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Covid e scuola: niente circolare sui positivi asintomatici

Il ministero della Salute ha deciso di congelare tutto: Vaia punta su prevenzione e vaccini
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Niente circolare sui positivi asintomatici a scuola. Dopo riunioni, incontri interministeriali, discussioni con i tecnici dell’Istituto superiore di sanità su come scriverla, il ministero alla Salute decide di congelare tutto. Non c’è bisogno di indicare cosa fare con i ragazzi, o il personale, che in base a un tampone risultino positivi. Il capo della Prevenzione del ministero Francesco Vaia, che aveva annunciato l’atto, decide dunque di aspettare.

E’ l’andamento dei contagi a suggerire di prendere tempo. I casi di Covid nell’ultima settimana sono aumentati di poco, nei prossimi giorni la curva potrebbe invertire la tendenza, se si procede così. Lo stesso Vaia lascia intendere che il motivo dello stop sia proprio la situazi…

Niente circolare sui positivi asintomatici a scuola. Dopo riunioni, incontri interministeriali, discussioni con i tecnici dell’Istituto superiore di sanità su come scriverla, il ministero alla Salute decide di congelare tutto. Non c’è bisogno di indicare cosa fare con i ragazzi, o il personale, che in base a un tampone risultino positivi. Il capo della Prevenzione del ministero Francesco Vaia, che aveva annunciato l’atto, decide dunque di aspettare.

E’ l’andamento dei contagi a suggerire di prendere tempo. I casi di Covid nell’ultima settimana sono aumentati di poco, nei prossimi giorni la curva potrebbe invertire la tendenza, se si procede così. Lo stesso Vaia lascia intendere che il motivo dello stop sia proprio la situazione epidemiologica. “Come ampiamente previsto – ha detto venerdì – assistiamo a un ulteriore rallentamento dei nuovi casi e rimane assolutamente irrilevante l’impatto sugli ospedali. Non si evince, in questa fase, alcuna necessità di misure straordinarie”.

Probabilmente il direttore, che ormai ha preso la scena del ministero, dicendo misure straordinarie intendeva parlare proprio della circolare su cui tanto ha lavorato lui stesso nei giorni scorsi. “Sto parlando con le Regioni e con l’Istituto superiore di sanità, subito dopo farò un confronto con il ministero dell’Istruzione. Spero in un paio di giorni di chiudere”, diceva la settimana scorsa. In effetti ci sono state varie riunioni per decidere qualcosa. A un certo punto si pensava di raccomandare a tutti i positivi accertati (asintomatici e non) di restare a casa cinque giorni, perché (è sempre Vaia a parlare, questa volta il 20 settembre) “bisogna evitare assolutamente il ritorno delle mascherine a scuola e della Dad. Per fare questo abbiamo istituito un tavolo interdisciplinare tra ministero della Salute, Istruzione e merito, Pubblica amministrazione e con il ministero del Lavoro per verificare insieme quali misure adottare per dare serenità ai ragazzi, al corpo docente e non docente e ai famigliari a casa".

Si va avanti così con la misura che a suo tempo ha tolto l’obbligo di isolamento per i positivi. In quell’atto si dice, praticamente, che spetta ai cittadini prendere provvedimenti se sanno di avere l’infezione. Quindi di stare a casa, come si fa ad esempio quando si prende l’influenza, oppure di usare la mascherina. La situazione dei contagi è relativamente tranquilla e il ministero vuole insistere sui vaccini. Lo stesso Vaia nei prossimi giorni ne dovrebbe parlare con le Regioni. Si vuole dare una spinta forte alle somministrazioni anti Covid, che come l’anno scorso si cercheranno di fare contemporaneamente a quelle dell’antinfluenzale. Del resto, le categorie a rischio sono le stesse, anziani, persone con patologie, personale sanitario, donne incinte. Le Regioni stanno ricevendo le dosi dei nuovi vaccini in questi giorni e partono con le somministrazioni, inizialmente in strutture per anziani e altri luoghi di cura e assistenza. Per il grosso della campagna si punterà su medici di famiglia e farmacie.

E questa mattina Vaia ha confermato la sua linea: “Allo stato attuale non c'è nessun elemento che ci faccia dire che nelle scuole c'è un allarme Covid, se ci dovesse essere, e io non credo, con il tavolo interministeriale Salute e Istruzione, che ha lavorato, saremo pronti ad emettere la circolare”.

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