Il governo Meloni non aggiunge neppure un euro al capitolo di bilancio destinato a premiare le eccellenze della maturità 2023. E i diplomati con 100 e lode dello scorso mese di luglio si dovranno accontentare di un centinaio di euro in tutto. Nonostante il cambio di denominazione in ministero dell’Istruzione e del Merito, ai maturati più meritevoli degli ultimi esami di Stato andranno quindi pochi spiccioli. Quando nel 2007 a viale Trastevere sedeva Giuseppe Fioroni, che volle un premio per i diplomati col massimo dei voti, il ministero si chiamava della Pubblica istruzione e assegnava ben mille euro ad ogni cervellone. Adesso, il dicastero dell’Istruzione e del Merito li gratifica con 100 euro. Un decimo.
Giuseppe Fioroni e l’istituzione del premio
Fu nel 2007 che l’allora ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, apportò alcune modifiche agli esami di Stato del secondo ciclo, introducendo tra le altre cose la lode per gli studenti che avevano brillato agli esami e che nel corso degli ultimi tre anni avevano portato a casa pagelle di tutto rispetto. E istituendo il premio per coloro che avevano conseguito il titolo con 100 e lode. Per conquistare la lode è necessario essere promossi con una media superiore al nove negli ultimi tre anni, senza neppure un sette, avere ottenuto il massimo del punteggio in tutte le prove scritte degli esami e avere convinto la commissione che si deve esprimere all’unanimità sull’assegnazione della lode. Insomma, una carriera scolastica impeccabile.
Il ritorno all’esame tradizionale e il calo dei laudati
I 100 euro di quest’anno sono in aumento rispetto ai 73 del 2022 e ai 90 euro del 2021. Ma l’incremento rispetto allo scorso anno è dovuto semplicemente al fatto che i diplomati con lode sono stati 13.414, in calo rispetto a un anno fa quando se ne contarono 16.510. Oltre 3 mila in più. Il calo dei laudati è dovuto al ritorno all’esame tradizionale, con più prove, in luogo di quello adottato nel corso dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Lo scorso anno, in altri termini, a spartirsi l’intero budget stanziato dall’esecutivo furono di più e il “premio” arrivò al minimo storico.
Dai 5 milioni del 2007 all’1,7 di oggi. Senza contare l’inflazione
Nel 2007, quando venne emanata la legge, il totale destinato alle eccellenze era di 5 milioni di euro, da suddividere tra coloro che avevano ottenuto la lode e coloro che si erano piazzati in buona posizione o avevano vinto competizioni nazionali o internazionali, tra cui le olimpiadi di Matematica, quelle di Fisica o di Scienze, i certamina e i kangourou, mostre e concorsi. Intanto, dopo 16 anni, la svalutazione del denaro ha rosicchiato circa un terzo del potere d’acquisto degli italiani. E per tenerne conto i 5 milioni del 2007 sarebbero dovuti salire a 6,82 milioni. Invece sono stati ridotti a 1,71 milioni: un quarto del totale.
Le vittorie inspiegabili: 2.640 lodi in Campania e 762 in Lombardia
La polemica. Il capitolo delle lodi alla maturità è sempre stato accompagnato da polemiche per via della sperequazione di cervelloni tra nord e sud del paese. Quest’anno, il 54% delle eccellenze dei 100 e lode è stato assegnato al Sud. Per comprendere l’enorme differenza tra le realtà scolastiche del Belpaese, basta citare due dati: le 762 lodi della Lombardia e i 2.640 della Campania. Una differenza che stride, soprattutto se confrontata con gli esiti dei test Invalsi, dove i diplomati delle regioni settentrionali mostrano competenze di gran lunga superiori ai compagni meridionali.