Migranti, ok al decreto che apre la fase 2. Una stretta sui richiedenti asilo. Meloni: “Espelliamo subito i più pericolosi”
Roma — L’ossessione delle espulsioni. E pazienza se poi, in assenza di accordi per i rimpatri, resteranno solo sulla carta. La fase 2 del governo Meloni per la gestione dei flussi migratori che hanno già portato oltre 132.000 persone in Italia nel 2023 si apre con un decreto d’urgenza (così lo ha definito il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi), approvato ieri in Consiglio dei ministri, con il quale il governo si propone di stanare i presunti falsi minori migranti e di espellerli subito così come i migranti ritenuti socialmente pericolosi anche se richiedenti asilo o già in Italia da anni con permesso di soggiorno.
«Rendiamo più veloci le espulsioni degli immigrati irregolari pericolosi, introduciamo la piena tutela per tutte le donne e manteniamo quella per i minori ma con le nuove regole non sarà più possibile mentire sull’età reale», sintetizza la premier Giorgia Meloni. Mentre Piantedosi si affretta a sottolineare che «per i sedicenti minori» non saranno ridotte le tutele, anc…
Roma — L’ossessione delle espulsioni. E pazienza se poi, in assenza di accordi per i rimpatri, resteranno solo sulla carta. La fase 2 del governo Meloni per la gestione dei flussi migratori che hanno già portato oltre 132.000 persone in Italia nel 2023 si apre con un decreto d’urgenza (così lo ha definito il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi), approvato ieri in Consiglio dei ministri, con il quale il governo si propone di stanare i presunti falsi minori migranti e di espellerli subito così come i migranti ritenuti socialmente pericolosi anche se richiedenti asilo o già in Italia da anni con permesso di soggiorno.
«Rendiamo più veloci le espulsioni degli immigrati irregolari pericolosi, introduciamo la piena tutela per tutte le donne e manteniamo quella per i minori ma con le nuove regole non sarà più possibile mentire sull’età reale», sintetizza la premier Giorgia Meloni. Mentre Piantedosi si affretta a sottolineare che «per i sedicenti minori» non saranno ridotte le tutele, anche se l’autodichiarazione di minore età non verrà più accettata ma sarà verificata con accertamenti antropometrici e se, in caso di saturazione delle strutture a loro dedicate, dai 16 anni in su potranno essere ospitati nei centri di accoglienza per adulti, «ma solo fino a 90 giorni», sottolinea il ministro. Peccato che nel provvedimento non ci sia nulla per aumentare i posti di accoglienza riservati ai minori, come invece chiesto da mesi dai sindaci.
Ma il vero obiettivo del decreto, questo non dichiarato, è stringere le maglie anche sulle richieste di asilo. Con norme da azzeccagarbugli che rendono sempre più difficile, per chi sbarca sulle nostre coste o arriva via terra dalla rotta balcanica, esercitare il suo diritto d’asilo. E dunque, a un migrante per vedersi cancellare la domanda basterà non presentarsi all’appuntamento presso l’ufficio di polizia per la formalizzazione della richiesta (cosa che accade spesso per difficoltà oggettive), mentre sarà praticamente impossibile presentare una nuova domanda se, dopo la bocciatura della prima, è in corso il procedimento di espulsione.
I giuristi la chiamano già la norma “elimina-profughi” e spiegano che è forse quella che avrà il più alto impatto. Perché l’articolo 4 del nuovo decreto immigrazione fornisce uno strumento formidabile per cancellare le domande dei migranti che, al momento dello sbarco hanno manifestato l’intenzione di chiedere asilo, ma non si presentano poi all’appuntamento presso l’ufficio di polizia previsto per la formalizzazione. «Cosa che - spiega Gianfranco Schiavone, giurista di Asgi – considerata la non conoscenza dei luoghi, la confusione, le difficoltà linguistiche e non ultimo i trasferimenti e la precarietà dell’accoglienza, normalmente accade a 4 migranti su 10. Ed ecco che migliaia di persone, per un appuntamento mancato, semplicemente per l’Italia non esistono più, come non fossero mai arrivate. È una misura assolutamente illegittima». Nel 2022, a fronte di 105.000 migranti arrivati via mare e 20.000 sulla rotta balcanica, le richieste di asilo presentate sono state 77.000, dunque il 60%. Fatte le debite proporzioni con gli arrivi di quest’anno, l’Italia potrebbe cancellare 50.000 domande di asilo. Ma non solo: se il migrante non è stato neanche fotosegnalato e registrato, non potrà neanche più essere rispedito in Italia se fermato in un altro Paese europeo. Un modo per eludere gli obblighi del regolamento di Dublino.
Espulsioni, rimpatri e respingimenti. La fase 2 del governo Meloni si apre così, stando alle parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio, cofirmatario del provvedimento: «Venticinque anni di fallimenti. Ora questo provvedimento vorrebbe essere l’opposto. Tutte le persone che avrebbero dovuto essere espulse dal territorio italiano venivano raggiunte da un provvedimento cartaceo che rimaneva ineseguito».