Covid, il nodo dei positivi asintomatici: medici e infermieri via dai reparti, studenti a scuola con la mascherina
di Michele BocciCosa fare con i positivi asintomatici in due contesti: le strutture sanitarie e le scuole. Il nodo deve scioglierlo il ministero alla Salute, dando indicazioni alle Regioni, con le quali i tecnici si sono riuniti ieri mattina. Nel pomeriggio, poi, c’è stato un incontro con il ministero all’Istruzione. L’idea è quella di non far lavorare il professionista sanitario quando si scopre che è positivo al Covid, anche se non ha alcun sintomo. Al contrario, gli studenti che stanno probabilmente potranno andranno comunque a scuola, con la mascherina. Ci vorrà un po’ di tempo prima che il ministero prepari una circolare per regolare tutta la materia.
Dentro gli ospedali
Le Regioni ieri hanno chiesto ai tecnici della Prevenzione di prendere una posizione univoca riguardo agli ospedali. Il rischio è che ogni amministrazione locale faccia da sola e si creino le classiche, quando si tratta di sanità, difformità all’italiana. La soluzione deve essere ancora individuata ma l’ipotesi che al …
Cosa fare con i positivi asintomatici in due contesti: le strutture sanitarie e le scuole. Il nodo deve scioglierlo il ministero alla Salute, dando indicazioni alle Regioni, con le quali i tecnici si sono riuniti ieri mattina. Nel pomeriggio, poi, c’è stato un incontro con il ministero all’Istruzione. L’idea è quella di non far lavorare il professionista sanitario quando si scopre che è positivo al Covid, anche se non ha alcun sintomo. Al contrario, gli studenti che stanno probabilmente potranno andranno comunque a scuola, con la mascherina. Ci vorrà un po’ di tempo prima che il ministero prepari una circolare per regolare tutta la materia.
Dentro gli ospedali
Le Regioni ieri hanno chiesto ai tecnici della Prevenzione di prendere una posizione univoca riguardo agli ospedali. Il rischio è che ogni amministrazione locale faccia da sola e si creino le classiche, quando si tratta di sanità, difformità all’italiana. La soluzione deve essere ancora individuata ma l’ipotesi che al momento convince di più è quella, per la quale si è schierata ad esempio la Lombardia, di non mandare nei reparti a rischio il personale positivo al coronavirus e senza sintomi. Sarebbe troppo rischioso il contatto con i malati fragili o fragilissimi, spesso anziani, che vengono assistiti negli ospedali. Si vedrà se lasciare i professionisti a casa oppure spostarli temporaneamente su altre mansioni, visto che stanno bene. Oggi nei reparti dove ci sono i fragili (la gran parte quindi) i lavoratori devono sempre indossare la mascherina.
Alcune Regioni ipotizzano di fare come avveniva un tempo screening regolari sul Covid tra i lavoratori, i quali sono tutti invitati a fare il vaccino anti Covid e l’antinfluenzale. Altre sono meno convinte delle analisi a tappeto, perché temono così di creare grossi problemi all’attività assistenziale.
Nelle scuole
Per le scuole, l'idea sarebbe di muoversi in modo diverso ma anche in questo caso non c’è niente di definitivo. Si parte dal presupposto che il virus comunque circolerà, attraverso i tanti asintomatici che andranno in classe dove, ovviamente, non sono previste le mascherine. Se si troveranno studenti positivi al tampone ma senza alcun sintomo, questi, sarebbe l’ipotesi, potranno frequentare la scuola ma indossando la protezione per evitare la trasmissione da parte di soggetti che comunque sono meno contagiosi di chi ha sintomatologia. Le Regioni hanno chiesto però al ministero anche di approfondire la situazione dei fragili, cioè di comunicare come comportarsi nelle classi dove ci sono persone con problemi di salute, che siano alunni o professori. Ovviamente, sia nel caso del personale sanitario che in quello di chi frequenta la scuola, chi ha i sintomi resterà a casa. Come del resto succede per tutte le malattie, contagiose e non.