 al 16 a Riad si discuterà infatti il caso Venezia per decidere se toglierla dai siti Patrimonio dell’Umanità. «Per la prima volta al mondo la città sta dimostrando di fare qualcosa e non c’entra la questione Unesco perché la misura era pronta da prima della pandemia» ha detto invece Brugnaro. «L’Unesco non è formato da un’accolita di imbecilli, ma da persone colte e preparate» ha detto il filosofo e consigliere di maggioranza Stefano Zecchi.
Consiglio comunale acceso
È iniziato urlando «Vergogna!» l’attesissimo consiglio comunale sul contributo di accesso. Già un’ora prima dell’inizio, una dozzina di vigili sostava all’ingresso di Palazzo Loredan per monitorare l’arrivo dei cittadini, giunti per partecipare in diretta al dibattito. Tante persone però sono state bloccate al piano terra e costrette a seguire la discussione dai monitor perché, come ha giustificato l’amministrazione, la capienza dell’edificio era limitata. Un centinaio di veneziani, tra piano terra e primo piano, erano presenti. Nel corso delle ore, il consiglio comunale è stato più volte interrotto con urla e fischi soprattutto dal centro sociale Morion e da un gruppo di anarchici che hanno coperto più volte con grida e cori l’intervento del sindaco che ha cercato inizialmente di mantenere la calma. «Siete fascisti e violenti» ha sbottato però a un certo punto contro chi lo contestava, facendosi scappare anche qualche insulto mandando su tutte le furie l’opposizione che ha ricordato che il consiglio comunale deve essere un luogo di confronto. Nel frattempo, maggioranza e opposizione si sono scontrate verbalmente mandandosi a quel paese più volte, mentre i cittadini assistevano sgomenti. Botta e risposta accesi anche tra l’assessora all’Università Paola Mar e alcuni studenti presenti che chiedono che si pensi al prezzo delle case più che a una tassa per entrare in città.
Lo scontro tra Brugnaro e Bettin
La tensione, accumulata da ore, ha raggiunto l’apice nello scontro tra il sociologo, scrittore e ambientalista Gianfranco Bettin, consigliere comunale di Verde Progressista, e il primo cittadino Luigi Brugnaro. Il sindaco ha attaccato le precedenti giunte di sinistra dicendo a Bettin che non aveva fatto nulla per trent’anni «per paura di questa gente», riferendosi ai centri sociali. A quel punto Bettin si è alzato dallo scranno e lo ha affrontato faccia a faccia urlandogli che doveva portare rispetto e che la città si stava svuotando mentre lui pensava ai suoi affari in un climax che si è placato solo dopo qualche minuto.
Il contributo di accesso
Da cinque anni l’avvio del provvedimento sul contributo di accesso, destinato ai turisti giornalieri over 14, è stato rinviato più volte, ma l’amministrazione assicura che la prossima primavera entrerà in vigore davvero. Votata per la prima volta nel 2019, la misura è passata successivamente per molte commissioni arrivando all’emendamento di giunta presentato martedì in consiglio comunale formato da 23 consiglieri di maggioranza e 13 di minoranza. Il provvedimento sul contributo di accesso partirà con una prova di 30 giorni che servirà più che altro a capirne le criticità e a verificare che cosa si può migliorare. Per questo non includerà all’inizio grandi eventi, ma si concentrerà su alcuni fine settimana particolarmente affollati (per esempio a Pasqua).
Chi paga per entrare tra i canali
Nell’emendamento presentato in consiglio comunale ci sono alcune indicazioni su come dovrebbe prendere forma. Verranno individuati e definiti: una soglia giornaliera di presenze superata la quale il contributo può aumentare, specifici giorni o periodi dell’anno in cui entra in vigore il contributo, determinate fasce orarie o periodi in cui non applicare il contributo. La misura, nata per disincentivare il turismo mordi e fuggi e contestata dal primo momento da una grande parte di cittadini, prevede un contributo di accesso alla città per adesso di 5 euro, ma il costo del cosiddetto ticket verrà fissato dal Comune e può essere modificato tornando ai 10 euro iniziali. In pratica chi vorrà venire a Venezia e isole in giornata dovrà versare una somma iniziale di 5 euro in un portale che verrà appositamente istituito o aggiungendo la somma al biglietto del mezzo che userà per arrivare in città (crociere, treno, aereo o motoscafi turistici). Non è ancora chiaro come avverrà il pagamento, ma il principio è che chiunque non pernotti nel Comune di Venezia, dovrà versare un contributo, pena una sanzione fino a 300 euro. I controlli avverranno o attraverso personale autorizzato che chiederà di esibire i documenti o l’atto di pagamento oppure attraverso i vettori obbligati alla riscossione.
Chi è esente dal ticket
Tra le contestazioni c’è il lungo elenco di esenzioni che includono ovviamente i residenti del Comune di Venezia, della Città Metropolitana (44 Comuni) e i veneti. Seguono i parenti fino al terzo grado; i lavoratori, anche quelli pendolari; i dipendenti, i lavoratori autonomi o gli imprenditori che hanno sede di affari o domicilio nel Comune di Venezia; studenti, anche pendolari; componenti familiari e chi ha pagato l’Imu nel Comune. Non pagherà chi soggiorna nelle strutture ricettive del Comune di Venezia perché pagano già la tassa di soggiorno; i domiciliati; i diversamente abili; chi deve venire per curarsi e i rispettivi accompagnatori; chi arriva per partecipare a competizioni sportive; amministratori pubblici; volontari che partecipano a manifestazioni; forze armate; persone convocate dalla giustizia; coniugi uniti civilmente o conviventi.
Le reazioni della maggioranza …
«Finalmente si fa qualcosa per questa città perché noi non siamo come il partito del no che vuole che tutto rimanga uguale e contesta ogni cosa» ha detto l’assessore al Bilancio Michele Zuin, tra i promotori della misura con l’assessore al Turismo Simone Venturini. «Iniziamo una sperimentazione ora che non abbiamo potuto mettere in atto prima per la pandemia. La città sarà sempre aperta, ma verrà disincentivato chi vuole venire nei momenti di maggiore afflusso».
… e quelle delle opposizioni
«Bisogna portare qualcosa a Riad e già arrivare a questo è un fallimento. Abbiamo portato la città sull’orlo del collasso e ora dimostriamo che facciamo qualcosa» ha detto Giovanni Andrea Martini di tutta la Città Insieme». «Indipendentemente da quello che dirà Unesco Venezia è un sito in pericolo» ha spiegato Bettin di Verde Progressista prima dello scontro con il sindaco. «L’impatto peggiore lo si vede nelle locazioni brevi ed è questa maggioranza il partito del no perché la sfida sarebbe ideare un metodo di prenotazione gratuito. Non è vero che non abbiamo mai proposto nulla, la Giunta potrebbe usare l’emendamento Pellicani che vale solo per Venezia per limitare le locazioni brevi e non lo fa». «Questa è una misura di facciate e mi auspico che Unesco metta Venezia nella black list, questo sarebbe una denuncia morale per mostrare al mondo come si sta trattando la città» ha aggiunto Marco Gasparinetti di Terra e Acqua. Il Pd ha ribadito più volte che l’unicità di Venezia non può diventare quella di essere la prima città a pagamento al mondo: «Non vogliamo pedaggi come nel medioevo, ma un sistema integrato di misure che permetta di prenotare l’ingresso a Venezia, ma gratuitamente» hanno detto Giuseppe Saccà, Monica Sambo del Pd. Contraria Sara Visman dei Cinque Stelle e Cecilia Tonon di Venezia è tua che, pur apprezzando lo sforzo, ha detto che fatto com’è ora il provvedimento è una mera misura di cassa.
Nei prossimi mesi le indicazioni scritte sul contributo di accesso approvato verranno approfondite. Dovrebbe essere più chiaro come avverrà il pagamento, come verranno versati i soldi da chi utilizza vettori diversi (navi, aerei, treni), quando partirà la misura e l’impatto che avrà la sentenza dell’Unesco attesa a giorni.