Circhi con gli animali bocciati: 3 su 4 sono contrari. La Lav al governo: “Basta sfruttamento e stop ai fondi, ora si attui la legge”
di Viola GiannoliCi sono ancora almeno duemila animali nelle gabbie e sotto i tendoni dei circhi che girano l’Italia. Leoni, elefanti, tigri, orsi cammelli spesso costretti a esercizi innaturali, sottoposti ad addestramenti stressanti per la loro salute o basati, talvolta, su violenze fisiche e psicologiche, rinchiusi in spazi angusti, legati a catene, lasciati tra uno spettacolo e l’altro in ambienti non adeguati.
3 su 4 contrari ai circhi con animali
Eppure, secondo una indagine che la Lav (Lega anti vivisezione) ha commissionato a Doxa a settembre su un campione di intervistati di qualsiasi orientamento politico e provenienza tra 18 e 74 anni, tre italiani su quattro (76%) si sono detti contrari all’uso degli animali nei circhi. Quattro su cinque (79%) hanno dichiarato di essere favorevoli a destinare i fondi pubblici, attualmente riservati anche ai circhi con zebre o ippopotami, solo a quelli che si riconvertiranno in show itineranti con giocolieri, trapezisti, acroba…
Ci sono ancora almeno duemila animali nelle gabbie e sotto i tendoni dei circhi che girano l’Italia. Leoni, elefanti, tigri, orsi cammelli spesso costretti a esercizi innaturali, sottoposti ad addestramenti stressanti per la loro salute o basati, talvolta, su violenze fisiche e psicologiche, rinchiusi in spazi angusti, legati a catene, lasciati tra uno spettacolo e l’altro in ambienti non adeguati.
3 su 4 contrari ai circhi con animali
Eppure, secondo una indagine che la Lav (Lega anti vivisezione) ha commissionato a Doxa a settembre su un campione di intervistati di qualsiasi orientamento politico e provenienza tra 18 e 74 anni, tre italiani su quattro (76%) si sono detti contrari all’uso degli animali nei circhi. Quattro su cinque (79%) hanno dichiarato di essere favorevoli a destinare i fondi pubblici, attualmente riservati anche ai circhi con zebre o ippopotami, solo a quelli che si riconvertiranno in show itineranti con giocolieri, trapezisti, acrobati. E praticamente la stessa percentuale (80%) si ritrova tra chi vorrebbe andare a vedere un circo senza animali.
Un dato significativo visto che già nel 2017 un rapporto del Censis commissionato sempre dalla Lav indicava come i circhi con animali fossero in grave crisi economica; una riconversione artistica e imprenditoriale del settore si farebbe quindi sempre più urgente per poter dare un futuro occupazionale a uno spettacolo che rischia altrimenti via via di scomparire.
La legge
"Alla luce di questi numeri – dice Eleonora Panella, responsabile dell’area animali esotici della Lav, associazione che dal ‘79 si batte anche liberando e ospitando animali vittime di qualche circo che li sfrutta – chiediamo al governo, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano di procedere all’attuazione della legge delega sullo spettacolo 106 del 2022, con i tempi e i modi per il ‘superamento dell’uso degli animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti’, ponendo fine a questa grande sofferenza per gli animali”.
Più di 50 Paesi dell’Unione europea e del resto del mondo hanno vietato o fortemente limitato l’uso di felini che saltano nei cerchi infuocati, orsi che applaudono, elefanti arrampicati sopra le pedane, mammiferi sulla groppa di cavalli, lama addobbati, dromedari mascherati.
In Italia si era fatto un primo tentativo nel novembre del 2017 ma la legge delega per il graduale superamento dell’utilizzo di animali per attività circensi era stata lasciata scadere. Nel luglio del 2022 è stata approvata una seconda legge delega; la legge attuativa era attesa entro maggio 2023 ma è stata posticipata ad agosto 2024, termine ultimo per approvarla. Se decade anche questa bisognerà ricominciare daccapo.
Un’occasione da non perdere
"Il governo Meloni, che ha già esteso di un anno i tempi inizialmente previsti, non aspetti la fine dell’estate prossima – prosegue Panella di Lav – Intervenire subito, adesso è basilare. L’inserimento da quasi due anni nell’articolo 9 della Costituzione della tutela degli animali costituisce un fondamentale punto di partenza che non può restare lettera morta. La legge delega sarebbe la prima occasione per mettere concretamente in pratica questo principio fondamentale della nostra Carta”.