Clima, Giorgio Parisi: “Il Papa ha ragione mentre i governi se ne infischiano”
di Iacopo Scaramuzzi“L’esortazione apostolica di papa Francesco è estremamente necessaria in questo momento in quanto i governi se ne infischiano del cambiamento climatico”. Parola del premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, invitato questa mattina a presentare la Laudate Deum, pubblicata ieri, nei giardini vaticani.
Sullo sfondo della cupola di San Pietro, tra i roseti e una statua bianca della Madonna, il fisico è intervenuto ad una tavola rotonda insieme ad attivisti per l’ambiente e – a riprova dell’impatto del cambiamento climatico sui popoli più poveri – ad un immigrato proveniente dalla Libia.
Contro i negazionisti
Se papa Francesco nel suo nuovo documento si scaglia contro i negazionisti climatici, “i negazionisti a livello scientifico sono un numero estremamente piccolo e la maggior parte degli appelli che si vedono in giro sono fatti da persone che non sono climatologi”, spiega Parisi: “La quasi totalità dei veri climatologi è assolutamente convinta dell’origine umana del riscaldamento. Ques…
“L’esortazione apostolica di papa Francesco è estremamente necessaria in questo momento in quanto i governi se ne infischiano del cambiamento climatico”. Parola del premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, invitato questa mattina a presentare la Laudate Deum, pubblicata ieri, nei giardini vaticani.
Sullo sfondo della cupola di San Pietro, tra i roseti e una statua bianca della Madonna, il fisico è intervenuto ad una tavola rotonda insieme ad attivisti per l’ambiente e – a riprova dell’impatto del cambiamento climatico sui popoli più poveri – ad un immigrato proveniente dalla Libia.
Contro i negazionisti
Se papa Francesco nel suo nuovo documento si scaglia contro i negazionisti climatici, “i negazionisti a livello scientifico sono un numero estremamente piccolo e la maggior parte degli appelli che si vedono in giro sono fatti da persone che non sono climatologi”, spiega Parisi: “La quasi totalità dei veri climatologi è assolutamente convinta dell’origine umana del riscaldamento. Questo deve essere detto chiaramente e il fatto che il Papa lo dica è estremamente importante”.
Benedetto XVI alla Sapienza
A margine dell’incontro il professore non si è sottratto ad una domanda circa il fatto che nel 2007 fu tra i firmatari dell’appello affinché Benedetto XVI rinunciasse, come poi avvenne, ad inaugurare l’anno accademico della prima università di Roma, ed oggi si trova in Vaticano per presentare l’esortazione apostolica di un altro Papa. “Io sono in generale contrario che all’inaugurazione di un anno accademica venga un leader religioso”, ha spiegato Parisi, “questo non ha niente a che vedere poi con possibilità di collaborare con la chiesa su temi precisi come uomo di buona volontà. Sono due problemi completamente diversi. Lì il problema non era se fare venire il Papa o non far venire il Papa alla Sapienza ma fargli fare l’inaugurazione dell’anno accademico, per la quale non va bene un leader religioso, fosse il Dalai Lama, un rabbino o un Papa”.
In fuga dalla Libia
Oltre a Parisi, alla presentazione della Laudate Deum, pubblicata dalla Libreria editrice vaticana, sono intervenuti, in una tavola rotonda moderata dal portavoce vaticano Matteo Bruni, Carlo Petrini di Slow food, l’attivista Vandana Shiva, lo scrittore Jonathan Safran Foer, la leader tedesca di “Fridays for Future” Luisa-Marie Neubauer (“I nostri governi hanno iniziato a criminalizzare chi si fa carico della cura dell’ambiente e a ritrarci, noi giovani attivisti, come “radicalizzati”, come scrive Laudate Deum”), da altri due giovani attivisti, il francese Benoit Halgand e l’italiana Alessandra Sarmentino, e, proveniente dalla Libia, da Jubran Ali Mohammed Ali, che ha raccontato dell’alluvione di Derna. Il Papa li ha incontrati questa mattina, e, ha riferito la giovane attivista tedesca, ha detto: “Il futuro appartiene a questi giovani”.
Voce nel deserto
Il rischio, ha sottolineato Giorgio Parisi nel suo intervento, è che il documento del Papa sia “come una voce che grida nel deserto, che viene sentita ma i cui effetti sono molto trascurabili. Ma è importante che il documento sia rivolto a tutte le persone di buona volontà perché, come dice il Papa, nessuno si può salvare da solo”.
Il premio Nobel per la fisica ha notato che “può sembrare strano un incipit scientifico in un documento papale, ma il Papa spiega che “è costretto a fare queste precisazione a causa di certe opinioni sprezzanti e irragionevoli che trovo anche all’interno della Chiesa”. A differenza di molti documenti scientifici, poi, l’esortazione apostolica ha il vantaggio di essere scritta in un linguaggio piano, chiaro, molto leggibile”.
Colpiti i più deboli
Giorgio Parisi ha messo in luce alcuni passaggi dell’esortazione apostolica. Oltre alla condanna del negazionismo, con argomenti scientificamente fondati, la sottolineatura del fatto che non si tratta di un problema meramente ambientale, ma “umano e sociale”, che colpisce, in particolare, le persone più deboli nella società. “Lo vediamo tutti noi, anche qui in Italia”, ha notato Parisi: “Abbiamo avuto questa estate molto calda durante la quale coloro che si sono potevano permettere l’aria condizionata stavano relativamente bene, quelli che non potevano stavano nei guai. Non ho ancora visto le statistiche, ma penso che ci siano state migliaia di morti dovute proprio a questa ondata di caldo proprio perché le persone anziane e più deboli durante le ondate di caldo si disidratano e hanno grandi difficoltà”.
Ancora, è importante, ha detto il premio Nobel per la fisica, che il Papa chiami alla mobilitazione della comunità internazionale, “ma bloccare il cambiamento climatico con successo – ha avvertito – richiede uno sforzo mostruoso da parte di tutti, ha costi colossali, non solo finanziari ma anche sociali”. In questo senso, “è assolutamente necessario che ci sia un trasferimento massiccio di risorse dai paesi più avanzati a quelli meno sviluppati. Pensiamo all’Africa: è immaginabile costruire lì impianti fotovoltaici ma non possiamo aspettare che gli africani abbiano le risorse per costruirli, serve un piano mondiale per poter portare fonti di energia rinnovabile nei paesi in via di sviluppo, così come è fondamentale migliorare l’educazione in questi paesi, specialmente l’educazione femminile che molto spesso lì manca”.
Le guerre inutili
“Volevo poi sottolineare un frase forse incidentale del Papa, quando scrive che il nostro mondo “si sta sgretolando”, ed è forse “a un punto di rottura””, ha detto ancora Giorgio Parisi, concludendo il suo intervento: “Non è chiaro nel documento quale sia questo punto di rottura ma la mia interpretazione è che il problema di rottura è il problema della guerra, dei conflitti internazionali che stanno sullo sfondo: il conflitto armato con la Russia il conflitto economico con la Cina: noi abbiamo bisogno di una umanità solidale e ciò è difficile se ci sono le guerre, o con le armi o con l’economia. Penso che la cosa fondamentale sia evitare il punto di rottura”.