"In genere mostrare il cadavere è un segnale, un messaggio per qualcuno, nel linguaggio criminale. Nell’ambito della criminalità organizzata maturano questo tipo di omicidi con sevizie e in genere sono legati o a una punizione nei confronti di qualcuno che ha tradito oppure a un regolamento di conti per un affare di cuore. I delitti più efferati si commettono per queste due ragioni”. A parlare del ritrovamento del cadavere a Trieste di qualche ora fa, interpellato da Repubblica, è Antonio Del Greco, un poliziotto di lungo corso che la criminalità organizzata, a cominciare dalla Banda della Magliana per proseguire con la mafia cinese, l’ha combattuta a muso duro.
Un omicidio assurdo in una città come Trieste in cui apparentemente non esiste la mafia, le ricorda qualcosa?
"Quando ho letto di questa notizia mi è venuto in mente l’omicidio di inizio anno commesso dal boss romano di Casalotti Leandro Bennato, il 44enne romano rivale dell’ex capo ultrà degli Irriducibili della Lazio Fabrizio Piscitelli. Dopo aver scoperto che gli erano stati rubati 107 chili di cocaina, ha messo in atto - secondo la Procura capitolina - un’operazione paramilitare per recuperare il prezioso carico di droga, del valore di circa 5 milioni di euro. Sequestrò per una settimana in una baracca 4 persone che riteneva responsabili del furto e li seviziò, uno con gli aghi sotto le unghie, un altro con la fiamma ossidrica usata per sciogliere le guaine bituminose spalmate sul suo corpo. Quest’ultimo morì”.
Che significato ha nel lessico della mala bruciare, provocare ustioni sul corpo di una persona?
"Quello di infliggere una punizione corporale che lavi via il male fatto. Ad esempio se si brucia la nuca, può essere interpretato come lavare via l’aver pensato e dunque agito male nei confronti del boss oppure l’aver provocato o aver avuto l’intenzione di ‘mettere corna’, sempre per quella duplice motivazione che conduce agli efferati omicidi”.
E appenderlo a un cavalcavia?
“In questo modo lo metti alla gogna, esibisci quello a cui va incontro chi commette errori di cui sopra. Ora va scavato a fondo nel passato dell’uomo per capire quale pista imboccare”.
Nelle sue tasche è stato trovato un biglietto scritto in italiano e in asiatico. Anche la criminalità cinese, visto che lei è un esperto anche di questo, agisce in questo modo?
“La mafia cinese è molto cattiva, arriva ad agire anche con mutilazioni e il repertorio di fuoco, ustioni, sevizie che ha subito la vittima ritrovata a Trieste. Quanto all’ostentazione del cadavere ricordo un procuratore di Shangai che mi raccontava che nei piccoli paesi della Cina ci sono regolamenti di conti addirittura dettati dalla giustizia. Una volta un tizio alto e grosso in un piccolo paese dell’entroterra, dava fastidio a tutti con molestie e violenze. Lo arrestarono e i giudici ordinarono di tagliargli una gamba cosicché tutti potessero vedere le conseguenze di cattive azioni”.