Giornate d’autunno del Fai, il 14 e 15 ottobre porte aperte nei luoghi storici di 350 città italiane
di Luigi GaetaniIl Piccolo Teatro Grassi a Milano
Le “probabilità di vincere la lotteria sono identiche sia che tu giochi oppure no”, diceva Fran Lebowitz, ma questo non ha mai scoraggiato gli italiani: fino agli anni Novanta l’estrazione del lotto per la ruota di Milano si svolgeva nella Loggia della Fortuna, una veranda déco nel cortile dello storico Palazzo degli uffici finanziari, che il 14 e 15 ottobre sarà visitabile per la prima volta per le Giornate d'autunno del Fai. È solo uno dei 700 luoghi – tra palazzi, castelli, chiese, ville, giardini, ospedali, edifici industriali, università e scuole – in oltre 350 città italiane, che apriranno le porte nel corso dell'ormai tradizionale weekend organizzato dal Fondo Ambiente Italiano, arrivato alla 12esima edizione.
Università e centri di ricerca
L'iniziativa è stata presentata oggi a Roma, nelle sale del museo dell’Arte classica dell'Università La Sapienza. Una scelta non casuale, perché tra le centinaia di monumenti visitabili quest’anno ci saranno, “oltre alla Sapienza, ben undici tra università e centri di ricerca, oltre a molte scuole di ogni ordine e grado, sparse su tutto il territorio”, ha spiegato il presidente del Fai Marco Magnifico. Dal Politecnico di Milano, oggi centro di indagine sul Duomo, al Marine Centre di Fano, nelle Marche, polo d’eccellenza nello studio della biodiversità marina, fino al campus dell’Università della Basilicata: qui si potrà accedere al laboratorio di Tecnologia del legno e di Strutture antisismiche, uno dei più importanti a livello internazionale. Un modo per “sottolineare con forza e decisione che sempre più e con sempre maggiore vigore bisogna affidare alla scuola e all’università un ruolo fondativo per il futuro del Paese”, ha detto Magnifico.
Milano
Tra i luoghi aperti a Milano, anche il teatro Verdi e il Piccolo teatro Grassi, prima sede del Piccolo Teatro di Strehler, all’interno di Palazzo Carmagnola. A Roma aprirà le porte – e anche in questo caso si tratta di una prima volta – il Palazzo dei Marescialli di piazza Indipendenza, sede del Consiglio superiore della Magistratura, con l’inconfondibile facciata rivestita di tufo e travertino.
Roma e Lazio
Nella Capitale si potrà visitare anche palazzo Spada, che in via eccezionale aprirà le sale, di solito inaccessibili, occupate dal Consiglio di Stato: come il Salone di Pompeo, con la gigantesca statua ai piedi della quale, si racconta, morì Giulio Cesare. Da vedere anche le tre collezioni di arte moderna e contemporanea di Cassa depositi e prestiti – con opere di Afro, Capogrossi, Dorazio, Severini, Vedova, Pomodoro e molti altri – custodite nello storico palazzo di via Goito.
Nel Lazio si trova anche uno dei monumenti naturalistici più preziosi di queste Giornate d’autunno: il Monumento naturale di Torrecchia Vecchia (Cisterna di Latina), una tenuta privata di oltre 1500 acri restaurata dal principe Carlo Caracciolo a partire dal 1991 e di solito accessibile solo su autorizzazione. All’interno, custodito tra le mura del castello ristrutturato da Gae Aulenti, lo splendido giardino inglese di circa due ettari, progettato da Lauro Marchetti – curatore dei giardini di Ninfa – e poi sviluppato dal celebre paesaggista inglese Dan Pearson.
Napoli
Altra apertura degna di nota, a Napoli si potrà visitare una parte di solito chiusa al pubblico del Real Albergo dei Poveri, uno dei palazzi più grandi d’Europa. Fatto costruire a metà Settecento da re Carlo III di Borbone – su progetto del grande architetto Ferdinando Fuga – era un ospizio destinato ad accogliere i poveri del regno, circa ottomila persone. Di epoca borbonica è anche la corderia di Castellamare di Stabia, stabilimento fondato nel 1773 da re Ferdinando IV e ancora oggi in funzione.
Sicilia
Più a sud, tra i vari luoghi aperti in Sicilia, ci sarà il complesso minerario di Trabia Tallarita, sull’altopiano gessoso-solfifero nella parte centro meridionale dell’isola, un tempo il più grande giacimento di zolfo d’Europa: straordinario esempio di archeologia industriale. Qui, negli anni Venti, si estraeva il 12 per cento della produzione mondiale di zolfo e qui lavoravano – in condizioni spaventose – circa 3mila minatori.
La raccolta Fai
A ottobre partirà la nuova campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi del Fai, che a oggi cura e gestisce 73 beni tra monumenti e luoghi naturali. Una missione ancora più importante quest’anno, perché – come ha ricordato il direttore generale del Fai, Davide Usai – negli ultimi mesi il patrimonio del Fondo ha subito 724 mila euro di danni causati dagli eventi climatici estremi: dall’abbazia di San Fruttuoso al bosco di San Francesco ad Assisi, fino al giardino di villa Necchi a Milano, devastato dalla tempesta dello scorso luglio.