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Caccia al meteorite caduto in Sardegna. “Se lo vedete, non toccatelo e avvertite gli astronomi”

Al centro, la scia luminosa catturata da una telecamera di Prisma

 (ansa)
Un lampo ha illuminato il cielo per 3,6 secondi domenica notte nel sud dell’isola. Il frammento dovrebbe trovarsi nelle campagne nei pressi di Armungia
2 minuti di lettura

E’ un oggetto nero, pesa 160 grammi ed è poco più grande di una pallina da ping pong. La superficie è opaca, levigata dall’attrito. E proviene direttamente dalla fucina del sistema solare: 4,5 miliardi di anni fa.

Un meteorite è caduto ad Armungia, nel sud della Sardegna, terra di nuraghi, domenica scorsa poco prima di mezzanotte, accompagnata da una lingua di luce durata 3,6 secondi.

Cosa deve fare chi la trova

Oggi gli esperti dell’Inaf, l’Istituto Nazionale di Astrofisica, consigliano a chi passa di dare un’occhiata per terra alla ricerca del sasso scuro: “Potrebbe essere il meteorite. In questo caso non toccate niente, fate una foto, prendete nota delle coordinate con il gps e inviate tutto via mail al Project Office di Prisma (prisma_po@inaf.it). I nostri esperti vi diranno come raccoglierla nel modo più corretto”.

L'area in cui è caduta la meteorite, a nord-ovest di Armungia

 
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E’ un oggetto nero, pesa 160 grammi ed è poco più grande di una pallina da ping pong. La superficie è opaca, levigata dall’attrito. E proviene direttamente dalla fucina del sistema solare: 4,5 miliardi di anni fa.

Un meteorite è caduto ad Armungia, nel sud della Sardegna, terra di nuraghi, domenica scorsa poco prima di mezzanotte, accompagnata da una lingua di luce durata 3,6 secondi.

Cosa deve fare chi la trova

Oggi gli esperti dell’Inaf, l’Istituto Nazionale di Astrofisica, consigliano a chi passa di dare un’occhiata per terra alla ricerca del sasso scuro: “Potrebbe essere il meteorite. In questo caso non toccate niente, fate una foto, prendete nota delle coordinate con il gps e inviate tutto via mail al Project Office di Prisma (prisma_po@inaf.it). I nostri esperti vi diranno come raccoglierla nel modo più corretto”.

L'area in cui è caduta la meteorite, a nord-ovest di Armungia

 

“L’astronomia è sempre appassionante, ma quando un oggetto che proviene dalle profondità del cielo, nato ai primordi del sistema solare, cade davanti ai tuoi occhi e puoi toccarlo con mano è difficile non emozionarsi” commenta Daniele Gardiol, l’appassionato coordinatore del progetto Prisma, astronomo dell’osservatorio Inaf di Torino.

Prisma, nata nel 2017, è la rete italiana per la sorveglianza sistematica di meteore e atmosfera. Due delle sue telecamere (Sardinia Radio Telescope e Gennargentu) domenica scorsa hanno captato il fireball, o palla di fuoco, che è poi caduto ad Armungia.

Daniele Gardiol

 

“Ogni notte monitoriamo i cieli italiani” spiega Gardiol. “I piccoli asteroidi di pochi centimetri di diametro emettono luce entrando nell’atmosfera per poi bruciare completamente. Questo avviene circa una volta a notte. Noi li ammiriamo e ci affrettiamo a esprimere un desiderio, ma tutto finisce lì. A terra non arriva niente. Quanto ai desideri, si avverano a fasi alterne”.

Differenza tra frammenti e sciami

I frammenti di asteroidi sono diversi dagli sciami di stelle cadenti che attendiamo in periodi precisi dell’anno, ad esempio la notte di San Lorenzo. I più grandi vengono monitorati con attenzione, ma quelli di pochi centimetri in genere si accendono in cielo inaspettati.

“A volte arrivano oggetti attorno a una decina di centimetri” spiega Gardiol. “L’attrito con l’aria li fa bruciare, ma non completamente. Una o due volte all’anno accade che un frammento raggiunga il terreno”. E’ quel che è successo domenica notte ad Armungia.

Il meteorite sardo è entrato nell’atmosfera alla velocità di 16,5 chilometri al secondo. A 78 chilometri di altezza si è illuminato. La palla di fuoco ha percorso 51 chilometri in 3,6 secondi poi, rallentando fino a 4,2 chilometri al secondo, si è spenta mentre si trovava a un’altezza di 28 chilometri. Da lì è caduta in una zona per fortuna selvaggia e poco abitata.

“L’asteroide dei dinosauri, quello di 66 milioni di anni fa, aveva 10 chilometri di diametro, nulla a che vedere con ciò di cui parliamo oggi” spiega Gardiol. Nel 2013 a Chelyabinsk, in Russia, un meteorite di 15 metri (inatteso) fece danni anche nel centro abitato.

Pericolose anche se piccole

“Effettivamente anche i meteoriti più piccoli possono essere pericolosi. Ogni tanto leggiamo notizie di questi oggetti caduti in casa o in giardino. Un’auto degli anni 70 con il tetto bucato è conservata in un museo negli Stati Uniti. Una donna una volta si è alzata di notte e quando è tornata aveva un meteorite nel letto. Sono comunque episodi rarissimi”.

Oggi gli esperti dell’Inaf sperano che qualche cittadino trovi il sasso scuro di Armungia e – senza toccarlo per non contaminarlo – ne consenta il recupero. “Una scuola di pensiero sostiene che è meglio non comunicare l’avvistamento e far correre subito gli astronomi a recuperare il meteorite” spiega Gardiol. “Ma noi preferiamo contare sulla collaborazione dei cittadini”.

I precedenti

Prisma in questo modo ha già potuto recuperare due reperti spaziali, uno a capodanno del 2020 a Mirandola vicino Modena (grazie al cane Pimpa) e uno a San Valentino del 2023 nei dintorni di Matera. “E’ vero, il meteorite va consegnato a noi. Ma c’è comunque da diventare famosi. Spesso chi l’ha trovato è finito in televisione”.

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