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Migranti, papa Francesco: “Intollerabile che il Mediterraneo diventi una tomba”. La Cei: “Tutelare la dignità delle persone”

(reuters)
All’udienza generale parla ai fedeli del recente viaggio in Francia: “Da Marsiglia uno sguardo semplicemente umano, non ideologico, non strategico, non politicamente corretto né strumentale”. I vescovi al Governo: “Non ridurre il problema a misure detentive”
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“Il Mediterraneo è culla di civiltà, e una culla è per la vita: non è tollerabile che diventi una tomba, e nemmeno un luogo di conflitto”: così papa Francesco nel corso dell’udienza generale di questa mattina in piazza San Pietro. La Conferenza episcopale italiana fa appello affinché il Governo tuteli la “dignità” delle persone.

“Da Marsiglia un messaggio non ideologico”

“Il Mare Mediterraneo è quanto di più opposto ci sia allo scontro tra civiltà, alla guerra, alla tratta di esseri umani”, ha detto Jorge Mario Bergoglio riferendo ai fedeli il suo viaggio a Marsiglia, venerdì e sabato scorso, per concludere gli “incontri mediterranei” che, alla presenza del presidente francese Emmanuel Macron, sono stati incentrati sulla situazione dei migranti che dall’Africa cercando di raggiungere l’Europa: “È l’esatto opposto perché il Mediterraneo mette in comunicazione l’Africa, l’Asia e l’Europa, il nord e il sud, l’oriente e l’occidente, le persone e le culture, i popoli e le lingue, le filoso…

“Il Mediterraneo è culla di civiltà, e una culla è per la vita: non è tollerabile che diventi una tomba, e nemmeno un luogo di conflitto”: così papa Francesco nel corso dell’udienza generale di questa mattina in piazza San Pietro. La Conferenza episcopale italiana fa appello affinché il Governo tuteli la “dignità” delle persone.

“Da Marsiglia un messaggio non ideologico”

“Il Mare Mediterraneo è quanto di più opposto ci sia allo scontro tra civiltà, alla guerra, alla tratta di esseri umani”, ha detto Jorge Mario Bergoglio riferendo ai fedeli il suo viaggio a Marsiglia, venerdì e sabato scorso, per concludere gli “incontri mediterranei” che, alla presenza del presidente francese Emmanuel Macron, sono stati incentrati sulla situazione dei migranti che dall’Africa cercando di raggiungere l’Europa: “È l’esatto opposto perché il Mediterraneo mette in comunicazione l’Africa, l’Asia e l’Europa, il nord e il sud, l’oriente e l’occidente, le persone e le culture, i popoli e le lingue, le filosofie e le religioni. Certo, il mare è sempre in qualche modo un abisso da superare, e può anche diventare pericoloso. Ma le sue acque custodiscono tesori di vita, le sue onde e i suoi venti portano imbarcazioni di ogni tipo”, ha proseguito il Papa, che a Marsiglia ha difeso con forza le organizzazioni non governative che soccorrono i migranti naufraghi.

Cei: “Soluzione non è solo contenimento e respingimento”

La Conferenza episcopale italiana ha commentato con “preoccupazione” la stretta del governo di Giorgia Meloni sui migranti. “Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione”, ha detto il segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Baturi, in risposta ad una domanda dei giornalisti sui centri di rimpatrio, la stretta sui minori e l’ipotesi di una cauzione, “perché una soluzione del problema solo in termini di contenimento, di respingimento e di ordine pubblico non fa giustizia al fenomeno e alla dignità dell’uomo”. Per quanto riguarda in particolare i minori non accompagnati, “bisogna proteggerli e conoscere le loro storie”, ha detto l’arcivescovo di Cagliari nel corso della conferenza stampa che ha concluso il consiglio episcopale permanente: “Penso che sia possibile un dialogo con terzo settore e istituzioni locali per rispondere adeguatamente alla questione”.

"Il valore primario dell’essere umano”

Nel corso della udienza mattutina, il Papa ha voluto sottolineare come dalla città francese sia uscito “uno sguardo sul Mediterraneo che definirei semplicemente umano, non ideologico, non strategico, non politicamente corretto né strumentale: umano, cioè capace di riferire ogni cosa al valore primario della persona umana e della sua inviolabile dignità. E nello stesso tempo è uscito uno sguardo di speranza. Questo è oggi molto sorprendente: quando ascolti i testimoni che hanno attraversato situazioni disumane o che le hanno condivise, e proprio da loro ricevi una professione di speranza, e anche uno sguardo di fraternità”, ha detto ancora Bergoglio, che ha voluto ringraziare pubblicamente Macron, “che con la sua presenza ha testimoniato l’attenzione della Francia intera all’evento di Marsiglia”.

"Il Mediterraneo mosaico di civiltà e speranza”

"Fratelli e sorelle”, ha detto ancora il Papa, “questa speranza non può e non deve volatilizzarsi, no, al contrario deve organizzarsi, concretizzarsi in azioni a lungo, medio e breve termine. Perché le persone in piena dignità, possano scegliere di emigrare o di non emigrare. Il Mediterraneo deve essere un messaggio di speranza”. Sotto lo sguardo della Madonna “Notre Dame de la Garde”, venerata a Marsiglia come protettrice di marinai e migranti, ha detto il Papa, la regione del Mediterraneo può diventare “ciò che da sempre è chiamata a essere: un mosaico di civiltà e di speranza”.

Il messaggio ai polacchi: “Aiutate gli ucraini”

Nel corso dei saluti finali ai diversi gruppi di fedeli presenti all’interno del colonnato berniniano, Bergoglio ha voluto esortare i pellegrini polacchi a sostenere gli ucraini: “Ricordatevi dei vostri fratelli e sorelle dell’Ucraina”, ha detto, “costretti a lasciare la propria patria, afflitta dalla guerra, che cercano l’aiuto, il rifugio e la benevolenza nel vostro Paese. Manifestate loro l’accoglienza evangelica”.

La preoccupazione della Cei per l’autonomia differenziata

La Cei ha espresso “preoccupazione” anche per il disegno di legge sull’autonomia differenziata: “Il percorso è appena avviato”, ha detto monsignor Baturi, “ma ci preoccupa che il meccanismo ipotizzato vada ad aggravare diseguaglianze, ad esempio nella sanità. Crediamo che vada differenziato l’aiuto per venire incontro a eventuale lacune o diseguaglianze. Non si dovrebbe allargare l’eventuale diseguaglianza tra parti del paese, che ha una naturale vocazione all’unità”, ha detto ancora il segretario della Cei, sottolineando che per i vescovi “il tema della solidarietà nazionale è un tema molto serio”.

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