TRIESTE – “Li ho portati in un ex studio medico che ora è in disuso. Ci sono un paio di stanze, due brandine e il bagno, sebbene senza acqua. Non c’è luce perché manca l’energia elettrica, mancano le utenze. Ieri sera ho portato qualche tramezzino per dar loro qualcosa da mangiare e un po’ d’acqua. E poi mi sono messo fuori, ho dormito l’intera notte in auto per sorvegliarli, altro non faccio. Me li hanno consegnati così e io sto qui fuori, nella mia auto, in attesa che succeda qualcosa, che qualcuno faccia qualcosa”.
I due ragazzini afgani
Paolo Polidori, sindaco leghista di Muggia, cittadina di mare e confine alle porte di Trieste, ha in carico due ragazzini afgani trovati per strada ieri mattina dalla Polizia di frontiera, in una delle tante operazioni di rintraccio dei migranti che arrivano dalla rotta balcanica. Il flusso è continuo. I due giovani hanno dichiarato di avere 16 anni: quindi sono considerati minori stranieri non accompagnati.
"In albergo i profughi non ce li porto”
La legge impone che sia il sindaco di persona a farsene carico, nel suo territorio comunale di competenza. Materialmente proprio, cercando un posto, una camera, insomma un alloggio. Altrimenti incorre nel reato di abbandono di minorenne. “Ma a Muggia", spiega il sindaco, un po’ assonnato per una notte trascorsa in auto, “non c’è più spazio, siamo ormai pieni. Non ci sono più posti nelle strutture convenzionate disponibili, cioè quelle in cui è previsto il rimborso da parte della Regione e del Governo. E io, questo deve essere chiaro, non spendo i soldi dei cittadini per ospitare i migranti negli hotel, anche se sono minorenni. Non spendo 290 euro a notte, perché questi sono i prezzi degli albergatori: gli hotel infatti sono pieni di turisti”, sottolinea il leghista, “e di certo i gestori non sono felici ad aprire le porte ai profughi, non vogliono darci le camere se non a prezzi altissimi. Io, ripeto, non spendo i soldi dei cittadini così”.
Le coperte del clochard
Il nome di Polidori è noto alle cronache, anche internazionali: alcuni anni fa, quando era assessore a Trieste, aveva buttato nelle spazzatura le coperte e le borse di un clochard che per giorni e giorni aveva occupato un marciapiede del centro, davanti ai negozi, rifiutando aiuti e quant’altro. Ora Polidori è sindaco di Muggia e torna a far parlare di sé.
"La mia rabbia contro la legge”
La notte comunque è trascorsa tranquillamente, con il sindaco nella sua auto. Ieri sera ha raccontato il suo disappunto in una diretta Facebook. Anzi, la sua rabbia: “La mia è una forma di protesta per l’assurdità di una legge del 2017 che obbliga i sindaci a prendersi in carico i minori stranieri non accompagnati. Il ministro Piantedosi”, ricorda, “è venuto a Muggia promettendo che avrebbe messo mano alla norma il prima possibile. Ma intanto questa è la situazione, ed è insostenibile perché io sono un sindaco e non posso fare da poliziotto: sono costretto a tenere in custodia dei ragazzini afgani e devo farlo tempo indeterminato, adesso voglio vedere chi si muove”.
"Hanno anche la scabbia: ma chi se ne fa carico?”
Il sindaco Polidori ha comprato di tasca sua i tramezzini. “Ora chiedono la colazione… ma fino a quando sarà così?”, incalza. Polidori ha notato che i due sedicenni si grattano di continuo. “Credo che abbiano la scabbia, come la maggior parte dei profughi. Ma io non sono obbligato a portarli in ospedale con la mia auto", afferma, “non voglio rischiare che le mie figlie si contagino. Tra ieri sera e stamattina”, racconta ancora, “per qualche ora mi hanno dato il cambio alcuni collaboratori, tra cui il segretario della Lega di Muggia Giorgio De Santics. Anche perché io ho una famiglia e stamattina ho dovuto portare le mie bambine a scuola. Loro sicuramente non le abbandono. Poi sono ritornato qui, in auto, ad aspettare che qualcuno faccia qualcosa”.