Cronaca

Migranti, caso Apostolico. Ora Nordio avvia accertamenti ma smentisce l’invio degli ispettori

Dopo giorni di incertezza il ministro della Giustizia decide di avviare la fase preliminare per un eventuale contestazione disciplinare

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ROMA - Il Csm non si muove contro la giudice Iolanda Apostolico e il ministro della Giustizia Carlo Nordio decide di imboccare la via del provvedimento disciplinare. E come primo passo apre un’inchiesta preventiva, inviando a Catania i suoi ispettori che dovranno verificare se effettivamente la giudice può essere messa sotto inchiesta disciplinare per aver partecipato, ben cinque anni fa, a una manifestazione della società civile contro il divieto dell’allora ministro dell’interno Matteo Salvini di non far scendere dalla nave Diciotti 177 migranti.

Mezzogiorno è passato da dodici minuti quando l’agenzia di stampa Adnkronos “apprende” e pubblica la notizia che “il ministero della Giustizia ha avviato l’accertamento preliminare nei confronti del magistrato Apostolico”. E aggiunge che a “disporlo” è stato il Guardasigilli “attraverso il suo ufficio ispettivo”. Dunque Nordio ha deciso di inviare gli ispettori visto che proprio il ministro, parlando con il quotidiano Libero domenica 8 ottobre ha detto che “la giudice di Catania poteva manifestare ma non doveva”. Intervista mai smentita, nella quale Nordio aggiunge che “il ministro della Giustizia non può esprimersi su questo caso specifico prima di aver acquisito tutti gli elementi necessari. Sono state annunciate interrogazioni. Faremo subito accertamenti. Ufficialmente non sappiamo nemmeno se la magistrata abbia partecipato o no a quella manifestazione”. Considerazioni del Guardasigilli stesso che evidentemente vanno nella direzione di verificare cosa effettivamente abbia fatto Apostolico. Una verifica che non può risolversi in un semplice collage di articoli di giornale.

Dopo insistenti smentite da parte dello stesso dicastero della giustizia nel corso degli ultimi 10 giorni, che non confermavano l’intenzione di Nordio di seguire la via disciplinare, com’è avvenuto invece per il caso dei magistrati di Milano che avevano dato i domiciliari al russo Uss, ecco che il Guardasigilli decide invece per l’accertamento. Proprio nello stesso giorno in cui il ministro dell’Interno Piantedosi risponde al Senato a una interrogazione del Pd.

È un passo complicato quello di Nordio, di cui non erano a conoscenza ancora neppure i suoi sottosegretari, e che impegna il ministero contro la giudice Apostolico. Difficile il lavoro degli ispettori che oggi dovrebbero verificare fatti di cinque anni addietro, e compiere un accertamento sulla magistrata non si capisce ancora di quale natura. Gli 007 di via Arenula non possono entrare nel merito delle decisioni giurisdizionali presi dalla magistratura, quindi potranno ripercorrere i suoi provvedimenti e verificare solo se ha rispettato i tempi. Gli ispettori non entrano nel merito delle decisioni.

Via Arenula si augurava che fosse il Csm a togliere le castagne dal fuoco procedendo con l’eventuale richiesta di un trasferimento d’ufficio fatta dal consigliere laico Aimi di Forza Italia, presidente della prima commissione. Ma proprio la prima commissione, lunedì, si è fermata anche sulla pratica a tutela della magistrata chiesta invece da 13 colleghi, appartenenti a tutte le correnti, tranne i sette di Magistratura indipendente. Se ne parlerà lunedì prossimo. Non si è neppure mosso il Procuratore generale della Cassazione, che con il ministro della Giustizia è titolare dell’azione disciplinare. Evidentemente Nordio, che si è autoproclamato sulla linea della premier Meloni, autrice del primo tweet contro Apostolico, ha deciso di agire politicamente con l’invio degli ispettori.

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