Crippa: “La via diplomatica ha fallito è ora di tornare ai respingimenti”
di Emanuele Lauria“La via diplomatica, sull’emergenza immigrazione, mostra ogni giorno di più i suoi limiti. Temo che dovremo fare da soli, utilizzando i mezzi che l’Italia ha disposizione. Bisogna tornare ai respingimenti”. Non rinunciando al ruolo di bulldozer della Lega, il vicesegretario Andrea Crippa lancia un messaggio chiaro. All’Europa, certo, ma anche alla premier Giorgia Meloni: “Bisogna decidere se amministrare il problema in maniera ordinaria o straordinaria. Serve coraggio, occorre rischiare del proprio come faceva Salvini”. E’ un ragionamento che parte dall’accordo sul taglio agli extraprofitti delle banche, ultima spina per il governo.
L’intesa raggiunta è una retromarcia?
“No, si è deciso in armonia di andare incontro alle banche popolari, quelle che favoriscono l’economia dei territori, che sono un punto di riferimento per tanti contribuenti. Io ne so qualcosa, essendo tra questi…”
Ad agosto il testo è stato oggetto di polemiche interne alla maggioranza e scontro con il sistema bancario…
“La via diplomatica, sull’emergenza immigrazione, mostra ogni giorno di più i suoi limiti. Temo che dovremo fare da soli, utilizzando i mezzi che l’Italia ha disposizione. Bisogna tornare ai respingimenti”. Non rinunciando al ruolo di bulldozer della Lega, il vicesegretario Andrea Crippa lancia un messaggio chiaro. All’Europa, certo, ma anche alla premier Giorgia Meloni: “Bisogna decidere se amministrare il problema in maniera ordinaria o straordinaria. Serve coraggio, occorre rischiare del proprio come faceva Salvini”. E’ un ragionamento che parte dall’accordo sul taglio agli extraprofitti delle banche, ultima spina per il governo.
L’intesa raggiunta è una retromarcia?
“No, si è deciso in armonia di andare incontro alle banche popolari, quelle che favoriscono l’economia dei territori, che sono un punto di riferimento per tanti contribuenti. Io ne so qualcosa, essendo tra questi…”
Ad agosto il testo è stato oggetto di polemiche interne alla maggioranza e scontro con il sistema bancario.
“In quell’occasione è stato fissato un principio. Chi ha ricevuto di più deve fare un sacrificio a favore di imprese e lavoratori. Abbiamo chiesto alle banche di aiutare i ceti più deboli. Paradigma diverso rispetto quello utilizzato a chi, in passato, con i soldi pubblici ha agevolato i parassiti, chi non cercava neppure un impiego, per mero tornaconto elettorale. Penso ai 5Stelle e al reddito di cittadinanza, ovviamente”.
Resta il fatto che avete dovuto cambiare la norma. Lo Stato incasserà di meno?
“Con l’ultimo emendamento rafforziamo i patrimoni delle piccole banche ma si prevedono comunque incassi per le casse pubbliche, da reinvestire nel cuneo fiscale: daremo 250 euro in più l’anno, di media, a ogni dipendente. Abbiamo recepito le osservazioni di Abi e Bce. Ma mi faccia dire una cosa: vorrei che il senso di responsabilità che abbiamo mostrato noi, in particolare il ministro Giorgetti, fosse manifestato anche dall’Europa e dai suoi principali Paesi, in temi ugualmente rilevanti. E parlo dei migranti”.
Allude alle ultime decisioni della Germania.
“Sta emergendo che c’è un governo, quello tedesco, che sta foraggiando le ong per portare i clandestini in Italia. E fare concorrenza al ribasso ai nostri lavoratori. Mi sembra che ci sia una regia da parte di alcuni governi, per far sì che l’Italia continui a essere porto di sbarco dell’Africa. E l’Europa continua a far finta di nulla”.
Salvini aveva già parlato di una regia, ma senza grande eco nel governo.
“Mi sembra evidente che avesse ragione”.
Qual è la soluzione, secondo voi?
“Temo che nei prossimi giorni dovremo attrezzarci a risolvere i problemi da soli, visto che per il resto non facciamo che assistere a passerelle e proclami”.
Cosa significa “fare da soli”?
“Utilizzare i mezzi che l’Italia a disposizione per respingere le Ong come faceva Salvini. Occorre decidere se amministrare questo problema enorme in maniera ordinaria o straordinaria. Sull’immigrazione serve coraggio, rischiare qualcosa del proprio come ha fatto Salvini. Certo, la sinistra ha deciso di mandare Matteo a processo e questo precedente indebolisce il nostro Paese nella lotta ai trafficanti”.
Sembra però una sconfessione di Piantedosi, che è il vostro ministro dell’Interno.
“No, Piantedosi come Meloni, sta facendo tutto il possibile e il governo è compatto gli sforzi possibili. Ma dall’altra parte c’è un muro, continuano a prenderci in giro e ci lasciano soli. Dobbiamo fare di necessità virtù. Non ci sono interlocutori affidabili: non mi sembra che l’Europa stia mantenendo i patti, ad esempio, sul finanziamento dell’accordo con Tunisi. Dicono che qualche fondo si sia sbloccato, ma non è così. E la Germania paga le Ong, mentre in Italia gli amministratori del Pd negavano l’emergenza e ora rifiutano i Cpr”.
A un anno dalle elezioni, cosa ha portato secondo lei la Lega a questo governo? E in cosa può migliorare l’azione dell’esecutivo?
“Sul piano economico, e nel lavoro sulle infrastrutture, il nostro contributo è stato determinante. La realizzazione del Ponte sullo Stretto si sta sbloccando, so quanto sia testardo Salvini e sono certo che l’opera si farà. Sull’immigrazione finora si è cercata l’interlocuzione, il dialogo con l’Europa. Ma da domani il nostro elettorato e gli italiani si attendono un atteggiamento più deciso e incisivo”.
E’ partita la campagna elettorale per le Europee e avete annunciato un raduno delle forze di destra che fanno parte del gruppo di Id, da Le Pen ai tedeschi di Afd. L’invito è esteso anche ai Conservatori di Meloni ei Popolari di Tajani?
“Certo, l’invito è esteso a tutte le forze politiche di destra e di Centro, che non vogliono governare con i socialisti. Credo che tutti dovrebbero ricordarsi dell’esempio di Silvio Berlusconi, che in Italia ha saputo amalgamare nel centrodestra forze politiche di tradizione diversa come alternativa alla sinistra. Stiamo facendo lo stesso. Ed è un errore grossolano definire il nostro appello all’unità un progetto solo per le destre estreme”.