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Quando il sesso delle acciughe fa ribollire il mare. La scienza da ridere premiata con gli IgNobel

Il professor Zalasiewicz assaggia il suo minerale preferito

 
I riconoscimenti semiseri assegnati dall’università di Harvard. Fra i vincitori, gli inventori di una toilette intelligente, i rianimatori di ragni morti e gli statistici dei peli del naso
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Sono i premi alla scienza che “prima fa ridere, poi fa pensare”. Gli IgNobel 2023 - contraltare dei Nobel previsti per l'inizio di ottobre - sono appena stati assegnati all’università di Harvard in un clima goliardico, sghignazzante e surreale (ancorché la cerimonia si sia svolta online).

Perché le ricerche selezionate facciano ridere lo spiega, ad esempio, il premio per la geologia, vinto dal serissimo professore dell’università di Leicester, il polacco Jan Zalasiewicz, che in un ugualmente serissimo studio spiega come leccare i sassi sia un’encomiabile abitudine nel suo ambiente.

Una volta, dopo aver raccolto un apparentemente anonimo minerale al lato di una strada, Zalasiewicz lo ha lavato con la lingua. “L’eccitazione è ancora fresca. Le piccole macchie si rivelarono essere i più superbi e tridimensionalmente ben conservati foraminiferi Nummuliti che si potesse sperare di vedere” ha poi descritto il professore in uno studio. Ecco che sulla sua scrivania, accanto al posto…

Sono i premi alla scienza che “prima fa ridere, poi fa pensare”. Gli IgNobel 2023 - contraltare dei Nobel previsti per l'inizio di ottobre - sono appena stati assegnati all’università di Harvard in un clima goliardico, sghignazzante e surreale (ancorché la cerimonia si sia svolta online).

Perché le ricerche selezionate facciano ridere lo spiega, ad esempio, il premio per la geologia, vinto dal serissimo professore dell’università di Leicester, il polacco Jan Zalasiewicz, che in un ugualmente serissimo studio spiega come leccare i sassi sia un’encomiabile abitudine nel suo ambiente.

Una volta, dopo aver raccolto un apparentemente anonimo minerale al lato di una strada, Zalasiewicz lo ha lavato con la lingua. “L’eccitazione è ancora fresca. Le piccole macchie si rivelarono essere i più superbi e tridimensionalmente ben conservati foraminiferi Nummuliti che si potesse sperare di vedere” ha poi descritto il professore in uno studio. Ecco che sulla sua scrivania, accanto al posto d’onore occupato dalla pietra, oggi compare anche l’attestato dell’IgNobel.

L’attenzione all’igiene non si esaurisce qui, visto che il premio per la salute pubblica è stato vinto dal coreano Seung-min Park, inventore di una toilette intelligente capace di analizzare all’istante gli escrementi del nostro corpo, con una serie di procedure che sarebbe imbarazzante elencare, ma che pure hanno il lodevole scopo di diagnosticare, tra l’altro, le infezioni da Covid.

L’invenzione non ha fatto arrossire gli esperti del settore ed è stata pubblicata da una rivista importante come Nature Biomedical Engineering. Anche se Seung-min Park si è lamentato: “Non è stato facile. Il tema degli escrementi è ancora un tabù”.

Una virata verso il lugubre non ha impedito ai partecipanti della cerimonia – fra cui 11 vincitori dei Nobel, quelli seri – di continuare a divertirsi. Un gruppo di ricercatori di diversi paesi asiatici si è aggiudicato ad esempio l’IgNobel per l’ingegneria meccanica dedicandosi alla specialità della necrobiotica: l’utilizzo di parti morte di animali.

I ricercatori, nello specifico, hanno avuto l’idea di rianimare dei ragni morti per usare le loro speciali zampe come pinze: “Le zampe dei ragni sono strumenti capaci – scrivono gli scienziati – di afferrare oggetti con geometrie irregolari e che raggiungono fino al 130% del loro peso”.

Il prestigioso premio per la Medicina è andato a un gruppo di dermatologi di vari paesi, dagli Usa all’Iran fino al Vietnam, che hanno indagato su cadaveri umani se il numero di peli presenti nella narice destra fosse uguale a quello della sinistra. Per quanto ridicolo – oltre che macabro – lo studio ha delle applicazioni reali nella cura dell’alopecia. Ma questo non ha impedito al gruppo di guadagnarsi un bell’IgNobel.

L’onore dei dieci premi totali è stato condiviso da scienziati che hanno spiegato come mai degli alunni, aspettandosi una lezione noiosa, si annoino poi per davvero annoiando a loro volta anche gli insegnanti. Altri si sono messi a calcolare quante persone per strada si mettessero a guardare in alto, vedendo molte altre persone che per strada guardavano in alto.

Non è mancato chi ha studiato l’effetto del ripetere decine di volte la stessa parola. Né chi ha indagato i meccanismi neurali che ci permettono di pronunciare le parole al contrario.

Per chiudere su una nota frizzante, c’è stato anche chi ha misurato – aggiudicandosi il premio per la Fisica – il potere di rimescolamento delle acque marine generato dal sesso delle acciughe. Sesso, come si può intuire, praticato “da ampie aggregazioni di esemplari”.

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