L’allarme di medici, politici ed esperti: “La sanità verso il tracollo”
di Michele BocciIl rapporto tra la spesa sanitaria e il Pil è destinato a scendere dal 6,6% di quest’anno fino al 6,1% nel 2026. Lo ha certificato la Nadef. Si tratta di dati molto più bassi rispetto ad altri Paesi europei, come Francia e Germania. La prospettiva per la sanità pubblica è quindi difficilissima e in questi giorni stanno arrivando reazioni preoccupate dal mondo dei sindacati, dalla politica e di osservatori della sanità. Tra questi c’è la fondazione Gimbe che sostiene come “in questo modo la sanità pubblica stia andando verso il baratro”.
“Noi medici ce ne andremo”
C’è molta preoccupazione tra i medici ospedalieri. Dal sindacato Anaao spiegano che “se le stime dovessero essere confermate nella prossima legge di bilancio e se non saranno previsti adeguati investimenti, i medici e i dirigenti sanitari se ne andranno”. A parlare è il segretario Piero Di Silverio. “Continueremo ad andar via dagli ospedali come sta già peraltro accadendo, perché non possiamo continuare a lav…
Il rapporto tra la spesa sanitaria e il Pil è destinato a scendere dal 6,6% di quest’anno fino al 6,1% nel 2026. Lo ha certificato la Nadef. Si tratta di dati molto più bassi rispetto ad altri Paesi europei, come Francia e Germania. La prospettiva per la sanità pubblica è quindi difficilissima e in questi giorni stanno arrivando reazioni preoccupate dal mondo dei sindacati, dalla politica e di osservatori della sanità. Tra questi c’è la fondazione Gimbe che sostiene come “in questo modo la sanità pubblica stia andando verso il baratro”.
“Noi medici ce ne andremo”
C’è molta preoccupazione tra i medici ospedalieri. Dal sindacato Anaao spiegano che “se le stime dovessero essere confermate nella prossima legge di bilancio e se non saranno previsti adeguati investimenti, i medici e i dirigenti sanitari se ne andranno”. A parlare è il segretario Piero Di Silverio. “Continueremo ad andar via dagli ospedali come sta già peraltro accadendo, perché non possiamo continuare a lavorare in queste condizioni, con un futuro sempre più incerto”. Il segretario richiama quanto scritto oggi da Repubblica. ““Prepariamoci, il privato ormai non è un pericolo ma una realtà: 1 italiano su 3 lo ha già capito, resta farlo capire soprattutto a chi non ha possibilità economiche o vive in regioni disagiate, ma questo sarà compito della politica”.
Le cliniche convenzionate: “Sempre meno prestazioni”
"Senza un adeguato livello di finanziamento la sanità potrà garantire sempre meno prestazioni alla popolazione. I dati della Nadef, che evidenziano una riduzione della spesa sanitaria confermano questo scenario”, dice la presidente di Aiop, l’associazione degli ospedali privati, Barbara Cittadini: “E’ a rischio la tenuta del servizio sanitario nazionale”.
La Cgil: “Siamo di fronte a un default programmato”
Michele Vannini, segretario nazionale della Funzione pubblica Cgil, è convinto: “E’ evidente che siamo di fronte a un default programmato per la sanità quando il ministro Schillaci ha chiesto 4 miliardi e gliene daranno 2,5, non c'è nessuna risposta sullo sblocco delle assunzioni e i prossimi rinnovi dei contratti. L'impressione è che il governo stia mettendo in campo una privatizzazione del servizio sanitario senza il coraggio di dirlo”.
“Si rischia il tracollo”
"Se l’aumento della spesa sanitaria non servirà nemmeno a coprire l’aumento dei prezzi vuol dire che il governo ha deciso di lasciar morire la sanità pubblica, alla faccia degli allarmi lanciati da medici, operatori, ordini professionali e Terzo settore”. A dirlo è il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia. Che prevede “disagi sempre più crescenti per i cittadini meno abbienti e con il chiaro obiettivo di una privatizzazione di fatto dei servizi alla persona”. Il ministro alla Salute Orazio Schillaci ha chiesto 4 miliardi in più per il 2024 ma probabilmente il fondo sanitario nazionale sarà incrementato di due. “La sanità rischia il tracollo”. Il Pd si schiera tutto a favore di un incremento dei fondi per l’assistenza. La ex ministra alla Salute Beatrice Lorenzin attacca: “Sulla sanità il governo naviga a vista. Non si trovano investimenti per il personale sanitario e non si fa alcun cenno alla graduale abolizione del tetto di spesa per il personale sanitario, priorità assoluta per rilanciare le politiche del capitale umano”.