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Caro-affitti, tornano le tende degli universitari. “Il governo non ha mantenuto le promesse: ci sentiamo traditi”

La protesta degli studenti in tutta Italia contro l’emergenza abitativa: un ragazzo su tre non riesce a pagarsi l’alloggio. “Noi vogliamo restare qui ma i costi sono troppo alti. Occorre un intervento immediato sugli studentati pubblici”
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Era maggio quando a Milano, su iniziativa della studentessa del Politecnico Ilaria Lamera, spuntarono le prime tende contro il caro affitti davanti alle università italiane. Da piazza Leonardo Da Vinci, gli igloo si diffusero poi a macchia di leopardo in tutte le principali città universitarie: Roma, Padova, Bologna.

Un ragazzo su tre non riesce a pagare l’affitto

Sono passati quattro mesi e mezzo e le tende sono tornate, e con loro anche gli studenti senza casa per la mancanza di alloggi universitari (ora se ne contano 50mila per 830mila fuorisede in tutto), le locazioni troppo alte (un’indagine Cgil-Udu-Sunia ha stimato che un ragazzo su tre non riesce a pagare l’affitto), gli idonei non vincitori di borsa (teoricamente meritevoli ma nella pratica tagliati fuori dalle assegnazioni) e così via.

In piazzale Aldo Moro, davanti alla Sapienza di Roma, sono spuntati i primi igloo della fase 2 della mobilitazione. La prima notte è già trascorsa all’aperto sotto le stelle. E a far colazione…

Era maggio quando a Milano, su iniziativa della studentessa del Politecnico Ilaria Lamera, spuntarono le prime tende contro il caro affitti davanti alle università italiane. Da piazza Leonardo Da Vinci, gli igloo si diffusero poi a macchia di leopardo in tutte le principali città universitarie: Roma, Padova, Bologna.

Un ragazzo su tre non riesce a pagare l’affitto

Sono passati quattro mesi e mezzo e le tende sono tornate, e con loro anche gli studenti senza casa per la mancanza di alloggi universitari (ora se ne contano 50mila per 830mila fuorisede in tutto), le locazioni troppo alte (un’indagine Cgil-Udu-Sunia ha stimato che un ragazzo su tre non riesce a pagare l’affitto), gli idonei non vincitori di borsa (teoricamente meritevoli ma nella pratica tagliati fuori dalle assegnazioni) e così via.

In piazzale Aldo Moro, davanti alla Sapienza di Roma, sono spuntati i primi igloo della fase 2 della mobilitazione. La prima notte è già trascorsa all’aperto sotto le stelle. E a far colazione con loro c’è anche una delegazione parlamentare di Pd e M5s, oltre a esponenti della Cgil e delle associazioni che sostengono la mobilitazione.

Promesse non mantenute

“Abbiamo deciso di protestare – spiegano gli studenti dell’Udu in picchetto permanente - in quanto il Governo continua ad ignorare il caro studi e la crisi abitativa, senza attuare alcuna soluzione concreta. Ci sentiamo traditi rispetto alle promesse che avevamo ricevuto prima dell’estate”.

La ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha fatto sapere di aver trovato e scremato circa 67mila nuovi alloggi messi a disposizione da enti pubblici e privati nel censimento avviato dal suo dicastero e pronti ad essere trasformati in posti letto per studenti con i fondi del Pnrr entro il 2026, secondo le richieste della Commissione europea. Ma per gli studenti non è abbastanza, è troppo tardi e non si fidano. Per questo l’acampada studentesca, le “tendate” come le chiamano loro, stanno tornando e coinvolgeranno almeno 25 città universitarie, da Sud a Nord. Si comincia con Lecce, Palermo, Torino, Bologna e Perugia. Lo slogan scelto è “Vorrei un futuro qui” e serve per “chiedere misure urgenti per poter studiare e lavorare in Italia, senza dover emigrare all'estero”.

Intervenire subito sugli studentati pubblici

“Il Consiglio dei ministri – spiega Camilla Piredda, sempre dell'Udu, dietro un assegno gigante esposto in piazza – interverrà sugli idonei non beneficiari del precedente anno accademico che non avevano ancora ricevuto la borsa di studio, stanziando 17 milioni di euro. È un piccolo passo avanti, ma non è possibile rincorrere in questo modo le emergenze e fare aspettare un anno gli studenti senza borsa. Chiediamo al Presidente Meloni e al Ministro Bernini di trovare urgentemente uno o due miliardi di euro per intervenire su studentati pubblici, affitti, borse di studio, salute mentale e caro libri. Oltre a smettere di sprecare le risorse del Pnrr per gli alloggi privati che costano mille euro al mese”.

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