Container, barriere e filo spinato: ecco il Cpr per chi arriva dai Paesi sicuri
di Alessandra ZinitiContainer, barriere new jersey e filo spinato. Eccolo il nuovo Cpr di Pozzallo destinato ad ospitare da lunedì i richiedenti asilo, provenienti dai cosiddetti Paesi sicuri, che verranno trattenuti direttamente allo sbarco e rinchiusi qui in attesa dell’esame della loro richiesta di asilo. Che dovrebbe avvenire entro cinque settimane, con le cosiddette procedure accelerate di frontiera (come previsto dal decreto Cutro). Poi chi dovesse ottenere la protezione verrà immesso nel circuito dell’accoglienza, chi avrà il diniego (e vista la provenienza da Paesi sicuri si ritiene sia la stragrande maggioranza) dovrà essere rimpatriato. Sempre che esistano accordi di riammissione con i Paesi d’origine.
Da lunedì – come annunciato oggi dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi – i primi 84 richiedenti asilo saranno costretti a trascorrere le loro prime cinque settimane in Italia in questo che appare a tutti gli effetti un carcere. Un padiglione separato dagli altri nel nuovo centro realizzato…
Container, barriere new jersey e filo spinato. Eccolo il nuovo Cpr di Pozzallo destinato ad ospitare da lunedì i richiedenti asilo, provenienti dai cosiddetti Paesi sicuri, che verranno trattenuti direttamente allo sbarco e rinchiusi qui in attesa dell’esame della loro richiesta di asilo. Che dovrebbe avvenire entro cinque settimane, con le cosiddette procedure accelerate di frontiera (come previsto dal decreto Cutro). Poi chi dovesse ottenere la protezione verrà immesso nel circuito dell’accoglienza, chi avrà il diniego (e vista la provenienza da Paesi sicuri si ritiene sia la stragrande maggioranza) dovrà essere rimpatriato. Sempre che esistano accordi di riammissione con i Paesi d’origine.
Da lunedì – come annunciato oggi dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi – i primi 84 richiedenti asilo saranno costretti a trascorrere le loro prime cinque settimane in Italia in questo che appare a tutti gli effetti un carcere. Un padiglione separato dagli altri nel nuovo centro realizzato quest’estate tra Modica e Pozzallo con 300 posti: 84 destinati alle procedure accelerate di frontiera per i richiedenti asilo, gli altri estensione dell’hotspot principale che sta al porto.
È a questi richiedenti asilo che verrà applicata la nuova norma che tanto sta facendo discutere della cauzione da 5.000 euro ( da versare sotto forma di fidejussione bancaria individuale) che il Viminale chiederà in cambio della libertà a chi vuole evitare il trattenimento.
Perplesso il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna: “Sarà tutto da sperimentare – dice – sicuramente porteranno qui perlopiù cittadini tunisini, gli unici che si riesce in qualche modo a rimpatriare se non viene riconosciuta la protezione internazionale. La struttura verrà gestita direttamente dal Viminale, la sicurezza affidata alla polizia di Stato. Io ho chiesto garanzie di condizioni di vita dignitose all’interno della struttura e di umanità, perché parliamo sempre di uomini e donne e non di numeri”.